USA

Le prime mosse del 47° presidente. Trump minaccia guerra delle tasse sulle multinazionali Usa. Ripristinata la pena di morte federale

La Cina “è disposta a collaborare con il nuovo governo Usa, sotto la guida strategica dei capi di Stato dei due Paesi, in linea con i principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione reciprocamente vantaggiosa”. È quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, in risposta alla domanda se Pechino inviterà il neo presidente Donald Trump a visitare la Cina. Intanto, la leadership politica di Hamas è pronta al dialogo con gli Stati Uniti e riconosce al nuovo presidente americano il merito di aver ’’messo fine’’ alla guerra nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato l’alto funzionario di Hamas Mousa Abu Marzouk nel corso di una intervista al New York Times
TikTok, Trump rinvia l'applicazione del divieto di 75 giorni
  • Ai, Trump annuncerà investimenti in infrastrutture fino a 500 miliardi $

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncerà investimenti fino a 500 miliardi di dollari per infrastrutture legate all’intelligenza artificiale da parte di una nuova partnership formata da OpenAI, Oracle e SoftBank. Secondo la Casa Bianca, la nuova entità, Stargate, inizierà a costruire i progetti necessari per l’ulteriore sviluppo dell’intelligenza artificiale in rapida evoluzione in Texas. All’annuncio di Trump, appena insediato, parteciperanno Masayoshi Son di SoftBank, Sam Altman di OpenAI e Larry Ellison di Oracle.
    Son, un miliardario con sede in Giappone, si è già impegnato a dicembre a investire 100 miliardi di dollari in progetti statunitensi nei prossimi quattro anni. In precedenza, il capo di SoftBank si era impegnato a effettuare 50 miliardi di dollari di nuovi investimenti prima del primo mandato di Trump, tra cui un’importante partecipazione nella travagliata società di condivisione di uffici WeWork.
    Lo scorso ottobre, la società finanziaria Blackstone ha stimato che negli Stati Uniti saranno investiti 1.000 miliardi di dollari in data center nell’arco di cinque anni, mentre altri 1.000 miliardi di dollari saranno impegnati a livello internazionale. Queste stime di investimento suggeriscono che gran parte del nuovo capitale passerà attraverso Stargate, dato che OpenAI si è affermata come leader del settore con il lancio nel 2022 del suo ChaptGPT, un chatbot che ha catturato l’immaginazione pubblica con la sua capacità di rispondere a domande complesse e di eseguire compiti aziendali di base.
    La Cbs news ha riferito per prima che Trump avrebbe annunciato l’investimento nell’Ai. Elon Musk, sostenitore di Trump e con un valore di oltre 400 miliardi di dollari, è stato uno dei primi investitori di OpenAi, ma da allora ne ha contestato il passaggio allo status di società a scopo di lucro e ha fondato una propria società di Ia, xAI.

    Leggi anche: «Ai, Trump ha già eliminato le regole volute da Biden. Ma le voleva anche Musk»

  • 22 Stati democratici Usa e 2 città fanno causa a Trump sull’abolizione dello ius soli

    Sono già 22 gli Stati a guida democratica e due le città - Washington Dc e San Francisco - che hanno presentato ricorsi contro l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump con cui si vuole sospendere il “birthright citizenship”, il diritto di cittadinanza alla nascita - la formulazione americana dello ius soli che da oltre 150 anni è inserito nella Costituzione americana - ai figli di migranti senza documenti nati negli Stati Uniti.
    Intanto l’’amministrazione Trump conferma il pugno di ferro contro l’immigrazione irregolare. Il segretario ad interim alla Sicurezza interna, Benjamine Huffman, ha infatti annunciato in una nota che le autorità federali potranno condurre retate nelle scuole e nelle chiese e nelle aree vicine, mettendo fine a due direttive in base alle quali venivano evitate le cosiddette “aree sensibili” per azioni di questo tipo. “I criminali non potranno più nascondersi nelle scuole e nelle chiese americane per evitare l’arresto - ha scandito Huffman - L’amministrazione Trump non legherà le mani alle nostre coraggiose forze dell’ordine e confida invece nel loro buon senso”.

    Leggi anche: Trump annuncia «la nuova età dell’oro dell’America» e lancia la guerra agli immigrati

  • La presidente del Messico divertita dall’ordine di Trump di rinominare il Golfo del Messico

    La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha una risposta per il presidente Donald Trump riguardo alla sua idea di rinominare il Golfo del Messico in “Golfo d’America”: può chiamarlo come vuole nella parte americana. Martedì Sheinbaum ha esaminato con metodo la serie di ordini esecutivi di Trump che riguardano il Messico, sottolineando la sovranità del Messico e la necessità di un dialogo, ma quando è arrivata alla ridenominazione del Golfo del Messico, non ha potuto fare a meno di ridere. Nel suo discorso inaugurale di ieri, lunedì 20 gennaio, Trump ha detto che cambierà il nome, un’idea che aveva avanzato per la prima volta all’inizio del mese durante una conferenza stampa. “Dice che lo chiamerà Golfo d’America sulla sua piattaforma continentale”, ha detto Sheinbaum. “Per noi è ancora il Golfo del Messico e per il mondo intero è ancora il Golfo del Messico”.

