«Le competenze Stem sono una rete di sicurezza per la carriera professionale»
Cristiana Scelza, manager di Prysmian, mette la sua storia a disposizione di Valore D: «C’è ancora molto da fare in tema d’inclusione e diversità»
di Monica D'Ascenzo
ai preferiti su Google
7' min read
I punti chiave
7' min read
La preparazione tecnico-scientifica è una rete di sicurezza nelle acrobazie di una carriera internazionale. È il leitmotiv della vita professionale di Cristiana Scelza, che dal primo gennaio è stata nominata executive vice president della divisione Electrification di Prysmian nell’ambito della riorganizzazione del gruppo in quattro nuovi segmenti di business operativi sotto la guida del nuovo ceo Massimo Battaini (a partire dall’assemblea 2024). Gli altri tre sono stati affidati a Hakan Ozmen il segmento Trasmission, a Cinzia Farisé il Power Grids e a Frederick Persson il Digital Solutions.
«Sono entrata nel gruppo nel 1997 come la classica nerd chimica nel ruolo di ricercatrice dei materiali. Poi la voglia di imparare sempre di più mi ha portato in giro per il mondo», commenta Scelza, classe 1971 e manager globetrotter ormai da molti anni.
Le origini
Le radici affondano in un paesino in provincia di Salerno, Vallo della Lucania, dove è cresciuta con i genitori insegnanti, Gennaro ed Elena, e due fratelli più piccoli. «La mia infanzia è stata molto semplice, sono stata allevata con il dovere enorme di studiare e rendere orgogliosi i miei genitori. Ho studiato pianoforte per dieci anni e ho fatto tutto il liceo musicale e poi il conservatorio per due anni. Crescendo ho compreso che non si può passare la vita a fare quello che gli altri vogliono che tu faccia. Mi sono resa conto che Cristiana non esisteva: esisteva Cristiana alunna modello, che suonava il piano e frequentava amici che condividevano questi interessi. Allora ho deciso di smettere di frequentare il conservatorio, perché mi sono resa conto che stavo facendo solo quello che la mia famiglia voleva che io facessi. È stato il mio più grande no, avevo 18 anni», ricorda Scelza, che aggiunge: «La mia mamma è una persona dolce e tranquilla, ama i libri e ha viaggiato pochissimo. All’inizio ha avuto difficoltà ad accettare le mie scelte, perché si è trovata con una figlia-trottola. Poi si è rassegnata».
Allargare i propri confini
D’altra parte la consapevolezza di dover cercare altrove il proprio futuro è maturata presto in Cristiana Scelza, che ha frequentato il liceo scientifico e poi chimica a Salerno, in una classe di 30 studenti (di cui dieci ragazze). Dopo la laurea, la borsa di studio del Cnr e due anni all’università di Padova, prima di entrare nella divisione ricerca e sviluppo di Pirelli. Il laboratorio, però, aveva spazi troppo stretti e la manager chiese di potersi spostare a lavorare a contatto diretto con il mercato tra Cina, Australia e America. Perché come con la musica, «ero innamorata di Rachmaninov, è difficilissimo da suonare e mi ha fatto sempre penare, ma era una grande gioia quando riuscivo», Scelza sa che vincere le sfide e andare oltre i propri limiti porta alle maggiori soddisfazioni. E lo ha fatto, esperienza dopo esperienza. Dal 2008 al 2014 ha lavorato con la Cina, affrontando una cultura complessa e millenaria: «Nel Paese ho una sorella cinese, una persona a cui sono legata da tantissimi anni. Da lei ho imparato quanto sia importante walk the talk come dicono gli anglosassoni, ovvero la propria credibilità. Ho imparato il valore di essere un punto di riferimento, avere principi molto chiari. Il successo nella vita si deve alla propria crescita personale. Bisogna davvero investire sui propri valori».
Il trasferimento in Brasile
Dalla Cina al Brasile, dove «la vita non vale niente. Ci sono zone estremamente pericolose in cui anche solo un bambino può approcciarti con un coltello o con una pistola per rubarti pochi spiccioli», spiega Scelza, che prosegue: «In Brasile ho imparato che bisogna vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Loro nella loro storia hanno avuto crisi economiche pazzesche e da un giorno all’altro il loro stipendio può non valere più niente e la loro vita cambiare completamente. Questo fa sì che vivano il presente e che sappiano gioire».


