La presidenza irlandese conferma il taglio del 20% alla Pac nel prossimo bilancio Ue

Nella bozza negoziale manca anche l’anticipo di due terzi degli aiuti oltre al conteggio dell’inflazione. Giansanti, decisione politica che svantaggia imprese e sicurezza

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«La proposta della Presidenza irlandese del Consiglio Ue conferma il taglio» dei fondi «alla Politica agricola comune del 20% già presente nel primo disegno della Commissione» sul bilancio europeo 2028-34. «Non è quello che ci aspettavamo. Non si tratta di un buon risultato, in un momento in cui l’agricoltura è saldamente collegata alla sicurezza dell’Unione». Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, commenta la bozza negoziale circolata dalla presidenza irlandese del Consiglio Ue sul prossimo quadro finanziario pluriennale della Ue.

«Non smettiamo di ribadirlo – aggiunge ancora Giansanti –: il cibo è potere. Non destinare risorse economiche alla produzione di cibo è una decisione politica che svantaggia le imprese, il settore, i cittadini europei e la competitività dell’Europa nel mondo. E che minaccia la nostra sicurezza».

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«Rispetto alla prima proposta della presidente von der Leyen– spiega il presidente di Confagricoltura – ci aspettavamo l’aggiunta del “Rural target”, l’anticipo dei due terzi dei fondi dell’agricoltura e della coesione, nonché il conteggio dell’inflazione. L’attuale “nego box” è molto distante da questo scenario. Insieme al Copa (il coordinamento delle organizzazioni agricole Ue, ndr) porteremo avanti un’azione oppositiva. Difendere la Pac significa difendere l’Unione Europea».

«In quest’ottica – conclude Giansanti – sottolineiamo l’azione positiva del presidente del Consiglio Meloni che è riuscita a costituire un gruppo di 17 Paesi che faranno sentire la propria voce nel prossimo incontro dei capi di governo, previsto a novembre. L’obiettivo è che la presidente von der Leyen modifichi la proposta e trovi maggiori fondi».

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