    La presidente messicana Claudia Sheinbaum gesticola mentre parla delle politiche del presidente statunitense Donald Trump durante una conferenza stampa al Palazzo Nazionale, a Città del Messico, Messico, 21 gennaio 2025. REUTERS/Henry Romero

    Sheinbaum ha proiettato su un grande schermo, durante il briefing quotidiano con la stampa, l’ordine di Trump chiamato “Restoring Names that Honor American Greatness”. L’ordine prevede che entro 30 giorni il Segretario degli Interni degli Stati Uniti rinomini “l’area della piattaforma continentale degli Stati Uniti delimitata a nord-est, nord e nord-ovest dagli Stati di Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida e che si estende fino al confine marittimo con il Messico e Cuba”.

    Americani e messicani divergono su come chiamare un altro corpo idrico fondamentale, il fiume che forma il confine tra il Texas e gli Stati messicani di Chihuahua, Coahuila, Nuevo Leon e Tamaulipas. Gli americani lo chiamano Rio Grande, i messicani Rio Bravo. La prima volta che Trump ha accennato all’idea di cambiare il nome del Golfo del Messico, Sheinbaum ha risposto sarcasticamente suggerendo di rinominare il Nord America come “América Mexicana” o “America Messicana”. Questa volta ha insistito brevemente: “Per noi e per il mondo intero continuerà a chiamarsi Golfo del Messico”.

  • Trump ripristina la pena di morte federale, stop alla moratoria voluta da Biden

    Donald Trump ha firmato un ordine presidenziale che ripristina la pena di morte federale, cancellando la moratoria voluta da Joe Biden nel 2021. Il presidente ha ordinato anche al procuratore generale di richiedere la pena capitale “indipendentemente da altri fattori” quando il caso riguarda l’uccisione di un agente o reati capitali “commessi da uno straniero illegalmente presente” nel paese”, nonché di “intraprendere tutte le azioni necessarie e legali” per garantire che gli Stati abbiano abbastanza farmaci per l’iniezione letale. Solo tre imputati restano nel braccio della morte dopo che Biden ha convertito 37 condanne a morte in ergastolo.

  • Trump sospende per 90 giorni gli aiuti all’estero

    Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende temporaneamente tutti i programmi di assistenza estera degli Stati Uniti per 90 giorni, in attesa di revisioni per determinare se sono allineati con i suoi obiettivi politici. L’ordine afferma che “l’industria e la burocrazia degli aiuti esteri non sono allineate con gli interessi americani e in molti casi sono antitetiche ai valori americani” e “servono a destabilizzare la pace mondiale promuovendo idee in Paesi stranieri che sono direttamente inverse alle relazioni armoniose e stabili interne e tra i Paesi”. Di conseguenza, Trump ha dichiarato che “nessun ulteriore aiuto estero degli Stati Uniti sarà erogato in un modo che non sia pienamente allineato con la politica estera del presidente degli Stati Uniti”. Non è immediatamente chiaro quanto l’assistenza sarà inizialmente influenzata dall’ordine esecutivo, poiché i fondi per molti programmi sono già stati stanziati dal Congresso e c’è l’obbligo di spenderli, se non sono già stati spesi.

  • Trump e Vance alla preghiera interreligiosa

    Il presidente americano Donald Trump e il suo vicepresidente JD Vance, assieme alle famiglie, stanno partecipando martedì all’ultimo evento legato alle celebrazioni per l’inaugurazione: il servizio di preghiera nazionale presso la Washington National Cathedral, che poche settimane fa ha ospitato i funerali dell’ex presidente Jimmy Carter. La tradizione della preghiera dopo l’inaugurazione venne istituita nel 1933 sotto la presidenza di Franklin D. Roosevelt.

    Durante la celebrazione si recitano preghiere delle tradizioni ebraica, cristiana e musulmana alla presenza di oltre una dozzina di leader religiosi. I brani musicali saranno eseguiti dall’orchestra della Marina, dal coro della Cattedrale e dal tenore Christopher Macchio che si è esibito durante l’inaugurazione.

  • Trudeau, Canada risponderà fermamente se Trump imporrà dazi

    Il Canada risponderà “fermamente” se gli Stati Uniti imporranno dei dazi. Lo ha detto il premier canadese Justin Trudeau. Donald Trump ha lasciato intendere che dall’1 febbraio potrebbero scattare tariffe del 25% su Canada e Messico. Il premier canadese, che nelle scorse settimane ha annunciato le sue dimissioni, ha parlato durante un seminario del governo per determinare le strategie con cui rispondere alle minacce di dazi che Trump ripete da settimane e ieri ha ribadito ormai in modo ufficiale dalla Casa Bianca. “Stiamo pensando in termini del 25% per Messico e Canada perché stanno permettendo di entrare ad un grande numero di persone, anche il Canada abusa in modo molto negativo, e anche al fentanyl”, ha detto il presidente Usa mentre firmava ordini esecutivi allo Studio Ovale, ribadendo il legame tra i dazi e la presunta mancata azione da parte di Ottawa e Città del Messico per impedire gli sconfinamenti di migranti negli Usa che riverserebbero droga nel Paese. Tra le ritorsioni che Ottawa starebbe valutando in risposta ai dazi di Trump vi sarebbe anche, secondo fonti governative, l’aumento delle tariffe su importazioni Usa, tra le quali prodotti in acciaio, in ceramiche, in particolare articoli sanitari, in vetro e anche succhi d’arancia. Oggi Trudeau ha comunque avvisato che una guerra commerciale sarebbe costosa per gli Stati Uniti ma che “vi sarà un prezzo anche per i canadesi”.

