La lobby della mobilità green lancia un nuovo diktat alla Ue ai Governi contro l’auto
Transport&Environment intima ai Governi di anticipare la stretta sulle emissioni che porterebbe fuori dal mercato ogni forma di motore non elettrico
di Pier Luigi del Viscovo
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Gli effetti di Cop26 sull'automotive non si sono fatti attendere. A poche ore dalla conclusione Transport&Environment, i lobbysti della mobilità green con enorme influenza sulla Commissione Europea, ha subito intimato ai Governi di anticipare la stretta sulle emissioni che porterebbe fuori dal mercato ogni forma di motore non elettrico: “Il settore automotive deve tagliare le emissioni dell'80% entro il 2030”.
Ricordiamo che a inizio anno era stata proprio T&E a “suggerire” di bandire la vendita di vetture termiche, altrimenti la maggioranza degli automobilisti non avrebbe scelto spontaneamente di guidare un'auto elettrica.
Sembrava una provocazione e invece era un diktat, prontamente raccolto dalla Commissione che pochi mesi dopo emanava la sua proposta di vietare la vendita di auto termiche, a far data dal 2035.
Questa ipotesi, soggetta all'approvazione del Parlamento e, scoglio più ostico, del Consiglio d'Europa dove siedono i Capi di Governo, ha comunque prodotto non deboli preoccupazioni in tutti gli operatori, per gli impatti occupazionali che si trascinerebbe dietro. In effetti, già alcuni produttori di componenti destinati ai motori termici hanno paventato di chiudere i battenti e gli stessi costruttori hanno a più riprese annunciato tagli per decine e decine di migliaia di addetti.
L'ultimo in Volkswagen che ha portato allo scontro del consiglio di fabbrica col CEO, arrivato a un passo dall'essere sollevato dall'incarico.

