La crescita non ferma la fuga dei cervelli
Nel 2023 e 2024 il Pil del Sud è stato superiore a quello del Centro-Nord e arrivano buone notizie sul fronte dell’innovazione, ma tutto ciò non basta per trattenere i talenti
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Quello del dopo Covid è un Mezzogiorno con numerosi segni più. Un Mezzogiorno in cui crescono le esportazioni e gli investimenti, che si distingue per la capacità di fare innovazione e per la nascita di startup, che marcia a passo sostenuto potendo, per una volta, ridurre i divari dal resto del Paese. Ma nel 2025 la sua marcia rallenta, anche più del resto del Paese, quel Paese che da quasi due anni vede calare la sua produzione industriale. Eppure, le imprese del Mezzogiorno continuano ad andare a caccia di persone da assumere. Come e più che nel resto d’Italia, anche perchè i giovani, specie se ben formati, quelli che di solito chiamiamo “cervelli”, laureati e con master, continuano a emigrare.
Triste paradosso di una parte d’Italia che si ritrova a fare i difficili conti con inverno demografico e consistenti emigrazioni anche a fronte di un ritrovato dinamismo. Il Sud nel 2023 e nel 2024 è cresciuto più del Centro Nord (+0,8% contro + 0,6% del Centro Nord), come ha rilevato la Svimez nell’ambito della sua recente indagine sulle previsioni regionali. Per Svimez, il sorpasso del Sud negli anni 2022-2023 è dovuto principalmente alla maggiore sofferenza del Centro Nord, più esposto alla crisi dell’industria e delle esportazioni. Ma senza dubbio dovuto anche alla ripresa degli investimenti grazie al Pnrr, al superbonus e all’accelerazione dei pagamenti dei fondi europei alla fine del ciclo 2014-2020.
Nel 2024 sono ancora cresciute le esportazioni dal Mezzogiorno. Se consideriamo i distretti industriali, secondo il Monitor di Intesa Sanpaolo, al Sud nei primi nove mesi dell’anno scorso le esportazioni dal Sud sono cresciute dell’1,7%, contro una crescita dello 0,6% della media nazionale. Buone notizie riguardano anche il mondo dell’innovazione e delle startup. Secondo l’Osservatorio di Cribis, le aree con la maggiore concentrazione di realtà innovative sono, per primo, il Nord Ovest (con il 35,1%), e in seconda posizione Sud e isole con il 27,7%. Continuano intanto ad aumentare gli investimenti industriali veicolati dalla Zes Unica che ha ripreso a rilasciare autorizzazioni dopo un inizio del 2025 di stasi. E allo stesso tempo il turismo fa registrare performance da record.
Ma tutto ciò ancora non basta a trattenere i giovani. Sui laureati il Meridione registra una perdita secca: fra il 2013 e il 2022 sono andati via in 168mila.
Una emorragia che non si arresta ed ha già avuto un peso importante sull’economia del Mezzogiorno.


