La guerra colpisce i listini europei: continuerà? I livelli da monitorare
In controtendenza S&P 500 e Nasdaq che chiudono la settimana in positivo - Pesanti gli Emergenti
di Andrea Gennai
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I punti chiave
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Nella settimana contrassegnata dall’avvio della guerra russa in Ucraina i listini azionari hanno avuto reazioni molto variegate. Dopo un avvio pesante, il mercato Usa ha prontamente recuperato e così S&P 500 e Nasdaq chiudono addirittura l’ottava con un progresso intorno all’1 per cento. Affondano gli Emergenti con l’indice Msci settoriale giù del 5% zavorrato da Hong Kong. In Europa il Dax ha messo a segno un calo di poco più del 3% mentre per Milano il rosso è stato del -2,8 per cento. Il tema della guerra terrà ancora banco nelle prossime sedute facendo passare in secondo piano i dati macro. Venerdì prossimo è in programma l’atteso dato mensile Usa sull’occupazione.
S&P 500
Dopo essere scivolato a un minimo di 4.114 punti, l’indice S&P 500 ha messo a segno un corposo recupero chiudendo a 4.384 punti. Il test del supporto strategico in area 4.250 punti è stato superato con successo al momento e l’area si è confermata ancora una volta come il livello strategico la cui rottura può aprire le porte a un’inversione al ribasso. Probabile che il mercato riprovi il test di questo livello nelle prossime sedute. Verso l’alto la prima soglia da riconquistare, per ritrovare fiducia, resta quella dei 4.545 punti.
L’indice Vix, che misura la volatilità implicita delle opzioni legate alll’S&P 500, è balzato al rialzo ma tutto sommato il movimento è stato abbastanza contenuto. L’indice ha rivisto i massimi di gennaio a 37 per poi flettere, in concomitanza con il rimbalzo dell’equity, e chiudere a 27. Resta alta l'attenzione degli operatori in questa fase. Sopra 25 il rischio di nuove discese sul mercato azionario è concreto e solo sotto il livello dei 20 il clima diventa pienamente sereno per l'azionario.
Ftse Mib
Piazza Affari ha chiuso la settimana a 25.773 punti dopo essersi spinta fino in area 24.500 punti. L’indice Ftse Mib ha chiuso in prossimità del supporto strategico di 25.800 punti (divenuto ora resistenza) indicato da tempo come vero spartiacque per gli sviluppi futuri di Piazza Affari. Serve una pronta riconquista e un mantenimento sopra il livello indicato per evitare di andare a ritestare i recenti minimi. Una inversione al ribasso importante si avrebbe con discese sotto 24mila punti.
Oro e dollaro
Lo scoppio della guerra ha spinto in forte rialzo l’oro, che è balzato al top da settembre 2020 a 1.976 dollari per poi correggere in concomitanza con il recupero dei listini azionari. Il metallo giallo ha chiuso poi la settimana a 1.887 dollari e quindi resta sempre a debita distanza dal primo supporto di 1.830 dollari. Con questo movimento l’oro sembra essere usciti dalla lateralità e nel medio lungo termine manterrà un’impostazione positiva sopra il livello di 1.770 dollari l’oncia.


