La prima asta saudita di Sotheby’s non delude ma non brilla
La vendita è un test per misurare il potenziale del mercato del Golfo. Bene le opere degli artisti pionieri dell’arte araba
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I punti chiave
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Sotheby’s, sostenuta dal fondo sovrano di Abu Dhabi ADQ, ha debuttato lo scorso 8 febbraio in Arabia Saudita battendo la prima asta nel Regno. Intitolata «Origins» l’offerta suddivisa in due parti presentava 150 lotti, da un lato un mix di artisti occidentali da Picasso a Banksy fino Refik Anadol, e artisti pionieri arabi, dall’altra oggetti di lusso e cimeli sportivi per il fiorente mercato dei collezionisti sauditi. Sotheby’s per quest’asta ha accettato pagamenti in criptovaluta per tutti i lotti, una novità assoluta per la casa d’aste e una possibile indicazione dell’evoluzione delle aspettative della clientela high-net-worth nella regione.
Nel complesso l’asta ha realizzato 17,3 milioni di dollari (compreso il buyer’s premium) rispetto una stima pre vendita compresa tra 13,89 e 20 milioni di dollari (senza buyer’s premium). Un risultato che, con il buyer’s premium si posiziona a metà delle stime pre vendita evidenziando che il debutto se non delude non ha fatto allo stesso tempo il botto, rimane tuttavia un indicatore del potenziale del mercato dell’arte del Golfo.
La scelta del luogo per l’asta
La scelta di Diriyah come sede dell’asta è profondamente simbolica. Conosciuta come il cuore ancestrale dell’Arabia Saudita, Diriyah ospita il sito di At-Turaif, patrimonio mondiale dell’Unesco, un tesoro storico di 300 anni. Ospitare qui la prima asta in assoluto di Sotheby’s sottolinea la visione del Paese di fondere il suo patrimonio con un futuro culturale e artistico dinamico.«
L’offerta artistica
Il top lot, una scultura di Fernando Botero, «Man on Horse», 2010 (stima 1-1.5 milioni di dollari), non ha trovato acquirenti, mentre il dipinto «Society Woman» realizzato nel 2003 proveniente dalla collezione del figlio dell’artista, è stato aggiudicato a 1 milioni di dollari da una stima di 800mila-1,2 milioni di dollari. La star dell’asta è «L’État de veille» (1958) di Magritte, una gouache stimata tra 1 e 1,5 milioni di dollari si è fermata a 1,2 milioni di dollari (con il buyers’premium).
Grande successo per «The Light Underneath» di James Turrell aggiudicata a 660mila dollari superando tre volte la stima massima.




