La libertà di parola non deve ridisegnare i confini tra i poteri
Il Consiglio consultivo dei giudici europei ha posto un unico limite al diritto di parola del Governo: il suo discorso non deve minacciare l’indipendenza della Magistratura
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Sembrerebbe che il Governo abbia solo espresso la sua opinione sulla sentenza della Corte di Cassazione in tema di migranti illegittimamente trattenuti. Quindi, il Governo sarebbe come un privato cittadino che parla al bar sorseggiando un caffè con un suo amico; salvo il fatto che il dissenso rispetto l’operato della Corte non è manifestato all’amico del bar, ma opportunamente diffuso a tutti i cittadini.
La differenza riguarda dunque il solo ambito soggettivo dei destinatari dell’opinione governativa; o un occhio più attento coglie una più significativa distanza?
Un passo indietro ci può aiutare a districare la matassa.
Nel 2015 il Consultative council of european judges aveva appunto consigliato quattro cose ai governi nazionali.
1. Il rispetto della divisione dei poteri finalizzato a trattenere ciascun ordine entro il proprio steccato, frenando i tentativi di sconfinare nell’orto altrui.

