Intervista a Luigi Peone

«La Lear non diventi una seconda Embraco, serve più responsabilità»

Parla il Segretario della Uilm di Torino

di Filomena Greco

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La mobilitazione per il futuro della Lear – storica azienda di produzione di sedili alle porte di Torino – è diventata permanente e rappresenta il segno tangibile del rischio di un ridimensionamento industriale per l’automotive in Piemonte, almeno quanto lo è la messa in vendita della Maserati di Grugliasco. «Non vorrei che la vicenda della Lear diventasse la seconda Embraco. Tutti devono prendersi le proprie responsabilità» dice Luigi Paone, segretario della Uilm di Torino.

Nell’automotive il peggio è alle spalle o serve restare in allerta?

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Quando è arrivato il nuovo ceo di Stellantis, Carlos Tavares, nella sua prima intervista disse che l’Italia aveva le competenze ma doveva mettersi al passo e ridurre costi e sprechi. Dopo il Covid è arrivata la decisione di spostare addetti e lavorazioni da Grugliasco a Mirafiori, ora arriva la decisione di vendere lo stabilimento. Mi auguro che si riesca a trovare una soluzione industriale perché l’area di Grugliasco ha sofferto molto in questi anni. Per la Lear la questione è diversa, tre anni fa l’azienda ha perso la commessa per la produzione dei sedili della Fiat 500 bev. Qualche mese fa abbiamo incontrato il ceo della Lear che ci ha confermato 240 esuberi su 400 addetti. La fabbrica è andata avanti con gli ammortizzatori sociali ma senza che l’azienda abbia cercato nuove commesse. A dicembre la cig scade e la situazione è molto seria e c’è il rischio che la multinazionale voglia disimpegnarsi. Le multinazionali in Italia devono prendersi le loro responsabilità, questa è una grande questione industriale. E così deve fare anche Stellantis. La cassa integrazione può tamponare una emergenza ma serve una prospettiva industriale.

In Basilicata i sindacati metalmeccanici in maniera unitaria hanno organizzato uno sciopero per evidenziare i problemi dell’indotto. Perché a Torino non accade?

A Torino si sta ragionando su questo, in futuro faremo delle iniziative comuni ma siamo ancora in fase di definizione. Dobbiamo pensare a qualcosa per il futuro dell’indotto auto che ruota intorno a Stellantis, nel 2024 è possibile si faccia una mobilitazione per portare alla ribalta le problematiche nell’indotto in una fase transizione che è stata subita da sindacato, aziende e dal paese intero.

Siete scesi in piazza divisi. Questo non vi rende più deboli?

Dividersi è sbagliato e ci auguriamo che la Cisl ritorni a fare iniziative con noi. Solo uniti possiamo fare il bene di lavoratori, pensionati e cittadini.

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