Usa

La Casa Bianca mostra il rumore “rilassante” delle manette per i migranti sui social

L’account Instagram della Casa Bianca è da giorni al centro di polemiche per due post sulle deportazioni, uno sfrutta il trend ASMR, che suscita sensazioni piacevoli

Il video ASMR della Casa Bianca sui migranti

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Negli ultimi giorni, l’account ufficiale della Casa Bianca su Instagram è stato al centro di polemiche per due post che hanno scatenato reazioni accese sui social. I contenuti – un video ASMR relativo ai voli di deportazione degli immigrati e un post provocatorio per San Valentino – hanno sollevato interrogativi sull’approccio comunicativo dell’amministrazione statunitense in un momento di grande tensione sul fronte dell’immigrazione.

Il video ASMR sui voli di deportazione

Un video pubblicato dalla Casa Bianca e originariamente condiviso dall’ufficio di Seattle dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) è stato oggetto di numerose critiche. Il filmato di 41 secondi, intitolato “ASMR: Illegal Alien Deportation Flight”, mostra immigrati irregolari ammanettati e incatenati mentre vengono preparati per salire su un volo di rimpatrio.

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La particolarità del video risiede nella scelta di etichettarlo come contenuto ASMR, ovvero un tipo di video pensato per suscitare sensazioni piacevoli e di rilassamento attraverso suoni particolari, come sussurri o il rumore di superfici che vengono toccate. Nel caso specifico, i suoni sono quelli delle catene e delle manette sollevate dagli agenti.

Il contenuto ha ricevuto aspre critiche sia da attivisti che dal pubblico sui social. Elon Musk ha ricondiviso il video sul suo profilo X (ex Twitter) con la didascalia “Haha wow”. La sua reazione ha scatenato ulteriori polemiche: molti utenti hanno definito il suo commento “disgustoso” e “disumanizzante”.

l video e il dibattito seguente hanno riacceso la discussione sul modo in cui gli immigrati vengono trattati durante le deportazioni e sulle implicazioni di tali messaggi comunicativi.

La controversa cartolina di San Valentino

A peggiorare la situazione, l’account Instagram della Casa Bianca ha pubblicato un post di San Valentino che è stato considerato offensivo da molti. Il messaggio recitava: “Rose are red, violets are blue, come here illegally and we will deport you” (Le rose sono rosse, le violette sono blu, vieni qui illegalmente e ti deporteremo). Il tutto era accompagnato da un’immagine su sfondo rosa con i volti del presidente Donald Trump e del suo “zar della frontiera”, Tom Homan.

La scelta di un tono apparentemente leggero per affrontare un tema delicato come l’immigrazione ha provocato un’ondata di indignazione. Numerosi utenti hanno commentato chiedendo il licenziamento dei responsabili della gestione dell’account: “Chi gestisce questa pagina dovrebbe essere licenziato immediatamente.”

Anche in questo caso, il post ha evidenziato il clima polarizzato che circonda il tema dell’immigrazione negli Stati Uniti. Da un lato, i sostenitori dell’amministrazione Trump difendono l’iniziativa come un messaggio fermo contro l’immigrazione illegale; dall’altro, molti la interpretano come una mancanza di empatia verso situazioni umane complesse.

Un approccio comunicativo che divide

Entrambi i post dimostrano come l’amministrazione stia utilizzando i social media per veicolare messaggi politici in maniera non convenzionale, sfruttando formati e linguaggi che attirano attenzione immediata, ma rischiano anche di essere particolarmente offensivi. Resta da vedere se le critiche per i due post porteranno a un ripensamento nella gestione degli account social ufficiali o se segneranno un nuovo standard di comunicazione diretta e controversa.

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