Le mega barche e i grandi gruppi trainano il distretto di Viareggio
Scacciate le ombre post Bayesian: nel primo semestre 2024 il comparto ha segnato +28% nell’export (pari all’80% del fatturato), arrivato a 650 milioni. Nodo formazione: gli investimenti rischiano di essere frenati dalla mancanza di manodopera
3' min read
3' min read
Il distretto della nautica da diporto di Viareggio continua a correre, trainato dalle barche di grandi dimensioni e dagli investimenti dei grandi gruppi, e scaccia le ombre post Bayesian che rischiano di addensarsi sulla filiera produttiva.
L’affondamento in Sicilia, il 19 agosto, del veliero di 56 metri (sette morti e 15 superstiti), costruito nel 2008 nel cantiere viareggino Perini Navi, uno dei nomi più prestigiosi al mondo nelle grandi barche a vela, ha sparso un velo di inquietudine sul distretto toscano leader nei maxiyacht, che nel primo semestre 2024 ha segnato +28% nell’export (pari all’80% del fatturato), arrivato a 650 milioni di euro. Il risultato rafforza una fase decisamente brillante (+20% l’export 2023, che per la prima volta ha superato 1 miliardo di euro), avviata nel periodo Covid.
Dopo il naufragio del Bayesian, il primo a lanciare l’allarme è stato il gruppo nautico The Italian Sea Group di Marina di Carrara (a 30 km da Viareggio), che a fine 2021 ha comprato all’asta proprio il marchio Perini: il suo patron, Giovanni Costantino, ha lamentato l’interruzione delle trattative con gli armatori interessati ad acquistare tre yacht Perini, che si sarebbero tirati indietro dopo il naufragio in Sicilia, arrivando a ipotizzare richieste di risarcimento danni (prima avanzate e poi ritirate nei confronti dell’armatore del Bayesian, la famiglia inglese Lynch).
Oltre a Costantino, nessun altro ha segnalato pubblicamente contraccolpi. «All’inizio c’è stata un po’ di preoccupazione tra gli operatori – spiega Vincenzo Poerio, presidente del distretto della nautica e della portualità toscana - ma appena i magistrati hanno chiarito che si è trattato di un errore umano e non di un difetto di costruzione, il clima a Viareggio è tornato tranquillo».
Ai saloni nautici di settembre a Cannes, Genova e Monaco - garantisce Poerio - nessun buyer internazionale ha accennato al naufragio del Bayesian nelle trattative in corso. Dal canto loro, i grandi cantieri hanno confermato la volontà di investire a Viareggio. Il primo è Sanlorenzo di Massimo Perotti, che sta chiudendo un accordo di sviluppo col ministero delle Imprese e del Made in Italy: investirà 91,5 milioni, di cui quasi 12 di contributi pubblici, nei suoi quattro stabilimenti liguri e toscani per aumentare capacità produttiva e occupazione. A Viareggio, in particolare, saranno investiti nove milioni (e creati 22 posti di lavoro), mentre a Massa l’investimento toccherà i 20 milioni (con 20 posti di lavoro).

