La stretta Fed spaventa i listini globali, a Piazza Affari (-1%) si salva Leonardo
Secondo gli esperti un rialzo dei tassi in Usa possibile già a marzo. A Wall Street correzione sul Nasdaq, ormai a -10% dai massimi storici
di Cheo Condina ed Enrico Miele
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La stretta della Fed sui tassi d’interesse continua a far sentire i suoi effetti sui listini azionari, mandando in fibrillazione il comparto dei titoli high-tech, bersagliato dalle vendite sia in Europa che a Wall Street, dove il Nasdaq è in correzione dai massimi di fine anno.
Oltre a fare i conti con la diffusione della pandemia di Covid, infatti, gli investitori attendono con ansia l'appuntamento cruciale di mercoledì, quando verrà diffuso il dato sull'inflazione Usa di dicembre, mentre i future sui Fed Fund assegnano ormai una probabilità di quasi il 90% a una prima stretta sul costo del denaro già a marzo prossimo. Le stime di Goldman Sachs, ad esempio, prevedono ora quattro rialzi dei tassi nel 2022 (contro i tre della precedente previsione). Tutte ipotesi che hanno portato i rendimenti del Tesoro Usa ai massimi da due anni. Nell’attesa, domani è fissata l’audizione di Jerome Powell della Fed al Senato, con gli investitori che sperano di ricevere maggiore chiarezza sulle tempistiche delle mosse della Banca centrale.
Nel Vecchio Continente non fa eccezione Piazza Affari, dove il FTSE MIB ha chiuso in rosso trascinato al ribasso dagli scivoloni di Nexi ed Stmicroelectron, colpiti dalla rotazione settoriale dei portafogli. Male anche Diasorin, contrastati i bancari, mentre Leonardo - Finmeccanica approfitta della decisione del governo di stanziare 2 miliardi per il programma Tempest. Nel resto del listino, Banca Carige sale dell’1% nel giorno in cui gli organi del Fondo interbancario si riuniscono per valutare le offerte di acquisizione ricevute. Nel lusso tonfo per Salvatore Ferragamo.
Giornata in profondo rosso per Wall Street
Settori tutti in negativo e indici pesantemente in calo, in questo inizio di settimana a Wall Street. Il Dow Jones cede 515,28 punti (-1,42%), lo S&P 500 perde 83,87 punti (-1,79%), il Nasdaq Composite e' in calo di 357,65 punti (-2,39%). Il petrolio Wti al Nymex perde lo 0,95% a 78,15 dollari al barile. Il settore tech, dopo i forti cali della scorsa settimana, cede oggi il 2,5%. A segnare l'andamento sono le previsioni di Goldman Sachs, che prevede ora quattro rialzi dei tassi d'interesse nel 2022, contro i tre della precedente previsione; per quanto riguarda la riduzione del bilancio, l'inizio e' atteso a luglio e non piu' a dicembre. Molti economisti statunitensi credono che la Federal Reserve si stia muovendo in ritardo per contrastare l'inflazione e attendono i dati di dicembre sui prezzi al consumo (Cpi) e quelli alla produzione (Ppi), in programma rispettivamente mercoledi' e giovedi': gli economisti si aspettano un altro mese 'caldo' per entrambi i dati; il dato Cpi di novembre e' stato il piu' alto dal 1982.
A Milano occhi su Bper e Carige, scatta Leonardo
Le vendite degli investitori hanno colpito anche Amplifon, Interpump Group e la holding Exor. È finita di nuovo sotto i riflettori anche Carige mentre nel corso del week end, secondo quanto riferiscono le indiscrezioni, il cda di Bper ha dato via libera a una proposta migliorativa, che ridurrebbe a circa 600-700 milioni dal precedente miliardo la richiesta di ricapitalizzazione preventiva. Bper punta così a superare la concorrenza di Credit Agricole Italia, mentre appare in seconda fila l'offerta non vincolante presentata dal fondo Cerberus. I titoli della moda, invece, si sono mossi anche alla luce di una serie di analisi sulle società del settore realizzate da Ubs.