    Trump ha affermato nel suo discorso inaugurale che “invece di tassare i nostri cittadini per arricchire altri paesi, daremo e tasseremo i paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini”. Si è fermato prima di menzionare paesi specifici come obiettivi tariffari. I suoi commenti spontanei, tuttavia, erano rivolti a due alleati vitali per le importazioni di energia e le catene di approvvigionamento automobilistico degli Stati Uniti. Qualsiasi ondata di nuove tasse alle frontiere minaccia di scatenare una guerra commerciale tra i firmatari dell’accordo USA-Messico-Canada, l’accordo successore del Nafta negoziato su insistenza di Trump durante il suo primo mandato. Il patto ha regolato il flusso di 1,8 trilioni di dollari nel commercio di beni e servizi, sulla base dei dati del 2022, riporta Bloomberg.

  • Marco Rubio giura da Segretario di Stato e sottolinea il programma “America First”

    Il senatore della Florida Marco Rubio è stato il primo dei candidati al gabinetto del presidente Donald Trump a prestare giuramento oggi, sottolineando che la politica estera degli Stati Uniti sotto Trump metterà al primo posto le esigenze americane. Il Senato degli Stati Uniti ha confermato all’unanimità Rubio, un falco nei confronti della Cina e un convinto sostenitore di Israele, poche ore dopo l’insediamento di Trump, ieri.

    “La promessa principale di Trump in materia di politica estera è che la priorità del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti saranno gli Stati Uniti e l’interesse nazionale di questo Paese”, ha dichiarato Rubio dopo il giuramento del vicepresidente JD Vance. Ha poi aggiunto che un altro obiettivo di politica estera sotto Trump sarà “la promozione della pace”. Naturalmente, la pace attraverso la forza, la pace e sempre senza abbandonare i nostri valori”. Rubio, 53 anni e repubblicano, è stato a lungo membro delle commissioni del Senato per le relazioni estere e l’intelligence. Rubio è un critico severo della Cina e un sostenitore di Israele. Figlio di immigrati da Cuba, ha anche spinto per misure dure contro l’isola comunista e i suoi alleati, in particolare il governo del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Durante l’udienza di conferma, ha avvertito che gli Stati Uniti devono cambiare rotta per evitare di dipendere sempre di più dalla Cina e ha promesso una politica estera solida incentrata sugli interessi americani.

    Rubio ha anche sottolineato che la politica degli Stati Uniti dovrebbe essere quella di porre fine alla guerra in Ucraina e che il raggiungimento di un accordo per fermare i combattimenti comporterebbe concessioni sia da parte di Mosca che di Kiev. Poi ha suggerito che l’Ucraina dovrebbe rinunciare al suo obiettivo di riconquistare tutto il territorio che la Russia ha preso nell’ultimo decennio. Rubio è la prima persona di origine ispanica a ricoprire il ruolo di primo diplomatico della nazione.

  • Ue, Trump contro diritti? Per noi non-discriminazione valore chiave

    “L’uguaglianza è un valore fondamentale dell’Ue. Crediamo in un’Europa che abbraccia la diversità e la discriminazione basata su qualsiasi motivo (sesso, genere, origine etnica, religione, disabilità, orientamento sessuale) è proibita dalla legge”. Così la portavoce della Commissione europea Eva Hrncirova, commentando la decisione di Donald Trump di limitare la diversità di genere a due, maschio-femmina, e di fermare i programmi di inclusione e diversità.

  • TikTok, Trump rinvia l’applicazione del divieto di 75 giorni

    Tra i suoi primi provvedimenti da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha emesso un decreto che ordina di sospendere per 75 giorni l’applicazione della legge che ha vietato TikTok negli Stati Uniti. La norma era entrata in vigore per 12 ore, bloccando il social network fino all’annuncio di Trump di volerla sospendere in modo da trovare una soluzione, definendo la piattaforma “molto popolare” e sottolineando l’importanza di salvarla. La legge, approvata dal Congresso nel 2024, impone alla società madre cinese Byte-Dance di venderla, pena la messa al bando sul territorio statunitense.

    Vedi anche: TikTok torna online negli Usa: «Stiamo ripristinando il servizio. Grazie Trump»

    La Cina ha chiesto che gli Usa ascoltino “le voci razionali”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha detto: “Ci auguriamo che la parte americana ascolti attentamente le voci razionali e offra un ambiente commerciale aperto, equo, giusto e non discriminatorio per i soggetti di mercato di tutti i paesi che operano negli Stati Uniti. Per quanto riguarda le operazioni e le acquisizioni aziendali - ha continuato - riteniamo che queste debbano essere decise autonomamente dalle imprese in base ai principi di mercato. Se sono coinvolte aziende cinesi, tali attività devono rispettare le leggi e i regolamenti della Cina”.

    Una donna posa davanti al logo di TikTok nella casa di TikTok durante la giornata di apertura del 55° incontro annuale del World Economic Forum (WEF) a Davos, Svizzera, 20 gennaio 2025. REUTERS/Yves Herman

  • Scholz, inaccettabile sostegno di Musk all’estrema destra

    “In Germania abbiamo libertà d’espressione. Ma Musk è un miliardario, quello che non accettiamo è il suo sostegno all’estrema destra”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz al Forum economico mondiale di Davos in risposta a una domanda della stampa sulle foto che ritraggono Musk con un ’braccio teso’ e alle iniziative di Musk a favore dell’Afd. Musk - durante un dibattito sui dazi annunciati da Trump - ha detto che “difenderemo la libertà di commercio” e che l’Unione europea per la Germania “è del massimo interesse”.

