Best workplaces 2025: le migliori aziende dove lavorare doppiano la media italiana su fiducia e crescita
Nelle 75 società che spiccano per la qualità del lavoro delle classifiche di Great place to work il Trust index supera l’80% e i ricavi aumentano del 19%. A Tp, Hilton, Bending Spoons, Biogen e Auditel le cinque medaglie d’oro del premio assegnato ieri
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Se la fiducia dei collaboratori nella propria azienda è tra i parametri da considerare per la loro crescita, il calo suona come un campanello di allarme, soprattutto se emerge dall’analisi del ranking Best workplaces Italia 2025 stilato da Great place to work Italia sui 75 migliori ambienti di lavoro. Il Trust index medio, ossia l’indicatore del clima di fiducia di un’organizzazione, quest’anno è pari all’84%, un dato che scende del 5% rispetto al 2024, quando era l’89%. Per spiegarlo bisogna tenere conto, come ci spiega il ceo di Gptw Italia, Alessandro Zollo che «quest’anno abbiamo una categoria in più.
L’analisi è stata allargata anche alle organizzazioni con più di mille collaboratori che storicamente, per dimensioni, fanno registrare dei livelli di soddisfazione lavorativa più bassi. Se volessimo ragionare ceteris paribus, prendendo in considerazione le stesse 4 categorie dello scorso anno, la flessione sarebbe comunque presente, ma molto contenuta: - 1,2 punti di Trust index e - 4,5 punti di crescita del fatturato». Nelle classifiche vanno evidenziati almeno due aspetti.
Il primo, dice Zollo, «è che è vero che siamo il paese delle Pmi e della manifattura, ma quest’anno abbiamo 8 imprese italiane su 15 nella classifica delle superlarge e due aziende italiane che guidano le classifiche». Il secondo aspetto, prosegue Zollo, «è che la crescita sta avvenendo anche in ambito tecnologico e finanziario ed è quindi arrivato il momento di parlarne. L’Italia delle aziende migliori si sta svegliando, anche se deve farci riflettere il fatto che il nostro Paese, nella media europea dell’indice di fiducia è agli ultimi posti».
I settori più rappresentati
I dati dell’analisi, redatta ascoltando il parere di oltre 203mila collaboratori di 404 organizzazioni italiane, dicono che tra i 75 migliori ambienti di lavoro italiani un’organizzazione su 3 (30,67%) appartiene al settore IT, seguono biotecnologie e farmaceutica (14,67%), servizi finanziari e assicurazioni (12%), industria manifatturiera e produzione (10,67%), servizi professionali (6,67%), sanità (5,33%), retail e telecomunicazioni (4%), advertising e marketing, ospedaliero e media (2,67%) e costruzioni, educazione e formazione e trasporti (1,33%).
Il gap
Seppure sia in lieve calo, il Trust index delle 75 migliori organizzazioni dove le persone vorrebbero lavorare «si mantiene pur sempre su livelli molto alti, ben oltre il doppio rispetto al 44% che viene registrato dalla media delle altre aziende italiane analizzate: questo significa un divario del 40%. È un gap stratosferico che ci mostra come le migliori aziende continuano ad eccellere ma la media italiana è scesa ancora», rileva il presidente di Gptw, Beniamino Bedusa. La soddisfazione complessiva dell’ambiente di lavoro nel 2025, è risultata pari all’87%, anche in questo caso in calo del 5% rispetto al 2024 e con una differenza del +44% nel confronto con la media italiana che è del 43%. Anche in questo caso il dato sembrerebbe influenzato dalla nuova categoria.

