Cina: la crisi del settore immobiliare minaccia la crescita economica globale
Country Garden blocca i bond e sprofonda in Borsa: è l’ultimo dei campanelli d’allarme da Pechino. Le Borse occidentali continuano nella loro marcia ignorando i possibili contagi, ma il dollaro tradisce segni di inquietudine
di Maximilian Cellino
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I punti chiave
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La Cina prova ancora una volta a turbare, come già avvenuto in passato, il sonnolento incedere dei mercati azionari nel mese d’agosto. Questa volta non riesce però, almeno per il momento, a contagiare le Borse dei Paesi più avanzati. La potenziale mina pronta a esplodere si colloca nell’immobiliare del Dragone in profonda crisi: la principale società del settore, Country Garden , ha sospeso la negoziazione di 11 obbligazioni onshore (titoli in yuan che circolano solo sul territorio nazionale, a differenza dei titoli offshore) per problemi relativi al loro rimborso, tracollando del 18% alla Borsa di Hong Kong e trascinando con sé l’indice Hang Seng a -2,4 per cento.
Il motore cinese batte in testa
Non è certo un caso isolato quello di Country Garden in ambito finanziario, visto che lo scorso fine settimana due società quotate cinesi hanno dichiarato di non aver ricevuto i pagamenti dovuti per i prodotti di investimento in scadenza da Zhongrong International Trust, gestore di patrimoni privati sul quale ora l’autorità di regolamentazione bancaria del Paese ha annunciato la creazione di una task force per esaminarne i rischi. Il tutto dopo che venerdì gli ultimi dati sul settore del credito locale avevano lanciato ulteriori segnali di instabilità, con un ammontare di nuovi prestiti concessi a luglio in forte riduzione (346 miliardi di yuan, circa 47,8 miliardi di dollari) e inferiori alla metà di quanto atteso.
Il mondo prende le distanze
Campanelli di allarme che continuano a risuonare, quindi, ma che il resto del mondo finanziario per il momento fa quasi finta di non sentire. Dopo una sbandata iniziale le Borse europee hanno infatti recuperato terreno per terminare non lontane dai valori di venerdì scorso mentre Wall Street procedeva positiva in avvio. Piazza Affari ha addirittura chiuso a +0,57% perché sostenuta dai titoli del settore bancario, alcuni dei quali sono anche riusciti anche a recuperare le perdite subite dopo l’annuncio dell’imposta degli extra-profitti. Bilancio misto altrove, con Francoforte a +0,46%, Parigi a +0,12% e Madrid a -0,05 per cento.
«Le immediate ricadute economiche e di mercato a livello globale dei problemi di Country Garden sembrano essere limitate, perché l’esposizione estera al settore immobiliare cinese è diminuita in modo significativo negli ultimi anni», spiega Jennifer McKeown, capoeconomista globale di Capital Economics, che confida inoltre (come sembra fare il resto degli investitori) in un ulteriore intervento delle autorità di Pechino per circoscrivere la diffusione del «virus».


