
Adalù
Nel 2020 il marchio si espande anche all’abbigliamento, una linea focalizzata su capi semplici come pantaloni, pantaloncini e gonne.
«Il marchio Adalù ha registrato fin dal suo primo anno una crescita importante e costante - continua Valeria -. Raddoppiando il fatturato nel secondo anno, mantenendo una crescita normale negli anni successivi ed infine triplicando il fatturato nell’ultimo anno di attività».
Lido
Lido è il brand italiano di costumi da bagno e abbigliamento fondato nel 2017 dalla stilista polacca Daria Stankiewicz. L’idea nasce dopo il suo trasferimento a Venezia, per amore, e l’intuizione di un progetto moda che potesse ricreare le sensazioni di una pigra estate al Lido, dove i veneziani trascorrono parte dell’estate.
Ogni collezione è quindi legata all’estate italiana. Il brand punta su uno stile minimale legato a una femminilità sensuale con riferimenti al design e all’arte contemporanea.
L’estetica di Lido è contemporanea ma con una sensazione di altrove, nelle forme, nei tagli e nei colori.
Fin dall’inizio, la ricerca è rivolta ai costumi da bagno dei primi anni ‘90, mescolati a modelli facili come il bikini a triangolo e il costume intero. Il focus è la vestibilità. Per le collezioni vengono utilizzati tessuti riciclati ove possibile ma, anche se la sostenibilità è un core value questo non deve compromettere la qualità. La ricerca sui colori punta a integrarli in modo che risaltino la palette nel suo insieme. Lido è distribuito in tutto il mondo, in store multibrand di lusso contemporaneo e negli hotel e resort più belli d’Italia.
Vikinis

Vikinis Beachwear
Vikinis nasce nel 2021 per mano di Vittoria Marzano con l’idea di creare una linea di costumi eleganti ma funzionali.
«Crediamo fortemente che la cosa più importante sia offrire un prodotto di qualità, motivo per cui tutta la nostra filiera è tenuta strettamente all’interno del territorio italiano - racconta Vittoria -. I tessuti che usiamo sono certificati OEKO-TEX Standard 100, provengono da fornitori italiani e assicurano un’alta qualità e resa del prodotto finito. Produciamo tutti i nostri prodotti in un laboratorio che si trova appena fuori Roma, dove ogni fase della produzione è fatta a mano, dal taglio al confezionamento. Abbiamo adottato strategie per riutilizzare gli scarti, sia attraverso la creazione di nuovi accessori, sia impiegandoli nei nostri campionari e prototipi per le future collezioni».

Vikinis Beachwear
Vittoria sottolinea che fino ad ora il brand non ha utilizzato esclusivamente materiali sostenibili, ma sta lavorando attivamente per cambiare questa situazione. «Attualmente, stiamo pianificando la prossima collezione che includerà l’utilizzo di tessuti realizzati al 100% con fibre di nylon rigenerate da materiali di scarto pre e post consumer. Questo rappresenta un passo significativo verso la nostra visione di diventare un’azienda sempre più sostenibile nel tempo».
«Per il nostro packaging abbiamo scelto tutti materiali riciclabili, dalle scatole di cartone prodotte con il 70% di materiali riciclati, alle bustine che contengono i costumi composte in TNT (tessuto non tessuto) impermeabile, per evitare l’uso comune della plastica e le buste postali biodegradabili», conclude.
Velia

Velia
Velia beachwear nasce nel novembre 2022. Flavia Verrusio studia disegno in una
scuola di moda e poi sceglie di fondare il brand di beachwear con il sostegno dei figli Edoardo e Marta. Il nome del brand ha origine dalla torre dell’antica Velia, che troneggia sulle spiagge del Cilento, un luogo del cuore per la direttrice creativa.
Eleganti e comodi costumi riprendono dettagli del guardaroba classico come i piccoli bottoni in tessuto.
La produzione viene realizzata in Lombardia da artigiani italiani.La ricerca sui tessuti ha portato all’individuazione del tessuto effetto seta, sottile e con elevata elasticità.
«La collezione, infine, rispetta certificazioni riconosciute a livello internazionale, che rendono Velia un brand sostenibile e in costante aggiornamento» recita un comunicato.
Clara Aestas

