Sport e affari

La rivoluzione-restaurazione del basket: al via il progetto della Nba europea

Nba e Fiba puntano a superare l’Eurolega che assicura alle 18 franchigie solo 100 milioni di ricavi (a parte gil sponsor) rispetto a costi di oltre 300 milioni

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Dopo tanti rumors, la Nba è uscita dunque allo scoperto. Nella serata italiana del 27 marzo il commissioner Adam Silver in una conferenza stampa a New York ha annunciato che sarà esplorata la possibilità di fondare una lega in Europa in associazione con la Federazione internazionale del basket (Fiba). Una competizione alternativa all’Eurolega, associazione privata di club nata oltre vent’anni fa in opposizione proprio alla Fiba con cui si è scontrata più volte per questioni di calendario e non solo. La sentenza della Corte Ue del dicembre 2023 sulla Superlega calcistica, ha aperto lo spazio giuridico-sportivo della Ue e consente di elaborare manifestazioni nuove, dentro o fuori dall’alveo delle federazioni tradizionali e il basket come già accaduto con l’Eurolega dimostra ancora una volta di essere quello più ricettivo ai cambiamenti e pronto a sperimentare.

La rivoluzione-restaurazione

Quella che si profila perciò è da un lato una sorta di restaurazione con la Fiba che intende tornare a governare la massima competizione continentale, dall’altro lato un a rivoluzione con la Nba che punta a creare un torneo satellite sotto la propria ala fuori dagli Stati Uniti, facendo leva sulle potenzialità economiche del basket del Vecchio Continente. Il vero tallone d’Achille dell’Eurolega, infatti, cresciuta sotto il profilo sportivo è quello della sostenibilità finanziaria, posto che i ricavi finora non sono mai riusciti a compensare i costi delle squadre.

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L’obiettivo del nuovo format

L’obiettivo dichiarato nel comunicato di Nba e Fiba è quello di «coinvolgere un numero sempre maggiore di appassionati e favorire la crescita della pallacanestro in tutto il continente. NBA e FIBA proseguiranno le discussioni avviate oltre un anno fa con potenziali investitori, squadre, costruttori di impianti sportivi e partner commerciali».

La nuova Lega verrebbe integrata nell’attuale panorama cestistico europeo, consentendo alle squadre di continuare a partecipare anche ai rispettivi campionati nazionali. «Oltre alla presenza di squadre permanenti, la lega offrirebbe ai club un sistema di qualificazione basato sul merito all’interno dell’ecosistema della pallacanestro europea». Quindi, nessun numero chiuso e salvaguardia del merito sportivo. Come accade già adesso con l’Eurolega.

Nba e Fiba, inoltre, «intendono destinare risorse finanziarie e supporto allo sviluppo continuo della pallacanestro in Europa, tra cui le squadre giovanili dei club e i programmi NBA e FIBA esistenti per la formazione di aspiranti giocatori, allenatori e arbitri a tutti i livelli del gioco».

«La comunità della pallacanestro europea è orgogliosa della propria tradizione settantennale nelle competizioni internazionali per club e del talento d’élite che è in grado di sviluppare - ha sottolineato il Segretario Generale della FIBA Andreas Zagklis -. Tuttavia, data la popolarità di questo sport e il successo delle competizioni per squadre nazionali, c’è un potenziale inesplorato nel basket europeo per club. Una nuova lega in Europa combinerebbe l’acume imprenditoriale dell’Nba con l’esperienza internazionale della Fiba al fine di attrarre nuovi tifosi e investitori, massimizzare i benefici per i club e creare sinergie a vantaggio di tutti gli stakeholder».

Il nuovo format

Nella nuova competizione dovrebbero esservi inizialmente 16 squadre. Alcune lascerebbero l’Eurolega come Real Madrid, Barcellona, Villeurbanne e Fenerbahce, mentre in altre piazze e soprattutto nelle capitali europee, le franchigie Nba potrebbero contribuire alla fondazione di nuove realtà. A Parigi, ad esempio, si parla dell’interesse del fondo del Qatar proprietario del Psg a fondare una propria squadra di pallacanestro.

Il giro d’affari dell’Eurolega

A poco più di vent’anni dalla fondazione e dalla separazione della federazione internazionale, l’Eurolega ha raggiunto livelli ragguardevoli ma ancora insufficienti a garantire la piena sostenibilità.

Oggi il fatturato dell’Eca, l’Euroleague Commercial Assets, la società privata proprietaria del format, viaggia intorno agli 80 milioni a stagione, frutto della partnership decennale sottoscritta nel 2016, con Img, leader mondiale nel marketing sportivo. Di questi soldi, circa la metà vengono destinati ai club.

Ad essere meglio remunerati sono i club-soci fondatori dell’Eurolega che assorbono - soprattutto per la quota diritti tv legata al peso dei singoli paesi, il cosiddetto market pool che vale 33,3 milioni - quasi l’80% del totale. Mentre 8,7 milioni spettano sulla base del merito sportivo. Alla vincitrice vanno 1,7 milioni mentre alla quattordicesima 174mila euro (nulla alle ultime 4 classificate). La Virtus ha incassato circa 400mila euro e Milano 290mila.

La regular-season 2023/24 poi ha superato il record storico di pubblico con un incremento del 18% e una media salita da 8.748 spettatori a partita a 10.383. Le migliori performance sono state ottenute da Partizan Belgrado con 19.916 presenze, Stella Rossa Belgrado (17.842) e Zalgiris Kaunas (14.773). Nel ticketing i top club ottengono per i 17 match casalinghi tra i 6 e i 4 milioni. Complessivamente le 18 franchigie possono perciò contare su un cifra tra i 50 e i 60 milioni a stagione.

Le 18 franchigie nell’insieme possono fare, perciò, affidamento tra il botteghino e i ritorni dell’Euroleague su poco più di 100 milioni di proventi. Per poter sostenere lo sforzo finanziario necessario per gareggiare in Eurolega diventa fondamentale il supporto dei partner commerciali e della proprietà.

Il Financial Fair Play della stagione 2023-24 però ha posto dei limiti stringenti, sancendo che le spese per stipendi di giocatori e staff non siano superiori al 65% del budget programmato di fatturato e che il contributo della proprietà non oltrepassi il 50% di quest’ultimo, anche attraverso sponsorizzazioni. Queste norme hanno indotto molte società a tagliare il monte ingaggi.

Le perdite dei team in Eurolega

Ciò nonostante per disputare le 36 giornate regolari dell’Eurolega e gli eventuali play-off, oltre che per onorare le competizioni nazionali, i top club hannon ancora alti costi per i propri roster. Il Real Madrid spende oltre 30 milioni. Panathinaikos, Monaco, Barcellona, Fenerbahce e Olimpia Milano viaggiano sui 25 milioni. Mediamente, il budget di una squadra di Eurolega è intorno ai 20 milioni. Complessivamente si tratta di 360 milioni con una spesa per il roster ammessa (65% del budget) di oltre 230 milioni (circa 13 di media). I proventi totali assicurati dalla partecipazione dunque sono pari alla metà del fabbisogno.

Questo squilibrio determina un deficit costante. Il Real Madrid vincitore dell’Euroleague 2023 ha chiuso la stagione con un passivo pari a 27.8 milioni (e una perdita nel quinquennio 2018-2023 di 130.6 milioni), nonostante ricavi record per oltre 22 milioni. Il Barcelona nello stesso periodo di milioni ne ha persi 56.

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