Lavori pubblici, il Pnrrnon rallenta: nei tempiotto cantieri su dieci
I bandi per l’affidamento sono 1.740 per un importo di 6,4 miliardiIn sette province su 12 le opere rappresentano più del 25% del mercato totale
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Otto cantieri su dieci nei tempi. Che, quindi, stanno spendendo le risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Con un impatto rilevantissimo sull’economia dei diversi territori.
Se il Pnrr, a livello nazionale, racconta in questi mesi una storia di spese che vanno avanti a singhiozzo, in Lombardia, nell’ambito dei lavori pubblici, la situazione è parecchio differente. Lo dice una rilevazione di Cresme per Ance Lombardia, che ha scandagliato l’andamento delle opere pubbliche nella regione negli ultimi anni, con un focus specifico proprio sul Pnrr e del Pnc, il piano nazionale complementare che integra le azioni del programma finanziato da Bruxelles.
Spiega Tiziano Pavoni, presidente di Ance Lombardia: «Abbiamo voluto fortemente, insieme al Cresme, creare Silrop – il Sistema informativo lombardo sulla realizzazione delle opere pubbliche - con il quale mettere a disposizione di tutti gli operatori del mercato degli appalti pubblici, uno strumento che metta a fattor comune tutti i dati di interesse per la realizzazione dei lavori di importo superiore a 150mila euro». E prosegue: «I primi dati che emergono dimostrano che le opere del Pnrr sono partite. Ora, grazie a questo strumento, potremo seguire l’andamento dei lavori e monitorare in tempo reale il manifestarsi di criticità che possono rallentarne l’esecuzione».
Il peso del Pnrr
L’analisi del Cresme rivela, allora, il peso grandissimo che il Pnrr sta avendo sull’economia regionale. I bandi per l’affidamento dei lavori della programmazione Pnrr-Pnc di interesse del territorio della regione Lombardia, censiti da Cresme tra gennaio 2021 (anno di inizio della programmazione) e giugno 2024 sono 1.740 dall’importo complessivo di circa 6,4 miliardi, pari a quote del 16% (i bandi) e del 25% (gli importi) del mercato complessivo delle opere pubbliche nel territorio regionale, con un notevole picco del 42%, registrato nel 2022. In sette province su dodici il Pnrr pesa per più del 25% del mercato totale. A Lodi vale il 31%, a Bergamo il 39%, a Mantova addirittura il 51.
Questa grande massa di lavori non ha, però, travolto le stazioni appaltanti, comportando tempi di attesa infiniti. Il 92% dei bandi per importo e l’88% per numero è, infatti, stato aggiudicato regolarmente. In circa la metà dei casi si è trattato di appalti integrati (progettazione + esecuzione delle opere), in un caso su dieci di partenariato pubblico privato e nel restante 40% di appalti di sola esecuzione.

