La scommessa di Zaia: zero rame nel 2030
Il presidente della Regione: vogliamo diventare la prima regione dove spegnere la vecchia rete e utilizzare solo quella in fibra per il territorio
di Andrea Biondi
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«Come Veneto ci candidiamo a diventare la prima regione in Italia dove spegnere la rete in rame e utilizzare solo quella in fibra ottica. È un appuntamento che vogliamo si realizzi entro il 2030». Parole, quelle dette da Governatore del Veneto, Luca Zaia, durante l’evento “Stati Generali della fibra ottica” presso il campus di eccellenza H-FARM a Roncade, nel Trevigiano, che delineano una sfida non semplice, che sa molto di cuore gettato oltre l’ostacolo o comunque di progetto che potrebbe apparire fin troppo ambizioso. «Non sarà una cosa immediata – ha sottolineato, non a caso, Zaia – ma ritengo che sia arrivato il momento di accelerare e favorire questo passaggio».
L’evento del 25 e 26 settembre è stato organizzato in collaborazione con Open Fiber. La società wholesale controllata da Cdp (60%) e Macquarie (40%) è impegnata nella cablatura dell’Italia nelle cosiddette aree bianche (le più svantaggiate) e divide questo impegno con Tim nelle aree grigie (quelle in cui è presente un solo operatore di rete e in cui l’attivazione di un mercato concorrenziale ha bisogno di qualche supporto pubblico).
È lei però a giocare quest’ultima partita, quella delle aree grigie a valere sui fondi del Pnrr, in Veneto. Qui – è stato specificato dall’azienda durante il convegno – per il Piano Bul nelle aree bianche la fibra è arrivata in 454 comuni dei 563 complessivi della regione tra città e piccoli comuni, e con il piano Italia 1 Giga arriverà entro il 2026 a coprirne la quasi totalità. La società ha poi dichiarato di aver investito 550 milioni che arriveranno a quasi un miliardo entro il 2026.
Tutto questo in una regione, il Veneto, che per digitalizzazione si colloca nella parte alta della forchetta fra le regioni italiane. A evidenziarlo sono i dati Desi (l’indice della Ue che misura il gradi di digitalizzazione dei Paesi europei) che l’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano declina a livello regionale. I numeri riportati nell’ultimo report pongono il Veneto come quarta regione in assoluto per livello di digitalizzazione. Uno dei capitoli che contribuiscono alla costruzione dell’indice è poi quello della connettività. Su questo specifico fronte il Veneto risulta addirittura la seconda regione italiana.
I dati, presentati a inizio anno, si fermano al 2021. Ma ad esempio riportano di un 98,5% (contro il 97,1% di media nazionale) di indirizzi coperti con banda ultralarga a 30 Mbps (che ora però non è più considerata adeguatamente performante). La quota di indirizzi connessi a banda larga con velocità superiore a 1 Gbps scende però a 38,9% contro il 44,3% nazionale, facendo scivolare il Veneto al 13esimo posto fra le regioni italiane.