  • Danimarca, nessun Paese può fare come vuole in Groenlandia

    Nessun Paese può fare come vuole in Groenlandia. Lo ha detto il ministro degli Esteri danese Lars L›kke Rasmussen, dopo che il neo presidente americano Donald Trump ha dichiarato che “la Danimarca accetterà di cedere” l’isola artica. “Non vogliamo essere americani”. Così il premier della Groenlandia, Mute Edge, ha risposto alle nuove ’minacce’ di Donald Trump, che tra l’altro non ha escluso l’uso della forza per acquisire il territorio autonomo danese. “Noi siamo groenlandesi, non vogliamo essere americani - ha scandito nel corso di una conferenza stampa durante la quale ha parlato di ”una situazione difficile” - E non vogliamo neanche essere danese. Il futuro della Groenlandia sarà deciso dalla Groenlandia”.

    Vedi anche: Dal Canada alla Groenlandia, le ambizioni imperiali di Donald Trump

  • Dombrovskis, “da Trump nessun annuncio di nuovi dazi contro l’Europa”

    “Forse contrariamente alle aspettative”, il presidente degli Usa Donald Trump ieri “non ha annunciato alcun nuovo dazio” nei confronti delle importazioni dall’Ue. Lo rileva il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, a Bruxelles in conferenza stampa al termine dell’Ecofin. L’economia europea e quella americana, sottolinea, sono “più integrate” di qualsiasi altra: l’interscambio vale “1.500 miliardi di dollari”, vale a dire “il 30%” del commercio mondiale.

    Leggi anche: Gli scambi tra Usa e Ue rimangono centrali per servizi e investimenti

  • Trump minaccia guerra delle tasse sulle multinazionali Usa

    Donald Trump minaccia un guerra globale sulle tasse alle multinazionali americane. Il presidente ha ordinato di studiare misure di ritorsione contro i Paesi che applicano prelievi “extraterritoriali” sulle multinazionali a stelle e strisce. Lo riporta il Financial Times, secondo il quale Trump ha ritirato gli Usa dal patto fiscale globale dell’Ocse, su cui è stato raggiunto un accordo lo scorso anno e che consente ad altri paesi di imporre tasse aggiuntive sulle multinazionali statunitensi. Durante il suo primo mandato, Trump si era scontrato con i leader europei sulla proposta tassa digitale che avrebbe colpito aziende come Google.

  • Meloni sente Costa, rafforzare pilastro europeo della Nato

    Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in vista del Vertice informale del prossimo 3 febbraio sulla difesa europea. Lo comunica Palazzo Chigi, in una nota. Nel corso del colloquio, il Presidente Meloni “ha sottolineato l’esigenza di rafforzare concretamente il pilastro europeo della Nato, anche sul fronte della competitività dell’industria europea del settore”, attraverso “una piena complementarietà delle iniziative e dei programmi Ue in ambito difesa”, viene spiegato. I due leader “hanno inoltre condiviso l’importanza e l’urgenza di lavorare su nuovi e più efficaci strumenti comuni per sostenere gli ingenti investimenti necessari”, si legge ancora nella nota.

    Leggi anche: Trump chiederà agli stati membri Nato di portare la spesa per la difesa al 5% del Pil

  • Sindacati citano in giudizio Trump per il decreto che rende più facile licenziare i dipendenti federali

    Il presidente Donald Trump è stato citato in giudizio per un ordine esecutivo che renderebbe più facile il licenziamento di dipendenti pubblici di alto livello. Il Sindacato Nazionale dei Dipendenti del Tesoro, che rappresenta i dipendenti del governo degli Stati Uniti in 37 agenzie e dipartimenti, ieri ha presentato ricorso presso la corte federale di Washington contro la decisione di Trump che andrebbe contro l’intento dei legislatori, dal momento che il Congresso ha stabilito “diritti di giusto processo” per i dipendenti federali di carriera. “L’ordine esecutivo rimodellerà radicalmente la funzione pubblica aumentando drasticamente il numero e il tipo di dipendenti che rientrano in una nuova categoria di servizio esentato e rischiano di essere licenziati senza diritto ad azioni avverse”, si legge nel ricorso. L’ufficio stampa della Casa Bianca non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento. La sfida legale è l’ultima di quella che si prevede sarà un’ondata di controversie in risposta alla vasta gamma di ordini esecutivi firmati da Trump nel suo primo giorno in carica.

    Leggi anche: Dagli immigrati ai dazi, Trump pronto con gli ordini esecutivi

  • Von der Leyen: accordo Parigi speranza umanità, Ue continua

    “L’accordo di Parigi continua ad essere la migliore speranza di tutta l’umanità. L’Europa manterrà la rotta e continuerà a lavorare con tutte le nazioni che vogliono proteggere la natura e fermare il riscaldamento globale”. Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, parlando al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha deciso di nuovo di ritirare la prima economia del mondo dall’accordo di Parigi contro il riscaldamento globale.

