Abbigliamento al mare

La cifra della sostenibilità declinata in spiaggia

Tessuti naturali, fibre riciclate e attenzione alla logistica eco: sono le nuove frontiere delle proposte da indossare al mare per i marchi italiani di nicchia

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Un tema, quello della sostenibilità, che diventa buona pratica nel quotidiano. Abitudini green che vengono applicate anche allo shopping, di questi tempi dedicato alle prossime vacanze. Ecco allora che nella scelta dei costumi e dell’abbigliamento da spiaggia si punta su tessuti sostenibili, riciclati o ricavati da pezzature di magazzino, e si scelgono piccoli brand in grado di appoggiarsi a una filiera corta che premia artigianato ed evita l’inquinamento di una logistica di lungo raggio.

Abbiamo selezionato una gamma di brand italiani che hanno fatto una scelta consapevole e deciso di produrre tenendo in considerazione la salute del pianeta. Cotoni naturali, nylon riciclato e proveniente da vecchi tappeti, reti da pesca e scampoli di stoffa, tinture sostenibili e anch’esse naturali, sono importanti scelte per rendere i prodotti finali “green”.

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Quelli individuati sono brand che supportano le piccole eccellenze locali e si rivolgono a laboratori artigianali indipendenti per la produzione, qualche volta a chilometro zero.
Le collezioni sono ispirate ai colori dell’estate, al blu del mare e al beige della sabbia, ma anche ai tramonti e alle atmosfere mediterranee. E qualche costume si sfoggia anche sotto una giacca leggera per le serate eleganti.

Viel Collection

Viel Collection

Veronica Fusco ha scelto di vestire e rendere elegante con capi sostenibili ogni tipologia di fisicità. Nata a Napoli, inventa il brand già quando frequenta l’università: «Conoscevo il metodo sartoriale - dice - e volevo realizzare un prodotto non industrializzato che prestasse attenzione alla modellistica. E che rispecchiasse i miei valori, che riguardano l’inclusività e il rispetto per l’ambiente». Veronica ha cercato di creare una community in linea con questi valori. Le collezioni sono storie raccontate che si basano su diversi elementi, anche della natura. «Il team è composto interamente da donne - racconta Veronica -. Siamo ancora in poche, due sarte e una stagista in entrata e due collaboratrici che si occupano di assistenza ai clienti e dei social».

L’inclusività è un tema ricorrente. «Grazie alla mia società ci occupiamo di ragazzi con disabilità con l’obiettivo di inserirli nell’iter della produzione» dice. Il prodotto è sostenibile in termini di materiali per fare un costumi realmente eco con una filiera certificata. «Il tessuto è in Econyl, una fibra creata dalla rigenerazione del nylon, a bassissimo rilascio di micro plastiche, importante per la nostra salute e per l’ambiente - sottolinea Veronica -. Le etichette sono in poliestere riciclato e le stampiamo nella nostra sede. Anche la produzione è diventata interna, dopo che sono stata lasciata dal laboratorio che produceva i miei costumi. Sempre tornando alla produzione abbiamo anche scarti minimi, e tutto quello che avanza viene trasformato in fasce, laccetti ma anche in cartelle colori. La collezione estiva viene arricchita ogni anno, ma nel frattempo ho allargato il prodotto alla “comfy” collection, quindi pantaloni e top e accessori per vestirsi libera, ma che contengono e valorizzano. Prodotti per fare ginnastica, per stare in casa ma anche per uscire».

Madu

Madu

Nato dall’idea di Madalena Villa, stilista portoghese che vive a Milano, Madu è un marchio alla sua seconda collezione. Presta particolare attenzione alla sostenibilità, tanto da aver portato la produzione, che prima avveniva in Portogallo, in Italia, nella zona di Padova per consentire importanti risparmi nella logistica. Un tema quello della sostenibilità di produzione e consegna sempre più attuale.
«Anche l’attenzione al materiale coinvolge il brand, che produce costumi in Econyl, nylon rigenerato – dice la stilista -. I materiali sono al 100% Made in Italy e per il 50% riciclati. La seconda collezione, Season 2, punta su una gamma di costumi da bagno completamente foderati e pantaloni beachwear. I costumi da bagno si basano su un design senza tempo, con colori di tendenza ma sempre eleganti».

