Lavoro di sartoria, l’arte di arredare i campus
L’azienda torinese Artespazio si è specializzata nella fornitura ad atenei e studentati
di Maria
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Il successo è il risultato di un’intuizione, che da alcuni anni ha precorso i tempi, quando il mercato dei campus e delle residenze universitarie in Italia era ancora agli albori. Intuizione che ha premiato Artespazio, realtà torinese, fondata nel 2010 da Guido Clara, ceo dell’impresa, e condotta con il socio Stefano Basso, responsabile dello sviluppo gare e dei rapporti con le produzioni, oltre che con il supporto di Gianni Baima Poma, consigliere delegato del Cda.
L’azienda, che opera come general contractor e player di ingegnerizzazione e sviluppo per chi ha la necessità di arredare immobili terziari (gli uffici restano il core business), si è anche specializzata nella fornitura ad atenei e studentati. Un settore che rappresenta il 60% dei 7 milioni di fatturato annui, con una storia che supera le 3mila camere realizzate. Sotto la Mole e andando a ritroso, spiccano il progetto Relife nel 2024 in corso Novara, con 300 camere; la residenza Stonehill con 560 camere; la Residenza Palestro per Reale Immobili nel 2017 con 160 camere; il Campus San Paolo di via Caraglio, completato nel 2015 per Fabrica Sgr, per 580 camere. Altri sviluppi, a Firenze nel 2022 per i progetti S4 Salvagnoli e ex Santa Chiara (Il Santo) e il progetto Birillo del 2019; a Ferrara, con la residenza Worbas RE del 2021 e nel capoluogo lombardo, dove nel 2020 Artespazio ha curato l’allestimento della Residenza Milano Internazionale per Investire Sgr con 520 camere. Di recente, l’azienda ha sviluppato l’allestimento della ESCP Business School e fornito 320 postazioni di lavoro, 360 sedute, 30 porte, 480 mq di pareti divisorie, 880 pannelli acustici e un controsoffitto in legno di betulla di 180 mq.
«Arredare un campus o uno studentato è un’operazione complessa – spiegano i soci - sia per il numero di pezzi in fornitura che per la necessità di non sforare i tempi e i costi delle commesse. Per essere competitivi è fondamentale ragionare in termini di flessibilità, perché le esigenze abitative evolvono, e puntare su qualità e durabilità, indispensabile per strutture a utilizzo intensivo». In un settore altamente frammentato, il valore aggiunto di Artespazio sta anche nella capacità di coordinare – grazie all’apertura di una sede operativa a Portogruaro - una rete di fornitori specializzati e provenienti da molteplici filiere, orchestrando l’intero processo fino al prodotto finale. «Abbiamo elevato gli standard qualitativi anno dopo anno – spiega Basso – e siamo in grado di eseguire un lavoro di sartoria, lontano dai cataloghi preconfezionati, con soluzioni che ottimizzano il rapporto qualità-prezzo e che mixano una parte di prodotti standard, principalmente accessori, acquisiti sul mercato, con arredi customizzati o ingegnerizzati, prodotti anche da materie prime che trasformiamo sulla base delle richieste dei committenti».
L’esperienza dell’azienda è testimonianza dell’evoluzione progressiva del settore: «Il rapporto tra fondi di investimento e gestori di residenze universitarie – racconta Baima Poma - ha subito un’importante evoluzione. Nel modello tradizionale, i fondi internazionali detenevano il controllo esclusivo delle decisioni mentre i gestori si limitavano ad eseguire. L’investitore realizzava l’operazione immobiliare con l’obiettivo di vendere rapidamente, separando nettamente proprietà e gestione. Oggi questo paradigma è cambiato radicalmente. I gestori sono entrati nel processo decisionale, partecipando attivamente alla progettazione degli spazi che dovranno amministrare. Parallelamente, i fondi hanno ampliato il loro orizzonte temporale, integrando nel loro business model anche la fase degli affitti». Aggiunge Clara: «Questa trasformazione è stata guidata principalmente dal mutato contesto finanziario: l’aumento dei tassi d’interesse ha ridotto i margini delle operazioni speculative, rendendo più attraenti i ricavi continuativi generati dalla gestione diretta. Il risultato è un’integrazione verticale che allinea meglio gli interessi di tutti i soggetti coinvolti, producendo strutture più funzionali e sostenibili nel lungo periodo».


