La Scuola del cuoio si rafforza e attrae talenti con la Schola Academy
di Silvia Pieraccini
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Se Firenze è oggi uno dei più importanti centri europei della produzione di pelletteria, il distretto a cui i grandi marchi internazionali guardano per aprire fabbriche e laboratori, il merito è in larga parte degli artigiani che hanno appreso, affinato e tramandato le competenze - quelle che i francesi chiamano savoir faire e gli inglesi know how - dando corpo alla tradizione.
Tra questi artigiani c’erano, una novantina di anni fa, Marcello Gori e Silvano Casini, che nel 1950 furono chiamati dai frati francescani del monastero fiorentino di Santa Croce, parte del complesso monumentale che dalla fine del Duecento è uno scrigno d’arte e di spiritualità, per insegnare agli orfani di guerra l'arte della lavorazione della pelle. I frati misero a disposizione un'ala del convento, proprio dietro la Basilica di Santa Croce, e nacque così la Scuola del Cuoio, istituzione che per anni ha aiutato tanti giovani in difficoltà, disoccupati, invalidi, ex detenuti, malati mentali, a imparare un lavoro.
Quella tradizione artigianale non si è mai interrotta, e la Scuola del Cuoio continua a funzionare ancora oggi, seppur con modalità diverse - produzione e vendita di pelletteria da un lato, formazione dei giovani dall’altro - portata avanti dalle figlie di Marcello Gori (morto nel 2003), Laura, Francesca e Barbara, e dalle loro famiglie. Nel “vecchio” laboratorio di pelletteria in Santa Croce, in un ambiente di grande fascino e memoria, si continuano a produrre borse, portafogli e accessori in pelle, venduti al pubblico in un’ala del complesso monumentale; ma lo stesso laboratorio viene utilizzato anche per i master della Scuola del Cuoio e per i corsi organizzati dalla Fondazione Marcello Gori, nata di recente per recuperare l’antica missione sociale.
I corsi di formazione-base per pellettieri della Scuola del Cuoio, invece, sono stati trasferiti in un ambiente più grande e funzionale. Nel 2020 vicino a Porta Romana, in una ex lavanderia degli anni Quaranta, è nata Schola Academy, una srl a capitale privato che raggruppa Scuola del Cuoio (pelletteria), Tommaso Melani titolare del marchio Stefano Bemer (calzature), Giulio Picchi del ristorante Il Cibreo e Alessandro Colombo, direttore di scuole di moda e design.
Schola è un hub per creativi che «nasce per preservare “l'intelligenza delle mani” - spiega Tommaso Melani, che è nipote di Marcello Gori - con l’idea di formare alla tecnica artigianale ma anche di ispirare gli studenti, mostrando loro altre artigianalità e invitandoli ad esplorarle». Gli studenti frequentano lezioni comuni nel settore della creatività, del design, del marketing e della comunicazione e classi-laboratorio specifiche nel loro campo di studio. I corsi di Borse sono tenuti da Scuola del Cuoio, durano 20 settimane e accolgono 18 studenti per semestre, ma ci sono anche corsi brevi estivi. Gli aspiranti pellettieri arrivano da tutto il mondo (attualmente, per le restrizioni imposte dal Covid, soprattutto da Europa e Usa). «Vogliamo continuare nella formazione artigianale come abbiamo sempre fatto – aggiunge Tommaso Melani - ma anche valorizzare questa artigianalità al di fuori degli studenti iscritti al corso, per attivare una sorta di contaminazione artigianale».

