Salute e benessere

Labomar, bilancio da record Nuove acquisizioni in vista

L’azienda della nutraceutica vede i frutti della crescita per linee esterne e apre
a possibili nuove operazioni in Europa e Nord America. Oltre il 50% del fatturato è realizzato all’estero

di Barbara Ganz

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«Negli ultimi anni l’attenzione al benessere è aumentata in Italia e nel mondo, e tutti siamo sempre più coscienti dell’importanza di uno stile di vita sano e di una corretta alimentazione. Allo stesso tempo è emerso un crescente interesse verso la prevenzione insieme a una nuova sensibilità sul tema dell’invecchiamento».

Nelle parole di Walter Bertin, fondatore e amministratore delegato di Labomar, azienda nutraceutica italiana attiva a livello internazionale da lui fondata nel 1998 a Istrana, in provincia di Treviso, c’è la chiave di lettura dei risultati che la vedono superare per le prima volta la quota di 100 milioni di ricavi nell’esercizio 2023. Il fatturato è quasi raddoppiato in quattro anni: i ricavi, che oggi si attestano a 103,6 milioni, nell’esercizio 2019 erano a 57 milioni: in questo periodo Labomar ha vissuto un articolato percorso di crescita, dalla quotazione in Borsa (nel listino EGM) alle tre acquisizioni, fino al delisting e all’inizio di un nuovo percorso di crescita con il fondo di private equity Charterhouse. Ora il bilancio da record, «considerate le complessità dell’attuale contesto economico e geopolitico, nonché le mutate dinamiche delle catene di fornitura e le profonde trasformazioni che riguardano anche il mondo del lavoro. Guardando al futuro, il 2024 segna per il nostro Gruppo un nuovo inizio. Pur rimanendo ancorati ai nostri valori di sempre siamo pronti ad affrontare nuove sfide», aggiunge Bertin. Dai numeri emerge anche il ruolo del percorso di crescita per linee esterne di Labomar, iniziato nel 2019 con l’acquisizione di Labomar Canada, per poi proseguire nel 2022 con il Gruppo Welcare in Umbria e Labiotre in Toscana. Rispetto al 2022, tutte le società del Gruppo hanno segnato una crescita a doppia cifra; parallelamente è aumentato anche il numero dei dipendenti che al 31 dicembre 2023 era pari a 407, con un incremento del 13% rispetto al 2022. In sostanza ciascuna di queste realtà ha aggiunto valore al Gruppo, rafforzando il controllo della filiera nel settore nutraceutico.

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«Grazie alla partnership con Charterhouse e al rafforzamento del management, torneremo a valutare possibili ulteriori acquisizioni» prosegue Bertin. «Siamo ora pronti a cogliere importanti opportunità di crescita mediante acquisizioni in Europa e Nord America, consolidando ulteriormente la leadership di Labomar nel settore», sottolinea Antonio Di Lorenzo, partner di Charterhouse una delle più antiche società di private equity operanti in Europa che nel 2023 ha fatto il suo ingresso nella compagine di Labomar.

Per il futuro, fondamentale e strategico rimane il focus sulla qualità e il servizio al cliente, da sempre punti di forza della società, che le consentono di essere partner di riferimento dei grandi gruppi internazionali del settore farmaceutico. Oltre il 50% del fatturato è realizzato all’estero con una presenza in oltre 20 Paesi, a conferma dell’evoluzione vissuta dall’azienda, che dieci anni fa operava in un mercato esclusivamente domestico. Ulteriore elemento distintivo riguarda la spinta all’innovazione: circa il 50% dei ricavi deriva da referenze che utilizzano tecnologie e/o formule brevettate Labomar che da sempre punta a essere all’avanguardia nella ricerca e sviluppo grazie alla squadra di professionisti di Labomar Research.

Nel 2023, a tre anni dall’adozione della qualifica statutaria di Società Benefit, Labomar ha ottenuto la certificazione B Corp, che attesta che un’azienda operi secondo alti standard di performance sociale e ambientale, responsabilità e trasparenza definiti dalla rete non profit B Lab™.

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