La Lombardia per le imprese, tra finanza tradizionale e alternativa
Si è tenuta al Mudec di Milano la quinta e ultima tappa del roadshow organizzato da Regione Lombardia. Focus sull'accesso al credito e sugli strumenti per sostenere le filiere lombarde
4' min read
4' min read
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Si è tenuta al Mudec di Milano la quinta e ultima tappa del roadshow organizzato da Regione Lombardia, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore, sui temi che riguardano da vicino le imprese della regione, in un contesto nazionale e internazionale. La serie di appuntamenti è stata fortemente voluta dall'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, per approfondire gli impatti sulle imprese lombarde e le opportunità che possono emergere da una congiuntura complessa. Al tavolo del dibattito, come era successo anche nei precedenti appuntamenti, sono stati chiamati i rappresentanti degli operatori del mercato finanziario (Banca d'Italia, Abi Lombardia, Assofintech, ConfidiSystema e Politecnico di Milano) per approfondire gli impatti sulle imprese lombarde e le chance offerte dagli strumenti di finanza alternativa in complementarità con la finanza tradizionale.
Accesso al credito problema per Pmi, servono segnali positivi
«Oggi l’accesso al credito è il principale problema per le imprese. Tra i motivi c’è l’elevato costo per accedere al credito, quindi una politica monetaria di stampo tradizionalista da parte della Bce in risposta a un’inflazione che invece non ha cause tradizionali. Per cui si è creata una situazione in cui è stata procrastinata la calendarizzazione degli investimenti delle aziende e quindi una situazione che ha rallentato l’economia», ha detto l’assessore Guidesi. «Noi suggerimmo alla Commissione europea, davanti a questa politica monetaria decisa dalla Bce, di mettere in atto e in campo quel fondo di garanzia per l’accesso al credito che era stato reso disponibile durante la pandemia e questo avrebbe sicuramente aiutato a dare alle imprese continuità dal punto di vista degli investimenti e della crescita», ha detto l'assessore, sottolineando che Regione Lombardia, dal canto suo, «prova a mettere in campo strumenti innovativi dal punto di vista finanziario, non solo quelli tradizionali, che sono comunque attivi. Di certo, davanti a un costo del denaro così elevato, la compensazione che noi possiamo avere è molto limitato. Per cui abbiamo bisogno di qualche segnale positivo da parte della Bce e sarebbe molto positivo l’abbassamento dei tassi di interesse».
Guidesi: banche tornino a fare le banche
La domanda è dunque quale potrà e dovrà essere il ruolo delle banche nel futuro dell’economia lombarda, italiana ed europea. Negli ultimi anni «si è lavorato molto sul tema della patrimonializzazione delle banche e di una vigilanza più attiva ed efficace, si è lavorato sulle competenze e la professionalità degli amministratori delle banche. Forse si è persa un po’ l’azione per cui le banche sono nate, il loro ruolo naturale che non è solo la raccolta del risparmio, ma anche la disponibilità del credito e la messa a disposizione delle filiere produttive della liquidità necessaria per potere investire», ha detto Guidesi. Tuttavia, ha spiegato l'assessore, «per raggiungere gli obiettivi a livello europeo c’è bisogno non solo di idee, ma anche di fare investimenti e per fare investimenti serve liquidità. Quindi abbiamo bisogno che le banche tornino a fare le banche».
Lombardia tiene, ma dinamica prestiti bancari più contenuta
Questo in un momento in cui la Lombardia sta attraversando una fase di crescita più lenta, in cui ha subito l'impatto delle recenti crisi, ma si è dimostrata resiliente. «Siamo in una fase di debolezza del quadro congiunturale della regione, comune al resto dell’Italia, e questo si riflette sulla dinamica dei prestiti bancari al tessuto produttivo, con una crescita ma a ritmi progressivamente più contenuti. Questo rallentamento si è intensificato nei primi mesi di quest’anno e ad aprile siamo entrati in un territorio negativo, fino ad arrivare al -5,1% di ottobre dei prestiti alle imprese lombarde, contro il -5,6% italiano», ha detto Davide Arnaudo, direttore della sede di Milano di Banca d'Italia. C’è quindi una minore quantità di credito offerto al tessuto produttivo, soprattutto alle realtà considerate più rischiose: «Siamo in una situazione di contrazione del credito, che è più marcata per le Pmi (-8% circa a ottobre) e per alcune province, come quelle di Brescia e Sondrio, mentre è più contenuta per esempio nelle aree di Milano e Mantova», ha detto.
Utilizzo della liquidità tema importante, focus su garanzie
Il dato evidente è che «il credito è in diminuzione, con un calo della domanda. C’è anche un tema di utilizzo della liquidità e un tema di liquidità disponibile, cosa che richiede un’allocazione differente. Il motore deve essere alimentato e questo pone anche un tema di regole di ingaggio delle banche, che tendono a rendere più facile l’accesso al credito alle aziende più grandi, strutturate e solvibili e a frammentare il credito laddove l’affidabilità delle imprese diminuisce», ha sottolineato Luca Gotti, componente della commissione regionale di Abi Lombardia. Per quanto riguarda l'accesso al credito un tema cruciale è quello delle garanzie che «sono un asset fondamentale per l’accesso al credito e per dare finanza alle imprese», ma «in un contesto in cui le regole sulle garanzie si modificano, i soggetti come Confidi avranno un ruolo importante come garanti, ma le garanzie da sole non sono sufficienti», come ha sottolineato Andrea Bianchi, direttore generale di ConfidiSystema.



