La raccolta di imballaggi cresce quasi del 5%
di Vera Viola
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La raccolta degli imballaggi cresce al Sud. Nei primi sei mesi del 2020, cioè nel pieno della pandemia e del lockdown, la raccolta differenziata dei rifiuti da imballaggio (un quarto del totale) è cresciuta del 4,76%.
Se lo stesso trend di crescita verrà confermato per le altre frazioni, il Sud segnerà per la raccolta differenziata in generale un passo in avanti verso l’obiettivo italiano del 65% entro il 2025. Al momento sono disponibili solo i dati del 2019 (quelli del 2020 sono attesi entro l’estate) che segnalavano nelle regioni meridionali, considerate complessivamente, un tasso medio di differenziazione dei rifiuti del 52,7% .
Cresce dunque il recupero degli imballaggi presso il Conai. Il consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi ha in corso convenzioni con il 99% dei Comuni meridionali e ritira oltre il 60% della raccolta differenziata. La rimanente parte viene collocata sul libero mercato presso riciclatori indipendenti.
L’incremento registrato nel primo semestre del 2020 si ritiene che sia dovuto al fatto che, durante i mesi della prima e maggiore diffusione del Covid 19, per difendersi dalla pandemia, i cittadini italiani abbiano fatto maggior uso di imballaggi. Insomma, per esigenze di maggiore sicurezza e di contrasto alla diffusione del virus.
«L’emergenza sanitaria non ha fermato la filiera della raccolta differenziata e del riciclo – ribadisce Fabio Costarella, dirigente del Conai – il Sud si trova di fronte a un'importante sfida: rendere più circolare il sistema di gestione dei rifiuti. Il sistema di governance, la gestione associata tra Comuni e la realizzazione delle rete impiantistica diventano direttrici strategiche per mettere a sistema il ciclo integrato dei rifiuti, creando sviluppo industriale e occupazionale. Gli Ambiti Territoriali Ottimali dovranno essere un anello strategico della filiera delle responsabilità politiche di programmazione».