La linea swimwear si distingue per l’attenzione ad adattarsi armoniosamente alle forme del corpo. Grazie alla sua estetica minimalista e ai colori trendy, i costumi Madu consentono di creare svariate combinazioni per diverse occasioni, sia in spiaggia che in città.

Mimi à la mer

Mimi à la mer

È ormai sulla ribalta da alcuni anni, Mimì a la mer, il marchio della designer milanese Michela Occhetto. L’idea di fondo rimane la passione per gli anni 60 e 70. Il gusto di quei tempi viene reinterpretato in chiave moderna, dai modelli alle fantasie.

L’obiettivo è creare una collezione total look di costumi e altri capi per la spiaggia. Anche in questo caso il focus sulla sostenibilità diventa anno dopo anno più marcato: la manifattura è al 100% Made in Italy, dai tessuti agli imballaggi. Innovativa l’idea di spedire tramite bicicletta gli ordini ricevuti nella città di Milano. «Evadiamo l’ordine in 48 ore al massimo con la consegna in bicicletta», dice Michela. Per mantenere la qualità il team ha scelto di produrre in limited edition.

«L’azienda è cresciuta molto nella distribuzione nei negozi nel 2018-2019 - dice Michela -. Il rallentamento post Covid è stato arginato con la vendita diretta. La produzione avviene nel comasco per i costumi e a Milano per l’abbigliamento, sempre nell’ottica della sostenibilità. Produciamo anche nell’ottica di evitare gli sprechi».

Kinda 3D Swimwear

Kinda sposa

Alessandra Durastanti, designer e fondatrice di Kinda 3D Swimwear, crea costumi da bagno couture, sostenibili e made in Italy. «La nuova collezione per la prossima estate spazia dai costumi Tulle 3D, con applicazioni tridimensionali fatte a mano, la nostra firma – dice la stilista – a Les Nudes, costumi interi e bikini in lycra brillante effetto seta, da indossare anche come lingerie o sottogiacca, fino a Beach Wedding, costumi con ricami in pizzo e perle, dedicati alle future spose».

Kinda 3 D Swimwear

Dal design al packaging, passando per il confezionamento, tutto è realizzato in Italia. «Cerchiamo i migliori tessuti e ci avvaliamo dell’esperienza delle nostre sarte – dice Durastanti -. Abbiamo inoltre scelto di lavorare esclusivamente con fornitori e partner italiani per ridurre i km percorsi dalle nostre stoffe, e il nostro laboratorio sartoriale è vicino all’ufficio, così possiamo gestire la produzione senza percorrere strade inutili». Sia il resortwear che tutti i costumi da bagno sono prodotti a Roma, in un piccolo laboratorio sartoriale a conduzione familiare.

«Produciamo tra i 1.500 e i 2.000 pezzi all’anno che vendiamo principalmente attraverso il canale e-commerce e 20 negozi in Italia e nel mondo - dice la stilista -. La novità della stagione 2024 è la conversione di tutta la nostra produzione a materie prime 100% sostenibili. Ci siamo concentrate su tessuti derivati da materiali come il nylon rigenerato (Econyl) proveniente da rifiuti plastici oceanici e il poliestere riciclato da bottiglie di plastica (rPET) per la realizzazione delle micro paillettes che impreziosiscono i nostri capi. Oltre ai materiali, da sempre adottiamo pratiche e processi produttivi per ridurre il nostro impatto ambientale. Per il packaging utilizziamo cartellini realizzati al 100% da fibra vegetale riciclata e riciclabili al 100%, mentre le nostre scatole sono realizzate con carta riciclabile».

Festa Foresta

Festa Foresta

È una giovane laureata in architettura l’ideatrice del brand Festa Foresta. Laura Zura – Puntaroni ha scelto di lanciare il brand nel 2020, marchio che vuole abbinare la sostenibilità dei materiali alla capacità di vestire ogni tipologia di fisicità.

