DIARIO DI BORDO DELL’ECONOMIA - CENTRO STUDI ISTITUTO TAGLIACARNE

Laureati, in Liguria la percentuale più alta d’italia

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I livelli di istruzione propri di un dato territorio ne influenzano i fattori economici e sociali (e viceversa), con risvolti, ad esempio, sui tassi di occupazione della popolazione e sulla partecipazione alla vita democratica del paese. Nel Nord Ovest l’incidenza di soggetti in possesso almeno del diploma di laurea risulta leggermente inferiore rispetto alla media nazionale (10,6% a fronte dell’11,4%). Ma, scendendo a livello regionale, la Liguria presenta la più alta percentuale di soggetti laureati o con dottorato di ricerca d’Italia (12,1%), seguita a breve distanza dalla Lombardia (11,9%). Poiché le università sono localizzate, generalmente, nelle città di maggiori dimensioni, è possibile poi notare come l’incidenza di soggetti in possesso almeno di un titolo di laurea sia superiore nei comuni capoluogo di provincia, senza eccezioni a livello nazionale. Nel Nord Ovest, ad esempio, la percentuale di soggetti con questo livello di istruzione sale al 14,5% nei comuni capoluogo di provincia (17% a livello nazionale), con Torino (16,1%) a registrate l’incidenza più alta, probabilmente dovuta alla presenza di numerose università. L’elevato livello di istruzione della popolazione, inoltre, ha un impatto positivo sul mercato del lavoro, che si riflette negli elevati tassi di occupazione dei laureati sulla popolazione tra i 15 e 64 anni che, nella macro ripartizione, è pari all’83% contro l’80,6% della media nazionale. Un dato che mette in luce il buon funzionamento del mercato rispetto alla domanda e l’offerta di competenze, soprattutto nella Val D’Aosta/ Vallée d’Aoste, dove il tasso di occupazione dei laureati è il più alto della macro-ripartizione, pari all’84,5%. Anche la partecipazione elettorale della popolazione è influenzata dall’incidenza di soggetti in possesso di almeno una laurea, ossia con un numero di anni di studio superiore alla media. In particolare, è possibile attendersi una maggiore partecipazione elettorale nei territori caratterizzati da un numero di anni di studio superiore alla media del Paese. Ciò si verifica a livello nazionale, in quanto nei comuni italiani dove gli anni medi di istruzione sono superiori alla media si è osservata un’affluenza alle elezioni politiche del 2022 superiore di 3 punti percentuali, dal 63,9% del totale al 66,5% nei comuni così caratterizzati. Tale fenomeno, però, assume dimensioni diverse a seconda del territorio. Se si effettua lo stesso confronto nel Nord Ovest, infatti, risulta limitata la differenza dei tassi di partecipazione elettorale tra i comuni con un numero di anni di studio superiore alla media nazionale e non, fatta eccezione per le province di Asti ed Imperia, dove aumenta rispettivamente di 3,8 e i 2,7 punti percentuali. Guardando l’affluenza generale alle elezioni politiche del 2022, a prescindere dal livello di istruzione della popolazione, invece, il Nord Ovest ha registrato una percentuale di affluenza superiore alla media nazionale (l’65,8% contro il 63,9%), in particolare in Piemonte dove il 66,4% della popolazione si è recata alle urne.

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