Australian Open

La vittoria più bella: Sinner trionfa con la stoffa del predestinato

Jannik ribalta la partita con Medvedev e vince, prendendo le misure al gioco del russo e mostrando la sua superiorità: mentale, tecnica, tattica e fisica

di Eliana Di Caro

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Tennis, quanto vale Jannik Sinner?

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A Melbourne si è visto un miracolo. Un miracolo che ha il volto di un ragazzo di 22 anni capace di superare sé stesso e vincere una partita apparentemente compromessa, senza speranza. Jannik Sinner ha ribaltato il corso della finale degli Australian Open e sconfitto Medvedev al quinto, 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3, tirando fuori tutto quello che ha e anche di più: la capacità di adattarsi tatticamente a un gioco inedito dell’avversario, la tenuta fisica sull’orizzonte lungo, infine la ritrovata scioltezza che gli era mancata all’inizio per andare a vincere al quinto. Che talento, che maturità, che campione.

Una partita a due facce

Il russo esordisce in modo impeccabile e spiazzante, per come lo conosciamo: va spessissimo sotto rete (lui che gioca da fondo sfiancando gli avversari con scambi interminabili), sempre in anticipo, togliendo il tempo a Jannik. Il quale nei primi game patisce probabilmente anche la tensione della prima finale Slam (per Medvedev era la sesta, di cui la terza a Melbourne. Una sola vittoria Slam agli Us Open nel 2021). Sinner subisce presto il break, sull’1 pari, andando subito sotto 0-40. Teso, non riesce a liberare i suoi colpi e appare disorientato dal gioco di Medvedev (contro cui aveva vinto le ultime tre partite nello scorso autunno, a Pechino, Vienna e alle Finals), che lo breakka ancora sul 5-3 portando a casa il set. L’azzurro sembra in disarmo di fronte al russo sempre pressante, continuo con il servizio (e velocissimo ad andare alla battuta, non dando tregua). Il secondo set scivola via allo stesso modo, Medvedev risponde anche bene e addirittura si porta avanti 5-1 ma è qui che mostra qualche crepa, finalmente. Sinner risale a 5-3, Medvedev fa un doppio fallo sul set point e concede una palla break per il 4-5 che non si concretizza. Finisce 6-3 ma quei segnali preludono a un terzo set diverso.

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La svolta

La svolta matura in un terzo set in cui Sinner dimostra, se mai ci fossero dei dubbi, di essere un campione, stando attaccato a un match che sembra compromesso, riuscendo pian piano a frenare il gioco del russo che, sul finire del parziale, va sempre meno a rete, stanco di un gioco dispendioso e che non è propriamente nelle sue corde. Medvedev è meno preciso dopo due set giocati al limite della perfezione, Jannik non concede palle break e trasforma l’unica a disposizione che coincide con il set point, sul 5-4. Game straordinario, con l’avversario costretto a un triplice errore sul dritto e l’ultimo punto propiziato dalla risposta su una prima pesantissima.

Il trionfo di Sinner a Melbourne

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Verso la vittoria

Nel quarto parziale Sinner prende progressivamente fiducia, Medvedev non ha più le risorse per andare a rete, non riesce ad aprirsi il campo come all’inizio e a chiudere con la volée. Il match ha cambiato faccia, da fondo gli scambi sono equilibrati, l’italiano ha due palle break che non sfrutta sull’1-0 e sul 2-1. Il servizio rimane l’arma su cui il russo può contare e quella che rischia di tradire Jannik sul 3 pari quando – complice un doppio fallo – concede una pericolosissima palla break. Sarebbe forse cambiato tutto. Invece, proprio con due ace e un urlo liberatorio si porta in vantaggio 4-3. E va a chiudere il set con un game che ci ha fatto tremare (sporcato da due errori che non sono da lui, che paura Jannik... quella palla corta non redditizia e quel dritto buttato fuori).

Nel quinto la partita rimane aperta fino al 3-2 quando l’azzurro fa il break. Ma la rinnovata sicurezza si vede sin dall’inizio: un ace di seconda con cui chiude il primo game, il russo costretto ad aggrapparsi al servizio perché ormai non ne ha più. Da fondo Jannik, sempre più spesso, conduce il gioco, i vincenti si susseguono (saranno alla fine 50 contro i 44 dell’avversario), soprattutto di dritto. Si arriva al 5-2, Medvedev lotta ancora strenuamente, anche sul 5-3 (recupera da 30-0 a 30 pari sul servizio di Sinner), ma poi deve arrendersi (alla fine saranno 57 i suoi errori non provocati, contro i 49 di Jannik). L’azzurro chiude con servizio e accelerazione di dritto, poi lungo per terra: è la prima volta che lo vediamo esultare così, mentre l’Italia impazzisce davanti alla tv. La vittoria più bella.

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