Clara Aestas
Lanciato nel 2018 da Elena Carelli e Floriana De Letteriis, designer pugliesi, il brand Clara Aestas cerca oggi un’evoluzione sostenibile. «In un mondo sempre più attento alle dinamiche produttive, la scelta naturale è stata quella di proseguire con delle politiche di sostenibilità sociale, attraverso l’utilizzo di manodopera qualificata tutelata ed equamente retribuita. Ovviamente senza tralasciare e incrementare quella etica e ambientale» spiega Floriana De Letteriis. Le fa eco Elena Carelli: «Oltre ad utilizzare Lycra certificata OEKO - Tex Confidence In Textiles, quindi testata per le sostanze nocive, per ridurre allo stretto necessario l’utilizzo di filati sintetici, facciamo e faremo un largo uso di fibre naturali».
Lo studio e la ricerca di nuovi tessuti, sempre più ecofriendly e performanti, inoltre, ha portato alla selezione di aziende produttrici d’eccellenza certificate ICEA che garantiscono composizioni dei materiali che lavorano e che hanno fatto delle produzioni eco-consapevoli il simbolo di una nuova ed ecologica visione del comparto moda.

Clara Aestas
Una presa di coscienza che si sposa al concept dello slow fashion, attuale trend che vuole guidare il consumatore verso uno shopping più consapevole e di qualità. Rimane di base la filosofia che ha guidato il team sin dalla nascita del marchio, quel concetto di bellezza e seduzione che tratteggia le linee di costumi e abbigliamento da indossare in spiaggia, ma non solo.
Alldaylongbeach
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Alldaylongbeach
Come la riedizione di una serie di fotografie di famiglia e dei costumi usati nel passato, la collezione delle due cugine napoletane, Giusy e Patrizia, rievocano in chiave moderna la moda di anni addietro. Guardare al passato per disegnare il futuro.
Totalmente prodotto in Italia, con l’attenzione al sostenibile, il brand di beachwear Alldaylong vuole realizzare prodotti femminili con un’attenzione particolare alla resistenza dei capi.
«Il brand nasce a fine 2019 - dice Patrizia - al 100% Made in Italy e produciamo a Castellammare. A oggi ci siamo concentrate su due linee, Knotting Bay a taglio laser senza cuciture sottile che si asciuga subito, e quella Nature Nautical lanciata nel 2021, basata sulle fibre naturali, scarti delle fibre del mais».
Quest’anno la collezione, come sottolinea Patrizia, è ispirata a Pantelleria. «Produciamo circa 1.000-2.000 pezzi all’anno e vendiamo soprattutto online. All’estero invece abbiamo diversi distributori».

