Scenari

La Ue prepara il piano contro i dazi Usa: nel mirino agroalimentare, alcolici, Harley Davidson e suv

Il surplus commerciale Ue da 157 miliardi di euro a favore dei Ventisette è altamente indigesto al presidente Usa

Usa, Ue: "Risponderemo con fermezza a dazi su merci europee"

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I piani di emergenza Ue erano già sul tavolo dall’estate, ora che i dazi di Trump sono diventati realtà per Messico, Canada e Cina, l’Ue è pronta a sfoderarli.

Dopo i moniti dalla cornice di Davos, Ursula von der Leyen cambia tono: se il presidente americano non farà marcia indietro, la ritorsione a misure “ingiuste e arbitrarie” sarà “ferma”. Anche a costo di mettere a rischio uno dei rapporti commerciali “più importanti” al mondo.

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Contro dazi Ue sul made in Usa

Controdazi Ue sul made in Usa, nuove intese con altre potenze globali e taglio delle dipendenze strategiche sono le armi nella fondina di Bruxelles se la dottrina del dialogo dovesse rivelarsi fallimentare.

La guerra commerciale non conviene a nessuno, è l’avvertimento che si leva da ogni sponda del continente, con il vicepremier Antonio Tajani che assicura la centralità dell’Italia nell’essere “il miglior ambasciatore Ue nel dialogo con Washington”.

Una carta che Giorgia Meloni è pronta a giocarsi in prima persona già nelle prossime ore al vertice informale dei leader dei Ventisette a Bruxelles.

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Sul tavolo c’è la sfida della difesa, ma il dossier commerciale sarà impossibile da ignorare.

La Commissione europea, pubblicamente, fa sapere che “al momento” non ha informazioni “su ulteriori dazi che colpirebbero i prodotti Ue”. Ma anche la Bce sta preparando le sue valutazioni d’impatto.

Il governatore della Banca centrale olandese: «Una risposta politica sarà inevitabile»

La linea migliore sarebbe quella di “non reagire” ma, si è scoperto il governatore della Banca centrale olandese, Klaus Knot, una risposta politica sarà inevitabile.

“L’Europa non si farà mettere alla gogna, siamo anche una potenza commerciale con 400 milioni di consumatori”, ha assicurato il membro del board dell’Eurotower, evidenziando che Trump sta giocando a un gioco senza vincitori.

Nel quale “saranno i consumatori a pagare il prezzo” con un aumento dell’inflazione e dei tassi di interesse oltreoceano destinato ad avere conseguenze anche sul Vecchio Continente, finendo per indebolire l’euro. In gioco “c’è molto” si continua a evidenziare da Bruxelles guardando a un surplus commerciale da 157 miliardi di euro a favore dei Ventisette da sempre indigesto a Trump.

La direzione generale del Commercio di Palazzo Berlaymont - sede della Commissione europea - ha passato mesi a stilare liste di importazioni statunitensi che potrebbe essere colpite con controdazi mirati del 50% o più.

I beni Usa su cui l’Ue è pronta a mettere i dazi

Se le aperture Ue ad acquistare più gnl e armi dagli Stati Uniti non dovessero convincere Washington, nel mirino ci saranno:
1) agroalimentare;
2) i già bersagliati alcolici come whiskey e bourbon;
3) Harley Davidson, suv e pick-up.

L’Europa potrebbe poi rendere più difficile per le big del tech e dell’innovazione come Microsoft e Tesla accedere agli appalti pubblici e ai mercati finanziari. Tra i Ventisette la volontà di reagire è sempre più forte ed è Parigi a guidare l’ala dura.

Nell’ottica francese, di cui il ministro dell’Industria Marc Ferracci si è fatto portavoce, la risposta più “mordace” sarebbe colpire il made in Usa stilando anche un ’Buy european act’ per dare priorità agli acquisti tra i confini continentali e ridurre la dipendenza dai prodotti americani. Il dossier sarà sul tavolo del vertice informale Ue nel corso della mattinata, quando i leader parleranno delle relazioni con gli Stati Uniti, a partire dalla difesa.

È in quell’occasione che Meloni potrebbe giocarsi la carta della sua amicizia con Trump per proporsi come mediatrice a tutela degli interessi europei.

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Il timore di Bruxelles tuttavia è che il presidente americano usi standard diversi per i singoli Paesi membri e, contando anche sugli “adepti” Viktor Orban e Robert Fico, indebolisca la coesione. Non a caso gli appelli congiunti dei vertici Ue nei giorni scorsi hanno insistito su un concetto chiave: “Restare uniti”.


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