Trade war

Dazi, la Ue verso nuove tutele per l’acciaio e l’alluminio

La Commissione valuta l’apertura di un’indagine sul mercato dell’alluminio per introdurre «eventuali misure di salvaguardia» che prevedano come per l’acciaio restrizioni temporanee all’import per scongiurare il dumping da Paesi terzi

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Alla luce della “situazione eccezionale” scatenata dai dazi al 25% introdotti da Trump, Bruxelles intende proporre «entro il terzo trimestre 2025» tutele a lungo termine per l’acciaio per garantire «un livello appropriato di protezione alle frontiere oltre il 30 giugno 2026».

È quanto emerge dall’ultima bozza del piano d’azione Ue per l’acciaio che sarà presentato mercoledì 19 marzo, di cui l’Ansa ha preso visione.

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La Commissione valuta inoltre l’apertura di un’indagine sul mercato dell’alluminio per introdurre «eventuali misure di salvaguardia» che prevedano come per l’acciaio restrizioni temporanee all’import per scongiurare il dumping da Paesi terzi.

La Commissione europea anticiperà, inoltre, al quarto trimestre dell’anno la revisione completa del meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiere (Cbam) inizialmente aveva annunciato per l’inizio del 2026.

«Condurremo una revisione completa del meccanismo, accompagnata da una strategia anti-elusione e da una prima proposta legislativa, estendendo l’ambito di applicazione» dello strumento «a determinati prodotti a valle ad alto contenuto di acciaio e alluminio e includendo ulteriori misure anti-elusioni», si legge nella bozza di piano d’azione per l’acciaio, suscettibile a modifiche fino a pubblicazione.

Annunciata inoltre per il secondo trimestre del 2025 una comunicazione su come affrontare il problema della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage) per i beni esportati dall’Ue verso Paesi terzi.

Ue valuta limiti export rottami ferrosi

La Commissione europea valuterà la «possibilità di proporre, entro il terzo trimestre del 2025, misure commerciali per garantire una disponibilità sufficiente di rottami ferrosi nell’Ue» e aiutare il settore a risollevarsi. Secondo l’ultima bozza del piano d’azione Ue per l’acciaio «un numero importante di Paesi terzi non consente l’esportazione di rottami ferrosi verso la Ue, riducendo così l’accesso a questa materia prima secondaria strategica. Alcuni Paesi inoltre applicano sussidi sleali per sostenere le loro industrie di riciclaggio e produzione di metalli».

Nella comunicazione si osserva che «il volume di rottami utilizzati per il riciclaggio nell’Ue sta diminuendo» a causa della mancanza di domanda da parte dell’industria europea (soprattutto per l’acciaio) e i prezzi più alti dei rottami pagati dai produttori di acciaio e alluminio nei Paesi terzi, spesso a causa di «distorsioni commerciali, come ad esempio i sussidi, o a condizioni di mercato non eque».

Di conseguenza, si legge, le esportazioni di rottami ferrosi sono più «che raddoppiate negli ultimi anni, raggiungendo un massimo di 19,43 milioni di tonnellate nel 2021 (circa il 20% del totale dei rottami prodotti nell’Ue) e si prevede un nuovo record per i rottami di alluminio nel 2024, con esportazioni che dovrebbero superare i 1,3 milioni di tonnellate».

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