Riciclare, affidarsi a piccoli laboratori utilizzare tessuti italiani fino alla scelta dei fornitori di filati che rispettano le più severe certificazioni. I costumi di Festa Foresta sono realizzati anche in questo caso con filato Econyl. Nel marzo 2023 Festa Foresta diventa una Società Benefit, per cui l’azienda si impegna a perseguire e migliorare ulteriormente la sua produzione e distribuzione in un’ottica green.

Ele collection

Ele collection

«Quest’anno abbiamo introdotto nella nuova collezione un importante passo verso la sostenibilità ambientale - racconta la designer Eleonora Tersigni -. Alcuni dei nostri modelli includono tessuti ecosostenibili realizzati con filo di Nylon 100% rigenerato da materiale di scarto pre e post consumer, tutto rigorosamente made in Italy».

Il brand nasce nel 2014 e si espande con modelli essenziali, bikini e costumi interi, in linea ogni anno con le nuove tendenze, ma che sono il risultato di un’attenzione meticolosa per il fitting e tessuti di alta qualità, esclusivamente Made in Italy.

Ele Collection

Quest’anno la palette di colori prescelta nella versione glossy va dal bordeaux all’arancio al blu mentre la palette dei tessuti ultra light spazia dal verde al mattone al giallo richiamando i colori della terra. La scelta di spingere sull’acceleratore della sostenibilità arriva dopo un viaggio in Africa, nel quale Eleonora capisce che ogni scelta influenza il mondo che ci circonda e la natura incontaminata.

«Produciamo tutto in Italia - dice ancora Eleonora -, i tessuti e le stampe sono da me disegnate e prodotte prevalentemente in stamperie italiane di rilievo, la façon avviene in laboratori italiani. La produzione swimwear è di circa 6/7mila capi ogni anno. La Lingerie, invece, (introdotta in un secondo momento, ndr) circa mille».

Isole e Vulcani

Isole e Vulcani

La storia del brand nasce da lontano ma resta fedele nel tempo alla filosofia degli inizi. Oggi come allora il prodotto è al 100% made in Italy, si avvale di una filiera corta e italiana dato che tutto viene prodotto in provincia di Varese. I costumi sono tutti in cotone organico senza cuciture tagliati a vivo con una macchina laser a Varese e le tinture naturali sono certificate Gots. Il brand nasce a Filicudi quando la madre dell’attuale titolare Cristiano Fini creava i primi costumi.

«Quando avevo dieci anni a mia madre venne chiesto di gestire una boutique di un’amica a Filicudi - dice Cristiano - . Questa amica non è mai più tornata e mia mamma ha rilevato il negozio». Il costume iconico è il bikini ossidiana, che non ha bisogno della confezione, viene tagliato e annodato a mano. Molti i modelli e le varietà di colori in cui tutti sono disponibili. Ad aiutare Cristiano la moglie Sara che si occupa del design del prodotto.

Isole e Vulcani

Piccoli pois irregolari, animalier e fantasie floreali sono la cifra della capsule che racconta la creatività di Rossella Goldschmied, stilista e creatrice di marchi fashion degli anni Ottanta e Novanta. La capsule viene declinata in otto stampe dai colori brillanti, giallo, blu, verde, rosa, corallo, viola e nero, mentre i modelli sono quelli senza tempo del brand.

Adalù

Adalù

«Sono una surfista, quindi particolarmente attenta alla natura e alla sostenibilità», esordisce nella nostra chiacchierata Valeria Donati, che ha scelto di dare al proprio brand il nome Adalù, nato dalle fusione tra le iniziali delle due nonne, Ada e Luciana, dalle quali ha appreso l’amore per il cucito.

Il marchio è dedicato alle donne, avventurose e sportive, che possono così trovare prodotti pratici e adatti all’attività in acqua.

«Vogliamo rispettare gli standard di alta qualità propri del Made in Italy nel mondo della surf industry, offrendo un prodotto al femminile, e aumentare la consapevolezza sull’eco-sostenibilità dei materiali e delle forme di produzione - dice Valeria -. Nella collezione Active esprimiamo la nostra filosofia di accompagnare le donne dalla mattina alla sera in tutte le loro attività e nel tempo libero».

Adalù

Nel 2020 il marchio si espande anche all’abbigliamento, una linea focalizzata su capi semplici come pantaloni, pantaloncini e gonne.

