La Berlinale apre con il dramma irlandese “Small Things Like These”
È iniziata la 74esima edizione della kermesse tedesca. Ad aprire le danze il film di Tim Mielants tratto dal romanzo di Claire Keegan
di Andrea Chimento
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Cillian Murphy inaugura la Berlinale: il celebre attore irlandese è il protagonista di “Small Things Like These”, film di Tim Mielants che è stato scelto per aprire la 74esima edizione del festival di quest’anno.
Dopo lo straordinario successo di “Oppenheimer”, Murphy torna sul grande schermo in un ruolo decisamente impegnato.
L’attore veste i panni di Bill Furlong, commerciante di carbone e padre amorevole di cinque figlie, che vive insieme alla sua famiglia in un villaggio irlandese. Durante il periodo natalizio del 1985, l’uomo scopre alcuni segreti che riguardano il convento della sua città e che lo riporteranno a confrontarsi con il suo traumatico passato.
Case Magdalene
Alla base di “Small Things Like These” c’è l’omonimo romanzo di Claire Keegan, scrittrice irlandese classe 1968 dalle cui opere il mondo del cinema aveva già attinto per “The Quiet Girl”, film del 2022 che era arrivato alla nomination agli Oscar come miglior lungometraggio internazionale.Tanto il romanzo quanto la pellicola tornano così indietro nel tempo per riprendere il tema delle Case Magdalene, istituti femminili gestiti per conto del governo irlandese da suore appartenenti a diversi ordini cattolici. La finalità era apparentemente quella di riformare “giovani donne perdute”, ma il trattamento subito dalle ragazze all’interno di questi spazi era spesso terrificante e venivano sfruttate per questioni ben poco spirituali.
Sullo stesso tema si era espresso anche Peter Mullan con il suo film “Magdalene”, vincitore del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2002, ma si può anche citare, tra i titoli inerenti all’argomento, “Philomena” di Stephen Frears.
Un personaggio ben scritto
Oltre al contesto storico-politico che viene raccontato, in questo film è altrettanto fondamentale il personaggio del protagonista, ben scritto e ben interpretato da Murphy, che cerca di far luce sulla verità pur rimanendo allo stesso tempo concentrato sulla sua famiglia.Il suo desiderio di opporsi all’ingiustizia va di pari passo con la sua attenzione verso le persone più bisognose, come viene raccontato fin dalle primissime sequenze.Se i suoi gesti sono capaci di offrire spunti di riflessione, più didascalico è il costante ricorso a un montaggio che alterna la sua vita d’adulto con la sua infanzia: le recenti scoperte hanno ridestato i ricordi di una tragedia vissuta da bambino, ma i flashback sono abbastanza telefonati e non hanno sempre la forza necessaria per poter scuotere come vorrebbero.


