La spinta di superbonus e sismabonus al settore ingegneria e costruzioni
Nella classifica Statista-Sole 24 Ore la filiera è rappresentata da imprese giovani, dinamiche, innovative, con ambizioni di sviluppo nelle regioni limitrofe e talvolta perfino all’estero
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Tutte o quasi tutte di prima, massimo seconda generazione, in crescita soprattutto nell’edilizia privata - grazie, ma non sempre, al superbonus e al sismabonus - spesso con ambizioni di sviluppo non solo nel territorio di elezione, ma anche nelle regioni vicine, o nel “continente”, come per un’azienda sarda. E tutte hanno una forza lavoro mediamente giovane, con under 30 compresi tra il 27 ed il 75% degli occupati totali.
Nel segmento costruzioni e ingegneria la posizione più alta nella classifica Stelle del Sud di Statista-Sole 24 Ore è della Domina costruzioni di Napoli (nona), una srl cresciuta interamente nel business delle ristrutturazioni, sostenute da superbonus e sismabonus, con quasi 40 operazioni condominiali all’attivo in tutta italia, specie in Campania, ma anche nel Lazio. La società si è specializzata nella riqualificazione: abbatte i ruderi, li ricostruisce e li porta a nuova vita in chiave green (classe energetica A4, facciate mangia CO2 in vetro o in muratura).«Non prendo mai terreni edificabili, ma ricostruiamo da zero e riqualifichiamo - spiega Davide Pellino, ceo di Domina, Premio Stella del Sud 2024 -. È così nei cantieri aperti a Roma, in zona Parioli, a Santa Maria Capua Vetere, a Grumo Nevano, Mantova, Imperia, Gaeta».
Metà del fatturato è generato da questa attività, l’altra metà dalla ristrutturazione di immobili demaniali come in due casi a Roma, oltre a un’incursione nella costruzione di un asilo nido con fondi Pnrr. Per questa srl, fondata nel 1999 dai fratelli Davide e Antonio Pellino, la crescita è stata molto sostenuta: i ricavi raggiunti nel 2023, pari a 26 milioni, sono diventati 40 l’anno scorso ed entro il biennio 2025-26 - stima Davide Pellino - «raggiungeremo i 100 milioni e raddoppieremo gli assunti, fino a 80-90 rispetto ai 42 attuali, per il 25% giovani e diplomati».
Quasi tutta concentrata invece sulle opere pubbliche la Manelli Group di Monopoli, nel barese (15esima nella lista di Statista e Il Sole 24 Ore), che tra il 2020 e il 2023 ha quasi decuplicato i ricavi sino a raggiungere i 328 milioni di euro. Tutto in una generazione. Fondata nel 1973 da Onofrio Manelli, 50 anni, la spa è l’evoluzione di una piccola impresa edile avviata dal padre e cresciuta fino a guardare anche all’Europa dell’Est, con una sede attiva da decenni a Bucarest che Giuseppe Pasqualone, consigliere delegato, definisce «mercato complesso, ma da mantenere nella prospettiva di sviluppi in quell’area».
Oggi la spa occupa oltre mille addetti, il valore della produzione sfiora i 400 milioni, il fatturato 300, ed è attiva su cantieri di opere pubbliche strategiche: dal “cappio” lungo 8 chilometri che dal nodo ferroviario porta all’aeroporto di Venezia e viceversa, ai lavori per la tramvia di Brescia (appalto da 300 milioni), al nuovo ospedale di Salerno (contratto firmato a fine febbraio) da 347 milioni, alla nuova linea ferroviaria Palermo-Catania, al collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia.

