La Ue vuole fare chiarezza sul prezzo dei prodotti finanziari
Il testo della Commissione Ue per la Retail investment strategy atteso per il 24 maggio prevede l’equiparazione dei prodotti di investimento assicurativi a quelli Mifid
di Antonio Criscione
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Non solo inducement. Per il 24 maggio è prevista la presentazione della proposta della Commissione con il pacchetto di interventi per rendere il mercato dei capitali nella Ue più a misura del piccolo risparmiatore. Come già annunciato da Plus24 nelle scorse settimane non sarà sostanzialmente intaccato il meccanismo della retribuzione dei consulenti finanziari, in pratica non si arriverà alla proibizione dei pagamenti alle reti di distribuzione da parte delle case prodotto. Ma ciò non toglie che il pacchetto avrà comunque un impatto consistente nel mondo del risparmio e anche in particolare sulla consulenza.
Un elemento importante per i risparmiatori sarà l’equiparazione della distribuzione assicurativa a quella dei prodotti finanziari, elevando notevolmente le tutele della clientela. Su molti aspetti di tutela del cliente la Mifid era infatti già attestata a livelli più avanzati che la Idd, ora si arriverà a un campo di gioco livellato per i prodotti di investimento finanziari e quelli assicurativi. Anche sugli inducement per esempio i requisiti fissati dalla Idd erano meno stringenti.
Le misure
La direttiva in fase di ultimazione da parte degli uffici della commissione andrà a ritoccare quasi tutta la normativa Ue in materia di investimenti. I pilastri dell’intervento sono stati illustrati al Salone del risparmio da Andrea Beltramello, del gabinetto del vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. «L’intervento mira a garantire – ha affermato Beltramello – che i consulenti agiscano nel migliore interesse dei loro clienti e rafforzare le garanzie quando gli incentivi possono essere pagati e quando non devono esserlo. Stiamo esaminando come mettere a disposizione di tutti una consulenza adeguata a prezzi ragionevoli e facilmente comprensibili. Gli obblighi di trasparenza sono un elemento importante, ma il divario in termini di conoscenza e comprensione non può essere superato solo grazie alla trasparenza».
L’elenco delle misure illustrate da Beltramello è vasto e tocca tutti i passaggi del percorso di investimento dei risparmiatori. Si va dai potenziali conflitti di interessi legati agli incentivi, al marketing e alle comunicazioni ai clienti, alle altre informazioni integrative, al rapporto costo benefici dei diversi prodotti finanziari, all’alfabetizzazione finanziaria, alla valutazione dell’appropriatezza e dell’adeguatezza, alla categorizzazione del cliente e alla certificazione professionale dei consulenti, applicazione delle norme in materia di vigilanza.
La governance di prodotto
Beltramello ha anche affermato: «Stiamo anche considerando come garantire un migliore rapporto qualità prezzo per i prodotti finanziari». E infatti una delle colonne portanti della Retail Investment Strategy (Ris) è la riforma della Product oversight and governance (Pog) per l’attuazione concreta del principio del Value for Money. Spiega l’avvocato Luca Zitiello: «Si interviene in modo organico sulla disciplina della Mifid e della Idd (la direttiva che riguarda la distribuzione dei prodotti assicurativi, ndr) sia a livello di produttore che di distributore. Corrispettivamente l’ambito oggettivo è costituito non solo dai Priips e dagli Ibips ossia dai prodotti preconfezionati standardizzati e dai prodotti di investimento assicurativi, ma anche dai fondi Ucits e dai fondi alternativi riformando le relative direttive».

