Il re degli investitori Larry Fink (BlackRock): il climate change trasformerà per sempre la finanza
Il fondatore e ceo della più grande società mondiale di gestione: il rischio climatico ci obbliga «a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna»
di Enrico Marro
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«Siamo sull’orlo di una completa trasformazione della finanza», perché il climate change obbliga gli investitori «a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna». Parola di Larry Fink, co-fondatore, ceo e presidente di BlackRock. E se lo dice l’uomo che siede nella poltrona più alta della maggior società di asset management mondiale, con quasi 7mila miliardi di dollari in gestione, qualche motivo per drizzare le antenne c’è.
La finanza cambierà molto prima del clima
Nella sua lettera annuale ai ceo, che Il Sole 24 Ore ha avuto modo di visionare in anteprima, Fink mette nero su bianco come il cambiamento climatico stia portando a una profonda rivalutazione del rischio e del valore degli asset. «E poiché i mercati dei capitali anticipano il rischio futuro, registreremo i cambiamenti nell’allocazione di capitali più rapidamente rispetto a quelli nel clima». Quando? «In un futuro vicino, prima di quanto anticipato da molti», annuncia il ceo del colosso statunitense.
Impatti sul sistema di crescita economica
Nulla sarà come prima, lascia intendere Fink: nel mondo della finanza vedremo cose che fino a ieri non avremmo potuto mai immaginarci. «Il rischio climatico avrà un impatto non solo sul mondo fisico, ma anche sul sistema globale che finanzia la crescita economica», scrive ancora Fink, al quale si aggiunge «l’impatto delle politiche legate al clima sui prezzi, sui costi e sulla domanda dell’economia nel suo complesso». Con le banche centrali che a loro volta stanno diventando sempre più sensibili al tema nella loro asset allocation.
Città, mutui e inflazione nell’era del cambiamento climatico
Ma perché stupirci? Il padre di BlackRock mette in fila alcuni degli interrogativi che stanno tormentando gli investitori di tutto il mondo: le città saranno in grado di far fronte alle nuove necessità infrastrutturali se il rischio climatico ridisegna il mercato obbligazionario degli enti locali? «Cosa succederà ai mutui trentennali - un tassello chiave della finanza - se chi li eroga non è in grado di stimare l’impatto del rischio climatico su un arco di tempo tanto lungo, e se non sussistono opportunità di mercato per le assicurazioni nelle aree interessate»? E ancora: che accadrà all’inflazione, e di conseguenza ai tassi d’interesse, se il costo del cibo aumentasse a causa di siccità e inondazioni? «Come possiamo costruire una crescita economica se i mercati emergenti vedono la propria produttività diminuire a causa di temperature estreme o di altri impatti climatici?»
Il climate change, crisi strutturale senza precedenti
Durante la sua lunga carriera Fink ne ha viste di tutti i colori: dai picchi di inflazione degli anni Settanta alla crisi valutaria asiatica nel 1997, dalla bolla internet di fine millennio alla crisi finanziaria globale del 2008. «Ma anche quando queste situazioni sono durate molti anni, erano tutte, in generale, per loro natura di breve termine - sottolinea il ceo di BlackRock - . Il cambiamento climatico è diverso. Anche se si verificassero solo una parte degli impatti previsti, si tratta di una crisi a lungo termine molto più strutturale. Le aziende, gli investitori e i Governi devono prepararsi per una significativa riallocazione del capitale».



