Convegno in Campidoglio

La lotta al riciclaggio si affida all’Ai: il denaro sporco vale il 2% del Pil

Necessario un approccio interdisciplinare per risalire alla fonte del «lavaggio». Gli adempimenti vanno inquadrati alla luce della difesa dei diritti democratici

di Maria Carla De Cesari

La lotta al riciclaggio si affida all’Ai: il denaro sporco vale il 2% del Pil

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Stabilità e corretto funzionamento dei mercati e dell’economia, difesa della democrazia: sono i valori che fondano la lotta al riciclaggio. Il denaro di provenienza illecita che si riversa e inquina l’economia sana costituisce un fenomeno globale dalle dimensioni impressionanti, che utilizza tecniche e strumenti sempre più innovativi come le cripto e le potenzialità dell’intelligenza artificiale. «Il riciclaggio – ha detto Roberto Garofoli, presidente di sezione del Consiglio di Stato –rappresenta fino al 2,5% del Pil globale, l’1,3% di quello europeo, circa il 2% di quello italiano».

Di fronte a questi numeri, alla pervasività e alla pericolosità del riciclaggio l’Unione europea continua ad adeguare gli strumenti di lotta, in una perenne rircorsa di fronte all’evolversi delle attività criminali. L’Aml package, che si compone di due regolamenti e della VI direttiva antiriciclaggio, è entrato in vigore lo scorso luglio e dovrà essere attuato entro la metà del 2027. Tra le principali novità prevede l’istituzione dell’Amla, Autorità sovranazionale, con compiti di coordinamento e armonizzazione. Inoltre, è stata ampliata la platea dei soggetti obbligati ai compiti antiriciclaggio, come le piattaforme per le cripto o le squadre di calcio. Molto delicate le implicazioni rispetto alla disciplina sulla privacy e l’utilizzo, in funzione di un contrasto più efficiente, dell’intelligenza artificiale. Di questo si è parlato ieri a Roma, in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, nel corso di un evento organizzato da Irfa, Istituto di ricerca e formazione antiriciclaggio, presieduto dal notaio Eliana Morandi.

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Il convegno

Il compito di introdurre il convegno è stato affidato a Garofoli: l’approccio interdisciplinare della riflessione sull’antiriciclaggio – magistrati, professionisti, costituzionalisti come Massimo Luciani, vertici della guardia di finanza, dirigenti Uif- rispecchia quell’alleanza che deve essere perseguita nella realtà. Tra il pubblico del convegno anche il ragioniere generale dello Stato, Daria Perrotta.

Come sottolineato da Morandi e poi da Garofoli, la lotta al riciclaggio deve aver ben chiari i valori: tutela della legalità economica e della vita sociale e democratica. Gli adempimenti vanno dunque letti alla luce della difesa comune dei diritti.

Bruna Szego, direttore centrale Supervisione e normativa antiriciclaggio della Banca d’Italia e neo presidente dell’Amla, ha spiegato la funzione della nuova Autorità. Occorre perseguire l’armonizzazione di regole e metodi per la lotta al riciclaggio, in un quadro di certezza normativa. «Per le autorità nazionali – ha sottolineato Szego – l’Agenzia svolgerà una funzione di vigilanza, di supporto e di coordinamento».

Il ruolo di Antimafia e Gdf

La necessità di una più sofisticata opera di contrasto è stata sottolineata da Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia e dai vertici della guardia di Finanza, intervenuta con i generali Bruno Bartoloni e Luigi Vinciguerra. Melillo, in particolare, ha ricostruito le modalità con cui, attraverso una segnalazione di operazione sospetta, si è riusciti a smontare una gigantesca operazione illegale su cripto valute. In un ambiente dematerializzato, la blockchain garantisce la tracciabilità dei trasferimenti ma non la rintracciabilità, cioè l’identificazione della provenienza e della destinazione dei fondi, garantendo l’anonimato cui puntava il beneficiario. La criminalità organizzata – ha ribadito Bartoloni – si muove con grande disinvoltura, con i propri direttori finanziari, nell’articolare le operazioni, decidendo ora l’acquisto di partite di droga o l’acquisizione di immobili, specie alberghi. Per questo riuscire a individuare queste operazioni, un aiuto arriverà dall’intelligenza artificiale che sarà di aiuto alle Uif nazionali. Occorre però che i dati siano corretti, ben gestiti e lavorati nel rispetto della disciplina sulla privacy, hanno sottolineato Vinciguerra e Anna Maria Antonietta Carriero della Uif.

«Dagli interventi – ha concluso Morandi - emerge che solo una condivisione dei valori, un approccio integrato tra vigilanti e vigilati, una tecnologia antropocentrica possono essere gli elementi fondanti della lotta al riciclaggio».


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