«Il marchio Adalù ha registrato fin dal suo primo anno una crescita importante e costante - continua Valeria -. Raddoppiando il fatturato nel secondo anno, mantenendo una crescita normale negli anni successivi ed infine triplicando il fatturato nell’ultimo anno di attività».

Lido

Lido è il brand italiano di costumi da bagno e abbigliamento fondato nel 2017 dalla stilista polacca Daria Stankiewicz. L’idea nasce dopo il suo trasferimento a Venezia, per amore, e l’intuizione di un progetto moda che potesse ricreare le sensazioni di una pigra estate al Lido, dove i veneziani trascorrono parte dell’estate.

Ogni collezione è quindi legata all’estate italiana. Il brand punta su uno stile minimale legato a una femminilità sensuale con riferimenti al design e all’arte contemporanea.

L’estetica di Lido è contemporanea ma con una sensazione di altrove, nelle forme, nei tagli e nei colori.

Fin dall’inizio, la ricerca è rivolta ai costumi da bagno dei primi anni ‘90, mescolati a modelli facili come il bikini a triangolo e il costume intero. Il focus è la vestibilità. Per le collezioni vengono utilizzati tessuti riciclati ove possibile ma, anche se la sostenibilità è un core value questo non deve compromettere la qualità. La ricerca sui colori punta a integrarli in modo che risaltino la palette nel suo insieme. Lido è distribuito in tutto il mondo, in store multibrand di lusso contemporaneo e negli hotel e resort più belli d’Italia.

Vikinis

Vikinis Beachwear

Vikinis nasce nel 2021 per mano di Vittoria Marzano con l’idea di creare una linea di costumi eleganti ma funzionali.

«Crediamo fortemente che la cosa più importante sia offrire un prodotto di qualità, motivo per cui tutta la nostra filiera è tenuta strettamente all’interno del territorio italiano - racconta Vittoria -. I tessuti che usiamo sono certificati OEKO-TEX Standard 100, provengono da fornitori italiani e assicurano un’alta qualità e resa del prodotto finito. Produciamo tutti i nostri prodotti in un laboratorio che si trova appena fuori Roma, dove ogni fase della produzione è fatta a mano, dal taglio al confezionamento. Abbiamo adottato strategie per riutilizzare gli scarti, sia attraverso la creazione di nuovi accessori, sia impiegandoli nei nostri campionari e prototipi per le future collezioni».

Vikinis Beachwear

Vittoria sottolinea che fino ad ora il brand non ha utilizzato esclusivamente materiali sostenibili, ma sta lavorando attivamente per cambiare questa situazione. «Attualmente, stiamo pianificando la prossima collezione che includerà l’utilizzo di tessuti realizzati al 100% con fibre di nylon rigenerate da materiali di scarto pre e post consumer. Questo rappresenta un passo significativo verso la nostra visione di diventare un’azienda sempre più sostenibile nel tempo».

«Per il nostro packaging abbiamo scelto tutti materiali riciclabili, dalle scatole di cartone prodotte con il 70% di materiali riciclati, alle bustine che contengono i costumi composte in TNT (tessuto non tessuto) impermeabile, per evitare l’uso comune della plastica e le buste postali biodegradabili», conclude.

Velia

Velia

Velia beachwear nasce nel novembre 2022. Flavia Verrusio studia disegno in una
scuola di moda e poi sceglie di fondare il brand di beachwear con il sostegno dei figli Edoardo e Marta. Il nome del brand ha origine dalla torre dell’antica Velia, che troneggia sulle spiagge del Cilento, un luogo del cuore per la direttrice creativa.
Eleganti e comodi costumi riprendono dettagli del guardaroba classico come i piccoli bottoni in tessuto.

La produzione viene realizzata in Lombardia da artigiani italiani.La ricerca sui tessuti ha portato all’individuazione del tessuto effetto seta, sottile e con elevata elasticità.

«La collezione, infine, rispetta certificazioni riconosciute a livello internazionale, che rendono Velia un brand sostenibile e in costante aggiornamento» recita un comunicato.