    Leggi anche: Il 56% degli edifici pubblici in Italia è inefficiente

  • Von der leyen: con Usa saremo pragmatici, ma fedeli a nostri principi

    Con gli Usa “saremo pragmatici, ma rimarremo sempre fedeli ai nostri principi. Proteggere i nostri interessi e sostenere i nostri valori: questo è il modo europeo”. Lo dice la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, nel suo discorso al Forum di Davos. “Nessun’altra economia al mondo - sottolinea - è così integrata come noi” e gli Usa. Le aziende europee negli Stati Uniti impiegano 3,5 milioni di americani. E un altro milione di posti di lavoro americani dipendono direttamente dal commercio con l’Europa. Intere catene di approvvigionamento si estendono su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ad esempio, un aereo americano è costruito con sistemi di controllo e fibre di carbonio provenienti dall’Europa. E i medicinali americani sono realizzati con sostanze chimiche e strumenti di laboratorio che provengono dalla nostra sponda dell’Atlantico. Allo stesso tempo, l’Europa importa dagli Stati Uniti il doppio dei servizi digitali rispetto all’intera Asia-Pacifico. Di tutte le attività americane all’estero, due terzi sono in Europa. E gli Stati Uniti forniscono oltre il 50% del nostro Gnl. Il volume degli scambi tra di noi ammonta a 1,5 trilioni di euro, pari al 30% del commercio globale. La posta in gioco è alta per entrambe le parti. Quindi la nostra prima priorità sarà quella di impegnarci tempestivamente, discutere interessi comuni ed essere pronti a negoziare”.

    Leggi anche: Perché Trump potrebbe dare la sveglia all’Europa

  • Xi a Putin: «Collaborare contro le incertezze esterne»

    La Cina “è disponibile a collaborare con la Russia per continuare a guidare le relazioni bilaterali verso una prospettiva di lungo termine e per rispondere alle incertezze dell’ambiente esterno”. Lo ha detto il presidente Xi Jinping nell’incontro in videconferenza avuto nel pomeriggio all’indomani dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Cina e Russia “dovrebbero continuare ad approfondire la cooperazione strategica, a sostenersi con fedeltà a vicenda, a salvaguardare gli interessi legittimi dei due Paesi e a consolidare ed espandere le relazioni bilaterali”, ha aggiunto Xi secondo il network statale Cctv.

  • Berlino: del tutto inaccettabili parole di Trump su Panama

    La ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha criticato il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in particolare per le sue dichiarazioni in merito al fatto che gli Stati Uniti avrebbero preso il controllo del Canale di Panama. “Ovviamente qualsiasi minaccia contro un membro della Nato o altri Stati è del tutto inaccettabile”, ha detto Baerbock a Rbb, facendo anche riferimento alle mire di Trump sulla Groenlandia. Allo stesso tempo, la ministra ha invitato ad avvicinarsi con prudenza alle dichiarazioni del nuovo presidente: “Ma non dobbiamo - e lo sottolineo a questo punto - reagire ad ogni provocazione”. La ministra degli Esteri ha continuato dicendo che per lei ciò che conta non è tanto quello che dice Trump, ma piuttosto il motivo per cui dice qualcosa.

    Nel caso del Canale di Panama, ad esempio, si tratta dell’influenza della Cina: “Vediamo che la Cina sta investendo massicciamente nei porti e in altre importanti infrastrutture in tutto il mondo”, ha detto Baerbock, secondo cui “abbiamo semplicemente chiuso gli occhi per molto tempo, e anche questo è stato un errore”.

    Baerbock ha inoltre affermato nell’intervista che la Germania e l’Europa sono ben preparate per il secondo mandato di Trump. “La nostra risposta a questo ’America First Again’ è ’Europa unita’”, ha detto la politica dei Verdi, sottolineando che L’Europa sta lavorando insieme strategicamente meglio di prima. Dopotutto, ha affermato Baerbock, l’Ue è il più grande mercato interno del mondo e tutti gli Stati membri dovrebbero ora utilizzarlo insieme in modo strategico.

    Leggi anche: Trump insiste su Panama e Groenlandia. E mostra la cartina con il Canada negli Usa

  • Von der Leyen: «Meno aiuti Usa a Kiev? Il sostegno Ue continua»

    “Abbiamo sostenuto l’Ucraina fino ad ora con quasi 130 miliardi di euro e continueremo a sostenerla senza alcun dubbio. Qualunque cosa accada, per noi è importante che l’Ucraina resti un Paese indipendente e decida del proprio territorio”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos, rispondendo a una domanda del fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, sulle conseguenze di un possibile impegno ridotto della nuova amministrazione Trump a favore di Kiev. “Non dovremmo mai dimenticare che non si tratta solo della sicurezza dell’Ucraina, ma anche della sicurezza europea”, ha sottolineato von der Leyen, ribadendo che l’Ue resterà “al fianco di Kiev fino a quando sarà necessario”. “Nessuno più del popolo ucraino vuole la pace. Ma ciò che vogliono è una pace giusta e duratura, non un conflitto congelato che deflagra di nuovo poco dopo”, ha aggiunto.

  • Séjourné: Ue pronta a reagire a dazi, siamo uniti

    “Organizzeremo una discussione sulla nostra sovranità economica e sulla nostra capacità di rispondere insieme. Il messaggio principale di questo Ecofin è l’unità degli europei”. “La nostra forza è proprio quella di riuscire ad avere un messaggio comune. La discussione inizia, ma gli europei risponderanno”. “La presidente della Commissione Ursula von der Leyen è garante di questa unità degli europei e oggi a Davos si esprimerà sulla questione”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Stéphane Séjourné prima dell’Ecofin, sottolineando di condividere “totalmente” l’idea che l’Ue è pronta a reagire se Trump introdurrà dazi.

    Leggi anche: Dazi e criptovaluta, il ritorno di Trump preoccupa la Ue (e le imprese Usa in Europa)

  • Socialisti Ue: Trump ha invitato solo leader di estrema destra

    “Solo i leader dell’estrema destra Ue sono stati invitati all’inaugurazione di Trump. È un chiaro segnale della strada che vuole intraprendere. L’unità in Europa è necessaria se vogliamo portare avanti la cosiddetta autonomia strategica. Dobbiamo essere più presenti che mai alla difesa del multilateralismo. Le relazioni con l’amministrazione Ue devono essere basate sul rispetto e non è certo positivo che Trump non abbia invitato von der Leyen”. Lo ha detto la capogruppo dei socialisti e democratici all’Eurocamera, Iratxe Garcia Perez, parlando alla stampa a Strasburgo.

