La crisi della Nato accelera il dibattito Ue sulla clausola di mutua difesa
Dal nostro corrispondente Beda Romano
di Marco Ferrando
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«N oi giovani siamo visti come il cambiamento imminente da parte di generazioni che lo temono. E non sempre si pensa che siamo noi stessi a temere un futuro sempre più precario, e a temere che avvenga non un’evoluzione bensì un regresso. E ciò che ci circonda, la storia di cui facciamo parte e chi dovrebbe esserci da guida favorisce le nostre incertezze».
La voce è dolce, ma sono pietre le parole di Alessandra Russo. Con il suo liceo Garibaldi Alfano di Castrovillari, è tra i vincitori del premio organizzato dall’Associazione Giorgio Ambrosoli nell’ambito della Giornata per la virtù civile, che quest’anno verrà celebrata il 10 dicembre, domani.
Tema del 2020: il cambiamento. Scelto in tempi non sospetti, ma che la pandemia ha reso ancora una volta straordinariamente attuale. Così come il suo testimone, Piersanti Mattarella, nel quarantennale dell’assassinio. «Questa parola evocava significati forse diversi da quelli che oggi ci vengono in mente in maniera più immediata e che fanno riferimento a qualcosa di subìto per colpa della pandemia», osserva Umberto Ambrosoli.
Quello portato e determinato da Piersanti Mattarella è, invece, «un cambiamento agito»: nell’azione amministrativa e nella politica. Una politica «da lui intesa anche come “spazio di comunità” ove il proprio impegno può essere realmente motore di cambiamento solo se si sviluppa seguendo scelte di fondo invece che seguire le contingenze».
In un’intervista rilasciata qualche anno fa da Guido Bodrato, per anni suo compagno di partito nella Dc, disse che «il traguardo di Piersanti non consisteva nel potere in sé, ma nel cambiamento». Un cambiamento nel segno della legalità nella Sicilia mafiosa degli anni 70 che la sua morte sembrò soffocare per sempre. E invece era solo questione di tempo: bisognava attendere che i semi sparsi per le coscienze potessero germogliare.