«La guida autonoma non è ancora arrivata perché la pensiamo sullo stesso piano di quella umana, meglio separarle»
Disegnando, spiega Andrea Pontremoli, ad e socio di Dallara, lo sviluppo delle città future su livelli diversi, con auto che vanno sottoterra e auto che volano.
di Simona Rossitto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Siamo già pronti, a livello di tecnologie, per l'auto a guida autonoma che non è ancora arrivata perché si cerca di far coesistere la guida umana con la guida autonoma; scopriremo che è più semplice separarle, facendole viaggiare su piani diversi, come succede già a Las Vegas. E' il punto di vista di Andrea Pontremoli, amministratore delegato e socio di Dallara che investe in nuove tecnologie il 15-20% del fatturato, ed è tra le società pioniere nell'uso del supercomputer in Italia grazie al quale, combinato con l'intelligenza artificiale, il gruppo può sperimentare e innovare risparmiando costi. «Quando sottoponiamo la vettura a un crash test, possiamo distruggere la nostra vettura virtuale migliaia di volte, se dovessimo farlo con una vettura reale avremmo costi insopportabili», dice Pontremoli.
Dallara è tra le prime aziende in Italia nell’utilizzo del supercomputer, che cosa vi ha spinto a questa scelta?
In azienda noi abbiamo un mantra: per poter essere innovativi e usare le tecnologie in maniera innovativa, bisogna poter sbagliare. Il nostro obiettivo è quello di lavorare sull’errore. Noi cerchiamo di sbagliare il più possibile, il più velocemente possibile ed al costo più basso. Questo concetto è la base dell’innovazione; se non si può sbagliare si fa solo quello che si sa fare, restando conservativi . Il problema che si pone l’imprenditore è: come posso sbagliare continuamente senza far fallire l’azienda? La soluzione si trova grazie alla sperimentazione attraverso modelli matematici nelle aree in cui lavoriamo, cioè nell’aerodinamica, nell’uso dei materiali super leggeri come la fibra di carbonio e nella dinamica del veicolo (studio del comportamento della vettura al variare di parametri come potenza motore, efficienza aerodinamica, peso vettura, pneumatici, etc). Il supercomputer ci permette di fare tutto ciò in maniera veloce e senza produrre niente di fisico, si usano i digital twin (gemelli digitali).Tanto più è potente il computer tanto più sarà raffinata la mia simulazione, potendo simulare migliaia di configurazioni, e tanto più si potrà risparmiare. Ad esempio, quando sottoponiamo la vettura ad un crash test, possiamo distruggere la nostra vettura virtuale migliaia di volte, se dovessimo farlo con una vettura reale avremmo costi insopportabili. Il super computer va anche oltre i risparmi di costi, permettendoci di fare cose che nella realtà non si potrebbero fare.
Ad esempio?