Clara Aestas

Clara Aestas

Lanciato nel 2018 da Elena Carelli e Floriana De Letteriis, designer pugliesi, il brand Clara Aestas cerca oggi un’evoluzione sostenibile. «In un mondo sempre più attento alle dinamiche produttive, la scelta naturale è stata quella di proseguire con delle politiche di sostenibilità sociale, attraverso l’utilizzo di manodopera qualificata tutelata ed equamente retribuita. Ovviamente senza tralasciare e incrementare quella etica e ambientale» spiega Floriana De Letteriis. Le fa eco Elena Carelli: «Oltre ad utilizzare Lycra certificata OEKO - Tex Confidence In Textiles, quindi testata per le sostanze nocive, per ridurre allo stretto necessario l’utilizzo di filati sintetici, facciamo e faremo un largo uso di fibre naturali».

Lo studio e la ricerca di nuovi tessuti, sempre più ecofriendly e performanti, inoltre, ha portato alla selezione di aziende produttrici d’eccellenza certificate ICEA che garantiscono composizioni dei materiali che lavorano e che hanno fatto delle produzioni eco-consapevoli il simbolo di una nuova ed ecologica visione del comparto moda.

Clara Aestas

Una presa di coscienza che si sposa al concept dello slow fashion, attuale trend che vuole guidare il consumatore verso uno shopping più consapevole e di qualità. Rimane di base la filosofia che ha guidato il team sin dalla nascita del marchio, quel concetto di bellezza e seduzione che tratteggia le linee di costumi e abbigliamento da indossare in spiaggia, ma non solo.

Alldaylongbeach

Alldaylongbeach

Come la riedizione di una serie di fotografie di famiglia e dei costumi usati nel passato, la collezione delle due cugine napoletane, Giusy e Patrizia, rievocano in chiave moderna la moda di anni addietro. Guardare al passato per disegnare il futuro.

Totalmente prodotto in Italia, con l’attenzione al sostenibile, il brand di beachwear Alldaylong vuole realizzare prodotti femminili con un’attenzione particolare alla resistenza dei capi.

«Il brand nasce a fine 2019 - dice Patrizia - al 100% Made in Italy e produciamo a Castellammare. A oggi ci siamo concentrate su due linee, Knotting Bay a taglio laser senza cuciture sottile che si asciuga subito, e quella Nature Nautical lanciata nel 2021, basata sulle fibre naturali, scarti delle fibre del mais».

Quest’anno la collezione, come sottolinea Patrizia, è ispirata a Pantelleria. «Produciamo circa 1.000-2.000 pezzi all’anno e vendiamo soprattutto online. All’estero invece abbiamo diversi distributori».

Alldaylongbeach

La sede di recente si è spostata a Roma. «Stiamo lavorando a un rebranding - dice - per sottolineare ancora di più la portabilità dei prodotti in ogni momento della giornata. Stiamo lavorando con la stylist Bianca Ottaviani». E in futuro il brand potrebbe andare oltre i costumi da bagno.

Balajanas

Il brand nasce nel 2016 con l’esigenza far convivere l’innovazione materica e la tradizione artigianale italiana nell’ambito del beachwear, valorizzando l’idea della circolarità. L’idea alla base delle creazioni di “Made in Sardegna” Anna Matta, fondatrice di questo marchio di intimo e costumi da bagno, è vivere all’insegna della libertà, sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Tutti i capi - prodotti in serie limitata per arginare gli sprechi - sono confezionati con materiali ricavati da fibre di plastica recuperata in mare e rigenerata, italiani e tracciabili.

«Il comfort è il focus del brand - dice Anna - per questo studiamo una modellistica inclusiva, attraverso la quale valorizzare varie fisicità femminili, offrendo alla clientela uno sviluppo di 5/6 tg a disposizione, per modello. E’ stata proposta anche linea curvy per accompagnare e sostenere le forme più morbide,con taglie a partire dalla 48 alla 56».

Per questa estate inoltre, verrà lanciato un capo genderless, affinché il mondo del beachwear non si dimentichi di coloro che, non sentendo di appartenere ad un genere preciso, possano godere di un costume che li faccia sentire a loro agio, senza alcuna distinzione.

Balajanas produce in un laboratorio artigianale in Italia, con la modalità “made to order” affinchè non ci siano avanzi di magazzino, rimanenze inutili per evitare la sovrapproduzione che crea inquinamento e spreco di materiali.