    Leggi anche: Meloni in prima fila al giuramento, unica leader europea: qui per rafforzare relazioni Italia-Usa su sfide globali

  • Anp: «Trump incita i coloni israeliani alla violenza»

    L’Autorità nazionale palestinese (Anp) accusa Trump di incitare “i coloni estremisti” israeliani alla violenza contro i palestinesi revocando le sanzioni contro i coloni israeliani nella Cisgiordania occupata. “La revoca delle sanzioni contro i coloni estremisti li incoraggia a commettere più crimini contro il nostro popolo”, ha affermato il ministero degli Esteri palestinese in una nota, ricordando i recenti attacchi dei coloni israeliani in tutta la Cisgiordania, in cui sono rimaste ferite 21 persone.

    Leggi anche: Il populista è tornato e non intende fare sconti a nessuno

  • Trump alle truppe in Sudcorea: «Come va con Kim?»

    Durante il ballo inaugurale del ’Commander-In-Chief’ a Washington, il presidente Donald Trump si è collegato con le truppe americane dispiegate in Corea del Sud, chiedendo informazioni sul leader nordcoreano Kim Jong Un, da lui soprannominato “Rocket Man” (”L’uomo razzo”) durante il suo primo mandato. “Ciao a tutti. Come stiamo andando laggiù? Come va con Kim Jong Un? Come state?”, ha detto Trump, rivolgendosi ai militari. Il presidente ha poi dichiarato di avere “un rapporto piuttosto buono” con il leader nordcoreano, nonostante le sue “cattive intenzioni”. “Ma è un tipo tosto”, ha aggiunto Trump, riferendosi ancora a Kim.

  • Musk: avversari hanno bisogno di «sporchi trucchi migliori»

    Il magnate della tecnologia Elon Musk ha detto oggi che i suoi avversari hanno bisogno di “sporchi trucchi migliori” dopo che è scoppiata la polemica per un gesto da lui fatto quando è intervenuto a un evento di inaugurazione per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che alcuni critici hanno paragonato a un saluto nazista.

    “Francamente, hanno bisogno di sporchi trucchi migliori. L’attacco ’tutti sono Hitler’ ha così stancato”, ha scritto Musk sulla sua piattaforma X.

    Ascolta anche: Elon. Uno, nessuno, cento Musk (podcast)

  • Trump revoca sanzioni su coloni in Cisgiordania

    Il presidente americano Donald Trump ha revocato le sanzioni che la precedente Amministrazione Biden aveva imposto sui coloni israeliani in Cisgiordania. Lo si legge sul sito della Casa Bianca sotto la dicitura “Iniziali revoche di ordini esecutivi e azioni dannose”. La pagina inizia affermando che le “revoche” nell’elenco saranno il primo di molti passi che il governo degli Stati Uniti intende intraprendere “per riparare le nostre istituzioni e la nostra economia”. Tra gli elementi abrogati del lungo elenco figura l’Ordine esecutivo 14115, emesso il primo febbraio del 2024, che autorizzava l’imposizione di determinate sanzioni ai gruppi di coloni israeliani “sulle persone che minano la pace, la sicurezza e la stabilità in Cisgiordania”. Biden aveva spiegato di aver imposto le sanzioni in quanto ’’gli alti livelli di violenza dei coloni estremisti, gli sfollamenti forzati di persone e villaggi e la distruzione di proprietà’’ avevano ’’raggiunto livelli intollerabili e costituiscono una seria minaccia per la pace, la sicurezza e la stabilità della Cisgiordania e di Gaza, di Israele e della più ampia regione del Medio Oriente”.

  • Cina: «Invitare Trump? Disposti a collaborare con gli Usa»

    La Cina “è disposta a collaborare con il nuovo governo Usa, sotto la guida strategica dei capi di Stato dei due Paesi, in linea con i principi di rispetto reciproco, coesistenza pacifica e cooperazione reciprocamente vantaggiosa”. È quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, in risposta alla domanda se Pechino inviterà il neo presidente Donald Trump a visitare la Cina. Le parti, ha aggiunto Guo nel briefing quotidiano, dovrebbero “mantenere la comunicazione, rafforzare la cooperazione, gestire adeguatamente le differenze e guidare maggiori progressi nelle relazioni bilaterali da un nuovo punto di partenza”.

    Leggi anche: Il vicepresidente cinese Han incontra Musk e altri imprenditori a Washington

  • Leader siriano applaude Trump: «Porterà la pace in Medio Oriente»

    Il leader siriano di fatto, Ahmad Sharaa (al Jolani), si è complimentato questa mattina col nuovo presidente americano Donald Trump affermando che egli “porterà la pace in Medio Oriente”. Citato dai media siriani e regionali, Sharaa, che un mese e mezzo fa ha preso il potere a Damasco dopo la dissoluzione del potere incarnato dalla famiglia Assad, ha affermato: “Siamo convinti che (Trump) sarà il leader capace di portare la pace nella regione e ripristinare stabilità”. Sharaa ha espresso la volontà di migliorare i rapporti tra Siria e Stati Uniti, due Paesi da decenni in aperta rivalità a causa della politica, prima filo-sovietica e poi filo-iraniana, dell’ex potere di Damasco. Da settimane il nuovo governo siriano chiede insistentemente che Stati Uniti e Unione Europea levino le sanzioni da anni imposte alla Siria. Nel martoriato Paese, devastato da 14 anni di guerra intestina e regionale e afflitto da una perdurante crisi economica, sono dispiegati circa 2 mila soldati americani, concentrati nel nord e nel nord-est.

