Stati Uniti

La solitudine di Elon Musk, così liti politiche e guai finanziari mettono in discussione il suo ruolo

Elon Musk si trova sempre più solo e in difficoltà a causa delle tensioni politiche e delle perdite finanziarie, mettendo in discussione il suo ruolo e la sua posizione di potere. Il ceo di Tesla non piace alla squadra presidenziale e anche col Presidente sono nati i primi dissidi. In tutto questo, ha perso oltre 100 miliardi

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Forse dovremmo partire da quello che scrive Edward Luce sul Financial Times. E cioè che non bisogna chiedersi “se”, ma “quando” Donald Trump scaricherà Elon Musk. Perché le ultime settimane di Mister Tesla, nella sua nuova veste di personaggio politico, hanno mostrato tutte le fragilità dell’imprenditore davanti a scenari nuovi e complessi.

A seguire i racconti dei retroscenisti sulla Casa Bianca, sembra che oggi Trump sia una delle poche persone rimaste a Washington DC a cui la presenza di Musk non dà ancora troppo fastidio. Anche se, dopo aver dato proprio a Musk più potere di qualsiasi figura privata nella storia degli Stati Uniti, pare che il presidente americano stia iniziando a riflettere sul ruolo del ceo di Tesla. Troppo visibile, eccessivamente coinvolto, quasi pachidermico, in un momento chiave per gli Stati Uniti d’America.

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Il New York Times ha raccontato come Trump abbia un po’ spezzato le ali di Musk in una riunione di gabinetto molto accesa, la scorsa settimana, trasferendo responsabilità precedentemente centralizzate nelle mani di Musk ai capi dei dipartimenti competenti. Poi, per ricomporre una frattura acuita anche dal crollo delle Borse (e soprattutto di Tesla) spinto da un’intervista in cui Trump non nega l’ipotesi di una recessione, nelle scorse ore il presidente ha messo in piedi la scenetta dell’acquisto di una Tesla, elogiando oltremodo le visioni di Musk. Un’azione che però non ha influenzato particolarmente il mercato, dove le azioni di Tesla rimangono attorno ai 230 dollari, con un imponente -42% da inizio anno ad oggi.

In tutto questo, ci sono da registrare i tentativi di Musk di rafforzare la sua posizione, come la visita non programmata a Mar-a-Lago e l’offerta di ulteriori contributi finanziari alle organizzazioni di Trump. Contributi, pare, clamorosamente respinti, che indicano una crepa abbastanza evidente.

Ma la solitudine di Musk è stata evidenziata anche dall’insofferenza dei più stretti collaboratori di Trump verso mister Tesla. Recentemente, il Segretario di Stato, Marco Rubio, ha avuto un acceso confronto con Musk durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca. La tensione è nata a causa dei tagli al personale nel Dipartimento di Stato, con Rubio che ha contestato le riduzioni apportate da Musk senza previa consultazione. E anche il Segretario dei Trasporti, Sean Duffy, e il Segretario per gli Affari dei Veterani, Doug Collins, hanno manifestato malcontento per l’approccio di Musk alla riduzione dei costi nel governo federale.

Più in generale, le prime settimane di Musk al Doge si sono trasformare in diverse azioni legali e hanno suscitato le preoccupazioni dei legislatori repubblicani, alcuni dei quali si sono lamentati direttamente con il presidente.

Insomma, a meno di due mesi dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca, le prime fratture fra la squadra del Presidente e il suo giocatore più talentuoso e ingombrante (Elon Musk) iniziano ad emergere. Ma non è un fatto solo americano.

Fuori dai confini statunitensi, infatti, per il ceo di Tesla, va anche peggio. Le ingerenze nei confronti dei governi di altri Paesi (anche in Italia) e l’appoggio politico ad alcuni movimenti (come AfD in Germania) hanno polarizzato ulteriormente la sua posizione. E Tesla, diventata simbolo globale del “muskismo”, pare ne stia pagando le conseguenze peggiori, con risultati sempre più allarmanti.

L’autodistruzione di Musk?

Il Financial Times racconta questa fase come “l’autodistruzione di Musk”, che del resto, da quando fa parte del governo, ha perso oltre 100 miliardi di dollari di patrimonio personale.

L’uomo più ricco del mondo, insomma, varcando la soglia della politica per ora è diventato un po’ più povero. Ma sicuramente molto più solo.

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