Sfida alle Banche centrali

La Borsa e quei «riccioli d’oro» (che gli investitori vogliono vedere)

Anche Wall Street si unisce al «rally di Capodanno» dopo i dati sull’occupazione Usa. Ma gli esperti continuano a frenare e aspettano nuove prove per convincere Fed e Bce a frenare sui tassi

di Maximilian Cellino

(REUTERS)

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Occupazione ai massimi da oltre 50 anni e salari che crescono in misura meno vigorosa delle attese. Non sarà proprio goldilocks, il mondo ideale di «Riccioli d’oro» spesso rievocato in anni recenti anche per giustificare l’esuberanza dei mercati finanziari, ma lo scenario disegnato dai dati diffusi ieri sul mercato del lavoro negli Stati Uniti vi si avvicina, almeno in parte. Di sicuro a sufficienza per permettere almeno a Wall Street di togliersi di dosso quell’alone di debolezza che le aveva impedito di agganciare il treno al rialzo delle Borse europee da inizio anno.

Le indicazioni dal mercato del lavoro Usa

Il rapporto diffuso venerdì 6 gennaio parla di una creazione di un numero di 223mila posti di lavoro in più rispetto a novembre, ben superiore alle attese degli analisti che si fermavano in media a quota 200mila, per un tasso di disoccupazione sceso di un centesimo al 3,5%, dove cioè non lo si vedeva dagli anni sessanta del secolo scorso. Un indizio importante dunque di come la prima economia mondiale stia ancora mostrando solidità, nonostante le unanimi previsioni per una recessione d’arrivo. Al tempo stesso però la dinamica salariale non sembra infiammarsi come cifre simili potrebbero far temere, visto che gli stipendi medi orari sono aumentati del 4,6% rispetto su base annua.

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E se la prima indicazione sarebbe in sé tale da mettere in allarme gli operatori su una risposta più aggressiva da parte della Federal Reserve, il dato sui prezzi getta evidentemente per il momento acqua sul fuoco di quanti temono di vedere il traguardo finale sui tassi Usa lievitare ben oltre il 5% rispetto all’attuale livello del 4,25%-4,5% fissato dalla Banca centrale Usa. Di qui la reazione favorevole dei mercati, che in quelle cifre contrastanti hanno evidentemente visto il classico bicchiere mezzo pieno.

Il bilancio della settimana

L’accelerazione ha permesso a Wall Street di cancellare le perdite dei primi tre giorni di scambi del 2023 e di provare ad accodarsi a quell’Europa che invece ha iniziato l’anno con il piede giusto. Con i rialzi di venerdì (+1,4% per Milano, +1,2% per Francoforte e +1,5% per Parigi) i listini del Vecchio Continente hanno infatti portato a oltre il 5% il bottino di quello che è stato ribattezzato «rally di Capodanno». Stesso tenore sui titoli di Stato, con i rendimenti dle BTp decennale al 4,22% e in calo come anche nelle altre parti del mondo.

I dubbi degli analisti

Gli analisti sembrano in ogni caso voler richiamare alla prudenza, seguendo il copione dei giorni scorsi e avvertendo che dati simili (vale anche per l’inflazione europea pubblicata sempre venerdì) non siano tali da influenzare necessariamente l’azione delle Banche centrali. «Il mercato del lavoro Usa sta rallentando, ma solo in modo graduale, rimane sbilanciato ed è quindi molto probabile che la Fed ritenga di avere ancora del lavoro da fare», avverte Daniel Vernazza, economista di UniCredit, che pure non manca di evidenziare aspetti positivi quali la minore crescita dei salari nominali e l’aumento della partecipazione alla forza lavoro.

I prossimi appuntamenti

Possibile quindi che Washington rallenti ancora il proprio passo nella prossima riunione del 1° febbraio, limitandosi a un rialzo di 25 punti base. Ma la partita resta ancora tutta aperta e i prossimi dati macro, primi fra tutti quelli sull’inflazione Usa della prossima settimana daranno indicazioni forse più precise.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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