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  • La presidente del Messico chiede a Trump dialogo e rispetto

    La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, si è congratulata sui social con il neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ma ha sottolineato che le relazioni tra i due Paesi devono essere improntate su “rispetto, dialogo e cooperazione”. La dichiarazione è stata postata dopo una riunione con una parte del suo gabinetto per delineare la strategia sull’immigrazione in seguito agli annunci di Trump. Durante il suo discorso inaugurale, il tycoon ha confermato che darà subito il via a una serie di deportazioni di massa di persone che si trovano senza documenti sul suolo americano. “Si troverà il momento, che speriamo sarà presto, per il dialogo, la collaborazione, in cui i nostri team si incontreranno per raggiungere accordi su diverse questioni: immigrazione, riconoscimento del lavoro dei messicani negli Stati Uniti, traffico di droga, armi che attraversano gli Stati Uniti verso il Messico e naturalmente il commercio”, aveva detto Sheinbaum ieri durante la sua conferenza stampa mattutina. La presidente ha poi ammesso che ci sono “visioni diverse, almeno in materia di immigrazione e per quanto riguarda il commercio” tra lei e Trump.

  • Cina: «Trump ascolti la voce della ragione su TikTok»

    TikTok “gioca un ruolo nella promozione dell’occupazione e negli stimoli dei consumi negli Usa. L’auspicio è che la parte americana possa ascoltare con attenzione la voce della ragione e fornire apertura ed equità agli attori di mercato negli Stati Uniti”. È il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, in merito all’ordine esecutivo di Donald Trump sui 75 giorni di tempo per la soluzione proprietaria della app della cinese ByteDance, basata sulla vendita del 50% a soggetti americani. “Potremmo decidere di imporre dazi alla Cina se troviamo l’accordo e Pechino non lo approva”, ha minacciato il tycoon.

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  • Ucraina, Trump: «Putin rifiutando accordo distrugge la Russia»

    Donald Trump, appena insediato come 47esimo Presidente degli Stati Uniti, ha dichiarato che il suo omologo russo, Vladimir Putin, sta “distruggendo” il suo Paese rifiutandosi di siglare un accordo di pace con l’Ucraina.

    “Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vuole concludere un accordo. Non so se Putin lo vuole, forse no. Ma dovrebbe farlo. Credo che stia distruggendo la Russia non concludendo un accordo”, ha dichiarato nello Studio Ovale, dove ha firmato tutta una serie di decreti davanti alla stampa.

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  • Kuleba: «Trump si batterà per un ordine basato sugli interessi»

    “Prima di Trump, i leader occidentali sostenevano di voler difendere un ordine mondiale basato sulle regole. Ora, invece, Trump si batterà per un ordine basato sugli interessi. Questa è la principale differenza che porterà: se il tuo interesse è più importante della regola, dimentica la regola. È un cambio molto scomodo per il resto dell’Occidente. Il nuovo leader provocherà numerosi choc, ma alla fine il mondo sopravviverà”. Lo ha detto l’ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, intervistato da La Stampa. In merito al mancato invito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Kuleba osserva: “La tradizione degli Stati Uniti, in verità, non implica la presenza di ospiti stranieri all’inaugurazione. Quindi, l’America ha avuto una scusa per non invitare Zelensky. Ma l’importante è ciò che succederà domani e dopodomani”.

    Sul futuro, l’ex ministro prevede: “Non ci sarà una pace rapida in Ucraina. Nei prossimi mesi, Zelensky e Putin daranno segnali costruttivi a Trump per coinvolgerlo, ma c’è un grande divario tra questo e la conclusione di un accordo. La guerra continuerà perché Putin crede ancora di poterla vincere. Qualsiasi pace che lascerà territori e cittadini ucraini sotto il controllo russo sarà ingiusta. Ma il punto non è tanto l’equità: è una lotta per il potere. Aspettiamo di vedere, nell’accordo finale, l’equilibrio degli interessi di Ucraina e Russia. Poi, decideremo quanto sarà vicino alla giustizia”.

    Kuleba poi si rivolge agli europei: “L’Europa ha eccellenti aziende della Difesa, ma i governi non investono abbastanza. Se domani Putin attaccherà l’Europa e Trump dirà ’problema vostro’, l’Europa perderà la guerra. E attaccherà, se vincerà in Ucraina. Non sto esagerando. Non ascoltate i politici, che hanno paura della verità, perché i loro indici di gradimento crollerebbero. Ascoltate l’intelligence e i generali. Quello tedesco ha già detto che Putin sta preparando un esercito in grado di combattere la Nato”.

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  • Cina a Trump: «Ruolo Oms dovrebbe essere solo rafforzato»

    Il ruolo dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) “dovrebbe essere solo rafforzato e non indebolito”. È il commento del portavoce del minitsero degli Esteri cinese Guo Jiakun, in merito all’ordine esecutivo per uscire dall’agenzia Onu di Ginevra firmato da Donald Trump nello Studio Ovale. “La Cina continuerà a sostenere l’Oms nell’assumere le sue responsabilità”. Trump, durante la firma, ha lamentato i pagamenti molto bassi all’Oms della Cina in rapporto alla sua popolazione.

