Fed, l’enigma Warsh (e l’ombra di Trump)
dal nostro corrispondente Marco Valsania
di Davide Madeddu
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La tecnologia sarda di Abinsula, azienda hi-tech di Sassari, nelle auto elettriche dell'azienda cinese XPeng. L’obiettivo è allargare gli orizzonti e andare oltre i confini conquistando, con la P7 il mercato europeo dell’auto elettrica. Una sfida che parte dalla Guangzhou Xiaopeng Motors Technology Company, nota con il nome breve Xpeng (costruttore con sedi nel sud della Cina e nella Silicon Valley, quotato a Wall Street e laeder dei veicoli elettrici intelligenti sul mercato cinese) e che coinvolge, oltre al gruppo Alibaba, la sassarese Abinsula.
L’azienda ipertecnologica del Nord-ovest sardo, fondata nel 2012 da un gruppo di giovani ingegneri che hanno deciso di rientrare nell’isola dopo diverse esperienze in giro per il mondo, ha il suo core business nell’automotive. Impresa in crescita e in continua evoluzione che, tra le altre cose, offre «servizi personalizzati e soluzioni nearshore nei settori strategici con l'obiettivo di sviluppare e costruire servizi di alta qualità con un veloce time to market».
L’azienda, partita da Sassari nove anni fa e oggi presente con sedi a Cagliari, Torino, Milano, Barcellona e in Cina, oggi ha un fatturato che sfiora i 10 milioni di euro (il 60% arriva dall’estero), circa 100 dipendenti e contratti in diverse parti del mondo. Ma è a Sassari che gli ingegneri iniziano a sviluppare software per microprocessori e da sistemare all’interno degli oggetti, con un’attenzione particolare per il settore dell’automotive nel cui ambito l’azienda sviluppa applicazioni seguendo un processo che mette assieme lo «sviluppo dei firmware delle centraline alla definizione dei protocolli di comunicazione interni alla rete dell’auto».
E proprio a nel Nord ovest della Sardegna nasce c'è il cuore dell'intesa con il gruppo cinese. «Questo primo accordo con Xpeng prevede la progettazione e l'implementazione del sistema di emergency call, chiamata di emergenza - dice Andrea Sanna, amministratore delegato di Abinsula -. Si tratta di uno scatolotto montato in auto, che in caso di incidente stradale, si attiva in automatico e interviene chiamando i numeri di emergenza e fornendo informazioni circa lo stato del veicolo, il numero di passeggeri a bordo e la posizione dell'impatto, così da favorire l'arrivo dei soccorsi».
Un traguardo che però si trasforma in un punto di partenza. Non a caso l'amministratore delegato parla di «inizio di una collaborazione che speriamo di far evolvere in una partnership più strutturata, e di lunga durata». Non solo contratti ma anche studio, ricerca e sperimentazione per l’azienda che da tempo partecipa a missioni internazionali in Cina, sopratutto nei distretti cinesi dell'auto. Proprio per questo motivo, da tempo, ha instaurato una stretta collaborazione con le università cinesi, in particolare con la Sun Yat-sen University, e i rispettivi centri di ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per l'auto e la mobilità elettrica. L’amministratore delegato aggiunge anche che «sono in corso trattative con altri grossi produttori, con cui speriamo presto di poter chiudere nuovi accordi di collaborazione».