CasaGIN

CasaGIN è un’azienda italiana la cui specializzazione spazia dai costumi per il mare all’abbigliamento intimo fino ai capi sportivi e da casa. L’idea è nata da Daniela Prandin che, dopo aver lavorato nel settore della moda per oltre un decennio - come buyer in Europa e anche in Cina - ha scelto di dedicarsi a un marchio proprio che potesse essere in armonia con la natura e le persone.

Il brand nasce così a fine 2017 quando Daniela inizia a dedicarsi all’attività da casa. I prodotti sono filati, tessuti, tinti e confezionati interamente in Italia, per sostenere l’industria manifatturiera locale e ridurre le emissioni legate al trasporto. Recentemente è uscita la nuova linea di costumi creati con nylon rigenerato Econyl. «Tutti i prodotti sono realizzati in Italia: dal filo al prodotto finale - dice Daniela -. I laboratori sono ad una distanza massima di 70 km dalla sede, tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Lombardia». L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO2 rispetto alle aziende con produzioni all’estero, che devono far viaggiare materie prime e prodotti finiti da un continente all’altro. «La produzione si trova in provincia di Venezia e all’anno produciamo circa 30mila pezzi» conclude Daniela. Sul sito del brand si legge: «La gestione delle foreste utilizzate per ottenere le fibre che utilizziamo, avviene in modo sostenibile: gli alberi non necessitano di irrigazione artificiale per crescere e questo sistema stabilizza anche l’equilibrio idrico, previene le inondazioni ma anche la scarsità d’acqua quando le piogge sono rare. Ogni anno questo sistema ci permette di far crescere 10mila metri cubi di legno in più rispetto a quanto ne viene prelevato. Inoltre, le foreste sono certificateForest Stewardship Council (FSC)».

«Le fibre naturali CASAGiN, come le nostre fibre di legno di faggio e il nostro cotone biologico sono anche naturalmente biodegradabili al 100%», conclude.

Und Swimwear

Margherita Bojola e Giada Fratini sono le designer di UND, che sta a indicare undressed, spogliato del superfluo. Amiche prima che socie, Margherita – che proviene dal mondo moda - e Giada – con formazione legale - vivono la prima a Firenze, la seconda a Bologna. «Ancora non è il nostro principale lavoro, ma a tendere dovrebbe diventarlo – dice Giada -. Un giorno sedute a un tavolo abbiamo pensato cosa ci mancasse. Abbiamo valutato che avremmo voluto un costume che ci rappresentasse». Il marchio nasce nel 2017 e nel 2020 estende la collezione a una linea dedicata al soft sport, progettata con lo stesso intento della collezione di costumi da bagno: consentire alle clienti di trovare una seconda pelle. Tanto che ogni modello è doppiato in tulle in alcuni punti proprio per renderlo più comodo da indossare, elegante “ma senza fronzoli”, dicono.

La sostenibilità è il focus del brand dalla sua nascita. Al tulle è abbinato a un tessuto di Lycra riciclata composto perlopiù da reti da pesca e plastiche recuperate dal mare. «Abbiamo tutte e due un forte rapporto con il mare, quindi è importante per noi che il tessuto sia sostenibile. Quando abbiamo iniziato nel 2017 il tema era agli albori, soprattutto sotto il profilo del riciclato», dice Margherita. Ogni fase della filiera produttiva avviene tra Firenze, Rimini e Bologna sempre sotto l’attento controllo delle due fondatrici. Ai costumi si abbinano poi capi di abbigliamento per lo sport, ideati con lo stesso concetto di armonia e comodità, ma anche versatilità perché ogni prodotto ha più utilizzi. «Nasce quasi in maniera fortuita – dice Giada – perché i materiali e le pezze di lycra e tulle non devono restare relegate in un magazzino. Abbiamo così sviluppato la prima micro-collezione di activewear. Da allora realizziamo una collezione all’anno». «Ogni anno produciamo circa 2mila pezzi», concludono le designer. Da quest’anno è stata interrotta la distribuzione in negozio, l’acquisto è quindi possibile online.

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  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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