«La coesione tra il Nord e il Sud è il vero nodo da affrontare»
Il neopresidente di Confindustria Sicilia traccia le priorità per la Sicilia e sull’autonomia differenziata dice: «Non sia uno strumento per dare manodopera specializzata al Nord»
di Nino Amadore
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È reduce da un confronto «sereno e costruttivo» di due ore con il presidente della Regione siciliana Renato Schifani. Un dialogo su sviluppo, politica economica e infrastrutture. Soprattutto infrastrutture che sono «la chiave di un vero sviluppo». Gaetano Vecchio, 49 anni, consigliere di amministrazione e direttore generale della Cosedil, azienda di famiglia fondata dal padre Andrea e oggi società leader a livello nazionale nella realizzazione di opere civili ed infrastrutturali, da qualche settimana presidente di Confindustria Sicilia, guarda al bicchiere mezzo pieno, respinge con forza il solito piagnisteo e rilancia in chiave di pragmatismo una strategia che punta alle opportunità che sono davanti.
Si è detto: dopo tanti anni un catanese al vertice di Confindustria Sicilia.
Già, è vero, io sono il primo catanese dopo 40 anni a guidare Confindustria in Sicilia. Ma non c’è una contrapposizione tra Sicilia orientale e occidentale anche perché secondo me la contrapposizione è anacronistica: il mondo è già iperconnesso e quindi oggi pensare a una contrapposizione tra Catania e Palermo è fuori dal mondo. Gli imprenditori hanno il dovere di camminare uniti verso un’unica direzione: quella della crescita e dello sviluppo di questa terra. Vanno superate tutte le divisioni interne e anche territoriali.
Vogliamo parlare di priorità? Cosa ha detto al presidente della Regione?
Una serie di studi sostiene che la Sicilia ha davanti a sé quattro-cinque anni di crescita con il Pil positivo. Ci sono le risorse: dai fondi del Pnrr agli investimenti sul fronte dell’energia eolica e solare. E non dimentichiamo la nuova programmazione dei Fondi europei. Al presidente Schifani ho detto quello che continuo a ripetere da un po’ di tempo: puntare sulla infrastrutture non solo perché aiutano il territorio a essere più competitivo ma anche perché aiutano il sistema in generale a crescere.


