Indice del clima, il nuovo rischio per le città si chiama «siccità»
di Jacopo Giliberto
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Mentre le velleità sull’acqua “bene comune” rischiano di paralizzare la crescita degli investimenti nel settore dell’acqua e il progresso virtuoso degli ultimi anni, mentre l’inquinamento cala e la qualità dell’aria che respiriamo è sempre migliore (a dispetto di quanto pensino molti), il cambiamento del clima sta minacciando la disponibilità di acqua per i prossimi mesi. E nel frattempo diventa urgente una riprogettazione del territorio e degli standard di progettazione davanti al clima cambiato.
Nel 2017 sull’Italia è caduto quasi un quarto di pioggia in meno rispetto alla media: per l’esattezza, il 22% in meno. Qualche numero dalla Lombardia — ma nelle altre regioni non va meglio, come per esempio nel Veneto o nelle Marche. Al lago Maggiore da inizio anno sono mancati 174 milioni di metri cubi di afflusso rispetto alla media (-20% rispetto alla media del periodo), per il lago di Como Lario l’ammanco è di 95 milioni di metri cubi (-21%), al lago di Garda, che ha però una scorta migliore di acqua, mancano apporti pari a 131 milioni di metri cubi (-51%).Si rischia di arrivare all’estate, quando i banchi frigo dei supermercati e i condizionatori marceranno a tutta forza, con le dighe idroelettriche ridotte a gorgogliare il fango del fondo.
CLIMA - LA CLASSIFICA INTERATTIVA DELLE CITTA’ ITALIANE
Il dossier del Sole24Ore
Ieri mattina il Sole24Ore del Lunedì ha pubblicato la prima indagine climatica che in quattro pagine e sul sito web confronta, città per città, come sta cambiando il clima attraverso le rilevazioni rimuginate dai meteorologi e dai climatologi di 3B Meteo. Dal dossier curato da Michela Finizio emerge che i parametri climatici adottati (come brezza, pioggia, umidità, nebbia, eventi estremi) le città con il clima più mite e gradevole sono Imperia, Catania e Pescara, mentre il tempo più infame è a Pavia e Vercelli. Ma c’è un altro tema, assai più importante: come il clima sta cambiando. E le rilevazioni pubblicate dal Sole24Ore confermano il fatto che da 1800 le temperature sono cresciute di 2,3 gradi, con una cambiamento più accelerato dal 2008.
Ancora molto da fare
Nei giorni scorsi l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca sull’ambiente) ha pubblicato la nuova edizione dell’Annuario dei dati ambientali, l’elaborazione dell’enorme massa di dati raccolti dalle Arpa in tutta Italia. La “radiografia” conferma alcune cose che gli esperti conoscono da anni ma di cui le persone normali non possono avere i dati. E cioè: primo, l’inquinamento cala. La qualità dell’aria da decenni è ogni anno un po’ migliore dell’anno precedente, e da decenni gli italiani non respiravano un’aria di qualità migliore, soprattutto quelli delle grandi città che 40 o 50 anni fa respiravano a pieni polmoni un’aria assai più terrificante di oggi.

