Larry Fink: «Ecco le tre conseguenze della guerra su mercati ed economia»
Il numero uno di BlackRock analizza le conseguenze della guerra nel breve e nel lungo termine nella lettera agli azionisti. Ecco come cambierà il mondo
di Morya Longo
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Che il mondo, anche sotto il profilo economico e finanziario, sia destinato a cambiare dopo la guerra in Ucraina lo pensano in tanti. Come possa cambiare nel concreto, però, è difficile a dirsi. Una risposta, anzi tre, è arrivata da uno dei più noti «influencer» dei mercati finanziari: Larry Fink, Chairman and Chief Executive Officer di BlackRock, la società di gestione del risparmio più grande del mondo.
In una lettera che ha scritto agli azionisti, Fink affronta proprio questo tema. E individua tre fenomeni, alcuni dei quali partiti con la pandemia, che a suo parere cambieranno il mondo economico e finanziario nei prossimi anni: la marcia indietro della globalizzazione, l’accelerazione delle grandi Banche centrali verso la creazione di valute digitali e l’accelerazione nel lungo termine (pur con una frenata nel breve) della transizione energetica.
«Le ramificazioni di questa guerra non saranno limitate all’Europa orientale - scrive Larry Fink -. Arrivano dopo le conseguenze della pandemia, che hanno avuto profondi impatti sulla politica, l’economia e i trend sociali. Il riverbero complessivo si sentirà per decenni, e oggi è difficile predirlo fino in fondo». Larry Fink però prova a delineare la direzione.
Il mondo si deglobalizza
«L’invasione russa dell’Ucraina ha messo fine alla globalizzazione come l’abbiamo conosciuta almeno negli ultimi tre decenni». Su questo tema, Fink non usa mezzi termini. La sua è, in effetti, un’opinione condivisa da molti. Il mondo globalizzato già è stato messo in crisi dalla pandemia, quando i lockdown avevano paralizzato i commerci e con essi le catene globali delle forniture. La guerra ha peggiorato la situazione: molti Governi occidentali hanno imposto sanzioni alla Russia, arrivando a congelare anche parte delle sue riserve valutarie. Molte aziende private hanno poi agito in parallelo, tagliando i ponti economici e commerciali con la Russia. «BlackRock - sottolinea Larry Fink - si è impegnata a fare la sua parte». La Russia è stata così tagliata fuori dai mercati dei capitali globali.
Tutto questo porterà sempre più molte aziende e molti Governi a rimpatriare le produzioni e ad accorciare le catene globali delle forniture. Questa emancipazione dai mercati globali, secondo Fink, avrà due conseguenze per i mercati e l’economia. Da un lato ridurrà i margini delle aziende, alzando i costi. Dall’altro creerà strutturali pressioni inflazionistiche. Fink lo dice chiaramente: «Il riorientamento delle supply-chain sarà inevitabilmente inflazionistico». Entriamo insomma in una nuova fase: mondo meno globalizzato e inflazione più elevata.


