Consumi

La nuova giovinezza dell’uovo: l’albume diventa protagonista

Alimento favorito dal trend positivo delle proteine: non è solo il tuorlo a essere utilizzato largamente da chef e sportivi, sta esplodendo il consumo di bevande, snack e c’è persino il gelato all’albume: giro d’affari oltre i 50 milioni

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C’è tanto di nuovo nel mondo dell’uovo. Chef che lo trattano da alimento nobile, gourmet che se lo gustano già nella prima colazione, studiosi che ne riabilitano le caratteristiche salutistiche, sportivi che ne sfruttano l’apporto proteico e consumatori oculati che ne rivalutano il rapporto qualità nutrizionale/prezzo. Ma anche aziende che hanno investito in innovazione “spacchettando” le uova in tuorlo e albume e usandoli come basi per nuovi prodotti healthy&convenience. Con immediati riscontri: nel giro di pochi anni, solo nel canale retail le vendite di albume pastorizzato sono arrivate a superare i 50 milioni di euro. E continuano a crescere. Così come quelle di tuorlo pastorizzato e di novità come le bevande, lo yogurt e i pancake proteici a base di albume.

Se le uova fresche sono acquistate da oltre il 90% delle famiglie italiane, gli ovoprodotti sono già arrivati al 10% (fonte YouGov) e nell’ultimo anno hanno visto aumentare del 9% i volumi venduti tra Gdo e discount contro il +5,8% delle uova in guscio, rileva Circana.

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«L’uovo sta vivendo una seconda giovinezza, la domanda aumenta e l’innovazione è tanta, soprattutto da un paio di anni a questa parte», conferma Federico Lionello, direttore marketing di Eurovo, colosso del settore (oltre 1,2 miliardi di fatturato) che ha accompagnato e sostenuto questo revival delle uova. Dapprima con l’introduzione nella distribuzione moderna degli ovoprodotti (come l’albume pastorizzato, oggi presente in oltre una famiglia italiana su tre) e con il lancio della linea altoproteica ProUp. Le ultime novità sono firmate dal top brand Le Naturelle e si collocano nell’area della prima colazione, su cui Eurovo sta puntando con decisione, anche con alcune recenti acquisizioni, come l’azienda toscana Waffelman.

«L’innovazione di cui andiamo più orgogliosi è la bevanda a base di albume, che ha richiesto due anni e mezzo di studi per riuscire a mantenere l’albume liquido anche trattandolo oltre i 100 gradi – spiega Lionello – Abbiamo ottenuto un prodotto molto gradevole, che dura a lungo e può essere usato al posto del latte in tante ricette, molto ben accolto dai retailer che dai consumatori. In questi primi sei mesi di distribuzione in Italia ne stiamo vendendo 25 tonnellate a settimana, ma contiamo di arrivare al doppio».

Bevande, pancake, omelette o bacon&egg: decisamente la prima colazione è l’occasione di consumo in cui le uova si stanno più affermando, anche in Italia. Ma anche l’area degli snack è interessante. Ed è qui che si inserisce un’altra innovazione made in Italy: Yoeggs, lo “yogurt” fatto al 100% da albume italiano, tutto proteine e zero grassi, zucchero o lattosio. Ideato dal wellness chef Roberto Botturi e “industrializzato” da Sunrise, dapprima è stato distribuito nel canale fitness e dal 2022 è entrato anche in Gdo.

«Yoeggs è nato come proteico ma di recente ne abbiamo rivisto il posizionamento strategico puntando più sul benessere che sul fitness» spiega Gilberto Cappellin, una carriera da top manager alle spalle, ora founder e ceo di Sunrise, che in quattro anni è passata da 450mila a 2,6 milioni di euro di fatturato, senza aumentare i listini. Per il 2025 punta a 4,5 milioni di euro, anche grazie a due novità. La prima, appena presentata, è il gelato a base di albume (“il primo al mondo” sottolinea Cappellin), che Yoeggs punta a introdurre anche nelle catene delle principali gelaterie arrivando a un paio di milioni di fatturato nel giro di due anni. L’altra novità, in dirittura d’arrivo, è una bevanda fresca a base di albume, che andrà a vivacizzare lo scaffale delle alternative al latte e si proporrà come ingrediente pratico e affidabile per le tante ricette che prevedono l’albume. Comodità e sicurezza sono i plus anche del tuorlo pastorizzato e confezionato in bottiglia che si può acquistare nella Gdo. Un prodotto che funziona ma con volumi ancora decisamente inferiori rispetto a quelli dell’albume pastorizzato, e con occasioni d’uso molto diverse.

Qui è a fare da traino è la carbonara, una delle ricette più in voga del momento, con tanti appassionati, decine di challenge per incoronare la ricetta migliore, un intenso dibattito tra puristi e innovatori. Con oltre un milione di contenuti solo su Instagram (fonte Uif). «La carbonara è un cult e credo che ormai sia diventato il piatto identitario della cucina italiana, nonché la terza squadra di calcio di Roma», afferma Barbara Agosti, chef del ristorante Eggs, nato a Roma e poi arrivato anche a Milano. Nel menu, tutto a base di uova, spicca la carta delle carbonare, con una decina di variazioni, a partire da quella classica romana e da quella realizzata secondo la ricetta pubblicata nel 1954 sulla Cucina Italiana, la preferita dai milanesi.

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