Alldaylongbeach
La sede di recente si è spostata a Roma. «Stiamo lavorando a un rebranding - dice - per sottolineare ancora di più la portabilità dei prodotti in ogni momento della giornata. Stiamo lavorando con la stylist Bianca Ottaviani». E in futuro il brand potrebbe andare oltre i costumi da bagno.
Balajanas
Il brand nasce nel 2016 con l’esigenza far convivere l’innovazione materica e la tradizione artigianale italiana nell’ambito del beachwear, valorizzando l’idea della circolarità. L’idea alla base delle creazioni di “Made in Sardegna” Anna Matta, fondatrice di questo marchio di intimo e costumi da bagno, è vivere all’insegna della libertà, sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Tutti i capi - prodotti in serie limitata per arginare gli sprechi - sono confezionati con materiali ricavati da fibre di plastica recuperata in mare e rigenerata, italiani e tracciabili.
«Il comfort è il focus del brand - dice Anna - per questo studiamo una modellistica inclusiva, attraverso la quale valorizzare varie fisicità femminili, offrendo alla clientela uno sviluppo di 5/6 tg a disposizione, per modello. E’ stata proposta anche linea curvy per accompagnare e sostenere le forme più morbide,con taglie a partire dalla 48 alla 56».
Per questa estate inoltre, verrà lanciato un capo genderless, affinché il mondo del beachwear non si dimentichi di coloro che, non sentendo di appartenere ad un genere preciso, possano godere di un costume che li faccia sentire a loro agio, senza alcuna distinzione.
Balajanas produce in un laboratorio artigianale in Italia, con la modalità “made to order” affinchè non ci siano avanzi di magazzino, rimanenze inutili per evitare la sovrapproduzione che crea inquinamento e spreco di materiali.
CasaGIN
CasaGIN è un’azienda italiana la cui specializzazione spazia dai costumi per il mare all’abbigliamento intimo fino ai capi sportivi e da casa. L’idea è nata da Daniela Prandin che, dopo aver lavorato nel settore della moda per oltre un decennio - come buyer in Europa e anche in Cina - ha scelto di dedicarsi a un marchio proprio che potesse essere in armonia con la natura e le persone.
Il brand nasce così a fine 2017 quando Daniela inizia a dedicarsi all’attività da casa. I prodotti sono filati, tessuti, tinti e confezionati interamente in Italia, per sostenere l’industria manifatturiera locale e ridurre le emissioni legate al trasporto. Recentemente è uscita la nuova linea di costumi creati con nylon rigenerato Econyl. «Tutti i prodotti sono realizzati in Italia: dal filo al prodotto finale - dice Daniela -. I laboratori sono ad una distanza massima di 70 km dalla sede, tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Lombardia». L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 rispetto alle aziende con produzioni all’estero, che devono far viaggiare materie prime e prodotti finiti da un continente all’altro. «La produzione si trova in provincia di Venezia e all’anno produciamo circa 30mila pezzi» conclude Daniela. Sul sito del brand si legge: «La gestione delle foreste utilizzate per ottenere le fibre che utilizziamo, avviene in modo sostenibile: gli alberi non necessitano di irrigazione artificiale per crescere e questo sistema stabilizza anche l’equilibrio idrico, previene le inondazioni ma anche la scarsità d’acqua quando le piogge sono rare. Ogni anno questo sistema ci permette di far crescere 10mila metri cubi di legno in più rispetto a quanto ne viene prelevato. Inoltre, le foreste sono certificateForest Stewardship Council (FSC)».
«Le fibre naturali CASAGiN, come le nostre fibre di legno di faggio e il nostro cotone biologico sono anche naturalmente biodegradabili al 100%», conclude.
Und Swimwear
Margherita Bojola e Giada Fratini sono le designer di UND, che sta a indicare undressed, spogliato del superfluo. Amiche prima che socie, Margherita – che proviene dal mondo moda - e Giada – con formazione legale - vivono la prima a Firenze, la seconda a Bologna. «Ancora non è il nostro principale lavoro, ma a tendere dovrebbe diventarlo – dice Giada -. Un giorno sedute a un tavolo abbiamo pensato cosa ci mancasse. Abbiamo valutato che avremmo voluto un costume che ci rappresentasse». Il marchio nasce nel 2017 e nel 2020 estende la collezione a una linea dedicata al soft sport, progettata con lo stesso intento della collezione di costumi da bagno: consentire alle clienti di trovare una seconda pelle. Tanto che ogni modello è doppiato in tulle in alcuni punti proprio per renderlo più comodo da indossare, elegante “ma senza fronzoli”, dicono.
La sostenibilità è il focus del brand dalla sua nascita. Al tulle è abbinato a un tessuto di Lycra riciclata composto perlopiù da reti da pesca e plastiche recuperate dal mare. «Abbiamo tutte e due un forte rapporto con il mare, quindi è importante per noi che il tessuto sia sostenibile. Quando abbiamo iniziato nel 2017 il tema era agli albori, soprattutto sotto il profilo del riciclato», dice Margherita. Ogni fase della filiera produttiva avviene tra Firenze, Rimini e Bologna sempre sotto l’attento controllo delle due fondatrici. Ai costumi si abbinano poi capi di abbigliamento per lo sport, ideati con lo stesso concetto di armonia e comodità, ma anche versatilità perché ogni prodotto ha più utilizzi. «Nasce quasi in maniera fortuita – dice Giada – perché i materiali e le pezze di lycra e tulle non devono restare relegate in un magazzino. Abbiamo così sviluppato la prima micro-collezione di activewear. Da allora realizziamo una collezione all’anno». «Ogni anno produciamo circa 2mila pezzi», concludono le designer. Da quest’anno è stata interrotta la distribuzione in negozio, l’acquisto è quindi possibile online.