Congiuntura

Le famiglie cinesi non spendono, la crescita della produzione non basta

La debolezza dei consumi interni (+2,3%) annulla il balzo della produzione industriale del 6,7% su base annua ad aprile - La ripresa non è vicina

di Rita Fatiguso

(AFP)

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Non riparte la macchina cinese, manca l’impulso necessario dei consumi interni. Le famiglie restano caute e non spendono, il che annulla per il momento i benefici del balzo della produzione industriale cinese cresciuta del 6,7% su base annua ad aprile. Ma i segnali di debolezza dei consumi nel Paese persistono, con vendite al dettaglio risultate in crescita ad aprile soltanto del 2,3% su anno. Un dato che ha ampiamente deluso le aspettative degli analisti, che indicavano una crescita del 3,7% e che segna anche una decelerazione rispetto al 3,1% registrato nel mese di marzo.

Balzo della produzione

I dati , secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, superanwo le previsioni degli analisti che indicavano un aumento del 5,5% e registrano una decisa accelerazione rispetto al 4,5% di marzo.

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Ma ill peggioramento delle condizioni economiche generali nell’ultimo anno ha chiaramente spinto le famiglie a ridimensionare le spese discrezionali, facendo cadere l’ecnomia cinese nella trappola della deflazione. Una situazione dalla quale Pechino sta ancora cercando di liberarsi.

Infatti gli investimenti in conto capitale delle aziende sono cresciuti del 4,2% ad aprile, deludendo le aspettative degli analisti, che indicavano una crescita del 4,6% e risultando più deboli del 4,5% registrato a marzo.

Il mercato del lavoro

Buoni segnali giungono invece dal mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione è tornato al 5% dal 5,2% di marzo, evidentemente anche in relazione alla ripresa della produzione industriale.

Continuano però a segnali altalenanti dalla Cina, dove la ripresa dei consumi stenta, confermando una debolezza della domanda interna. I consumi personali, infatti, sono uno dei maggiori motori dell’economia cinese ed un rallentamento delle vendite al dettaglio preannuncia prospettive deboli per il Paese.

I consumi interni rappresentano il perno di una svolta del modello economico che finora non c’è stato, per questa ragione anche i segnali positivi dalla produzione industriale, che segnalano una ripresa del settore manifatturiero, vanno letti in base alle ragioni della crescita del settore.

Pechino ha investito grandi somme per aiutare la rirpesa del manifatturiero e anche la Banca centrale ha pigiato il tasto del credito allargato a diversi settori industriali e soprattutto al settore più critico, quello dell’immobiliare ormai in piena crisi strutturale.

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