La via europea dei carburanti puliti
Dice Alessandro Bartelloni, direttore di Fuels Europe: invece di cambiare auto cambiamo il rifornimento
di Jacopo Giliberto
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Il parere di Alessandro Bartelloni, direttore di Fuels Europe, può traguardare il futuro. O almeno una parte del futuro. Dice il direttore dell’associazione delle 40 raffinerie europee (quasi il 100% della capacitàdi raffinazione del continente): ricostruiamo per sintesi gli idrocarburi partendo da idrogeno pulito e da carbonio sottratto all’aria. L’obiettivo è offrire al consumatore europeo la possibilità di scegliere, senza interrompere la sua libertà di muoversi, a un costo sostenibile.
In attesa che le auto elettriche arrivino per tutti, intanto possiamo subito ridurre le emissioni di CO2. Ma le tecnologie dei carburanti puliti sono frenate dalla legislazione europea. Ciò limita la scelta e forza il consumatore ad adattarsi all’elettrico a caro prezzo. La normativa europea non può limitarsi a guardare dentro al motore e deve vedere come viene alimentato quel motore.
Bartelloni, il tema è complesso e chiede un percorso logico. Cominciamo da un punto di riferimento: la riduzione delle emissioni di CO2, accusate di scaldare il clima.
Partirei non da un solo punto di riferimento bensì da due diversi princìpi. L’Europa ha stabilito l’obiettivo di arrivare alla neutralità climatica al 2050. I nostri membri – Fuels Europe ne ha 40 – hanno deciso di essere coerenti con quell’obiettivo e di contribuire a contenere l’aumento della temperatura globale al tetto di 1,5 gradi.
In che modo raggiungere questa neutralità?
Nel 2018 la Commissione Ue aveva presentato lo studio Clean planet for all. Delineava diversi percorsi possibili. Noi abbiamo accolto l’indicazione e abbiamo lavorato su Clean fluels for all. Il fatto è che noi incidiamo sul mondo del trasporto; i carburanti sono il 60% della produzione media di una raffineria. Il resto sono prodotti per la filiera industriale come le materie prime per la petrolchimica, i bitumi, i lubrificanti e così via.
Qual è il vostro secondo punto di riferimento?
Il secondo concetto su cui lavoriamo è il low carbon liquid fuels, che possiamo tradurre: carburanti liquidi a bassa emissione netta di CO2. La riduzione della domanda di carburanti produrrà un eccesso di capacità di produzione e di raffinazione di carburanti fossili. Ciò imporrà al settore di riconvertire. Bisognerà puntare sull’idrogeno verde, ecologico, e sull’idrogeno “verde” o “blu”, cioè estratto dall’acqua o dal metano; realizzare bioraffinerie e impianti di carburanti da rifiuti, sviluppare carburanti sintetici.


