La stampa alla prova della sicurezza digitale
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La cybersicurezza non funziona come la difesa di un castello, il perimetro della rete non tiene i nemici fuori come fosse il muro di cinta fortificato. Nel 2024 le aziende italiane hanno registrato un forte aumento di attacchi informatici, con una media di circa 2.300 attacchi a settimana. Un fenomeno che non riguarda soltanto i settori strategici ma è legato al mix di opportunità e rischi delle trasformazioni tecnologiche in corso, con l’adozione del lavoro smart e un numero sempre crescente di endpoint connessi in modalità IoT. Secondo Allianz il rischio informatico è una delle principali preoccupazioni delle aziende italiane, superato solo da catastrofi e calamità naturali.
Anche il parco stampanti, sia fisicamente che da remoto, è soggetto a rischi che possono compromettere sia la sicurezza dei dati sia la continuità operativa ma la percezione di questa vulnerabilità da parte degli IT Decision Makers è ancora relativa. C’è una vasta letteratura a riguardo. Il Global Print Security Landscape 2022 di Quocirca, presenta un focus sulla penetrabilità della stampa domestica. Negli ultimi 12 mesi, il 68% delle PMI ha subìto perdite di dati per politiche di stampa non sicure con un costo medio di 717.000 mila euro a violazione. Un team di Cybernews, nell’ottobre del 2022, ha hackerato 28.000 stampanti non protette di mezzo mondo per far emergere la piena consapevolezza della questione. Anche International Data Corporation ha pubblicato alcuni report sull’importanza della gestione della sicurezza per stampanti e MFP (multifunction printer) e uno studio di Ponemon Institute sull’impatto economico delle violazioni di sicurezza della stampa segnala con forza che molte aziende tendono a sottovalutare il problema.
Per bloccare attacchi ransomware e tentativi di phishing è essenziale dunque l’adozione di misure avanzate di sicurezza, come la segmentazione delle reti e l’implementazione di architetture Zero Trust o a più livelli.
E’ l’adozione di un servizio di stampa gestita che permette di monitorare tutte le stampanti collegate in rete, applicare e monitorare le policy di sicurezza e i flussi di lavoro per ogni singolo dispositivo. Brother, leader globale per i servizi di stampa gestita, garantisce soluzioni di security printing, crittografia, pull printing e Managed Print Services che adottano un approccio alla sicurezza a tre livelli proteggendo rete, dispositivi e documenti aziendali, compresi i dispositivi perimetrali (firewall, router, server Web, reti e dispositivi con accesso pubblico), gli endpoint come le workstation connesse alla rete - inclusi i telefoni cellulari - per creare un piano efficace per la gestione della sicurezza e un monitoraggio costante del parco macchine.
Le buone pratiche sono essenziali come monitorare il traffico insolito e, per quanto riguarda i dispositivi, quelli più vecchi potrebbero essere più vulnerabili per via di firmware non sicuri e difficili da aggiornare. I dispositivi moderni dovrebbero fornire funzionalità di sicurezza avanzate, come la gestione delle porte e la crittografia dei documenti. L’utilizzo di password e di tecnologia di autenticazione garantiranno che solo gli utenti legittimi possano stampare e accedere ai documenti. Brother assicura il controllo delle stampe in uscita grazie al blocco selettivo di sicurezza (Secure Function Lock) che permette funzioni di stampa differenziate e attivabili attraverso un’autenticazione con schede di identificazione NFC o Pin. Per prevenire violazioni di documenti memorizzati sugli hard disk interni alle periferiche, buona parte dei dispositivi Brother consente di filtrare gli indirizzi IP per bloccare a distanza intrusioni e non necessita di dischi fissi per le operazioni di stampa mentre i modelli top di gamma sono dotati delle funzionalità di sicurezza TLS/SSL. Scopri di più