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  • Cina: «Preoccupati per uscita Usa da accordi di Parigi»

    La Cina ha espresso preoccupazione per “l’uscita degli Usa dagli accordi di Parigi sul clima”, in base all’ordine esecutivo firmato lunedì da Donald Trump, appena tornato alla Casa Bianca. “La Cina è fortemente impegnata nella risposta alla crisi climatica e promuoverà in modo congiunto la transizione energetica su scala globale”, ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.

  • Hamas pronto a dialogo con Usa: «Merito Trump se guerra è finita»

    La leadership politica di Hamas è pronta al dialogo con gli Stati Uniti e riconosce al nuovo presidente americano Donald Trump il merito di aver ’’messo fine’’ alla guerra nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato l’alto funzionario di Hamas Mousa Abu Marzouk nel corso di una intervista al New York Times. Trump è un ’’presidente serio’’, ha aggiunto. “Se non fosse stato per il presidente Trump, per la sua insistenza nel porre fine alla guerra e per l’invio di un rappresentante decisivo, l’accordo non si sarebbe mai concretizzato”, ha affermato Abu Marzouk riferendosi al nuovo inviato americano in Medioriente, Steve Witkoff. ’’Il merito di aver posto fine alla guerra spetta a Trump”, ha aggiunto. Abu Marzouk sottolinea quindi che Witkoff è il benvenuto a Gaza. “Può venire a vedere la gente e cercare di capire i loro sentimenti e desideri in modo che la posizione americana possa basarsi sugli interessi di tutte le parti, e non solo di una parte”, ha aggiunto.

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  • Gli Stati Uniti usciranno dall’Oms e dall’Accordo di Parigi

    Tra i primi provvedimenti firmati dal nuovo Presidente, il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il suo ordine afferma che l’OMS “continua a richiedere pagamenti ingiustamente onerosi” dagli Usa. Una mossa che per l’Oms significherebbe perdere l’attuale primo finanziatore. Gli Usa partecipano infatti con quasi 1 miliardo di dollari di contributi per il biennio 2024-2025 su un budget totale di 6,5 miliardi, a cui si aggiungono circa 2 miliardi di risorse legate a interventi di emergenza o specifiche finalità. Il finanziamento dell’Oms avviene attraverso due canali principali: i contributi fissi (assessed), versati dagli Stati membri e fissati sulla base di parametri come il Pil e la popolazione, e i contributi volontari versati, oltre che dagli Stati membri, anche da soggetti privati (la Bill and Melinda Gates Foundation è la prima tra questi, con 646 milioni nel biennio 24-25). Secondo la piattaforma pubblica dell’Oms sui propri finanziamenti, gli Stati Uniti, nell’ultimo biennio hanno destinato all’agenzia 260 milioni di contributi fissi e 698 milioni di contributi volontari.

    Queste risorse hanno finanziato per il 23,35% programmi per “l’accesso a servizi sanitari essenziali”, per il 23,05 la risposta a emergenze sanitarie “acute”, per il 18,43% il programma per l’eradicazione della poliomielite nel mondo, il 7,62% all’identificazione di minacce alla salute attraverso strumenti di sorveglianza, il 5,43% per i programmi di preparazione alle emergenze. Quanto alle aree geografiche in cui sono state impiegate le risorse, circa la metà è stata divisa tra l’Africa e quella che l’Oms classifica come regione Orientale del Mediterraneo, che si estende dalla Tunisia al Pakistan e in cui si situano alcune delle principali emergenze sanitarie globali: Sudan, Somalia, Siria, Palestina, Afganistan. Se si concretizzasse l’uscita di scena degli Stati Uniti, due soggetti privati - la Bill and Melinda Gates Foundation e la GAVI Alliance (già nota come Global Alliance for Vaccines and Immunisation) - diventerebbero i principali finanziatori dell’Oms. L’Italia, con circa 70 milioni è oggi al 19° posto tra i finanziatori. L’annuncio del neo-presidente Donald Trump arriva in un momento critico: giovedì scorso il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus aveva rivolto un appello alla comunità internazionale con una richiesta di 1,5 miliardi di risorse aggiuntive per rispondere alle crisi sanitarie senza precedenti.

    Annunciato anche il ritiro dall’accordo sul clima di Parigi per la riduzione delle emissioni.

  • Trump: presto normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita

    Alla domanda di un giornalista nello Studio Ovale su quando pensa che potrebbe essere firmato un accordo di normalizzazione tra Israele e Arabia Saudita, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto “presto”, se non “entro la fine dell’anno”. Lo riporta il Times of Israel.

  • Trump sospende autorizzazioni degli ex funzionari dell’intelligence che hanno firmato la lettera sul laptop di Hunter Biden

    Il Presidente Donald Trump ha dichiarato che la sua amministrazione sospenderà le autorizzazioni di sicurezza delle oltre quattro dozzine di ex funzionari dell’intelligence che hanno firmato una lettera del 2020 in cui si affermava che la saga del laptop di Hunter Biden aveva le caratteristiche di una “operazione informativa russa”. L’azione è una prima indicazione della determinazione di Trump a punire gli avversari ed è l’ultimo punto di tensione tra Trump e una comunità di intelligence con cui i rapporti sono tesi da tempo. La mossa, annunciata lunedì con un ordine esecutivo, è anche un’occasione per una potenziale sfida in tribunale da parte di ex funzionari che vogliono mantenere l’accesso a informazioni governative sensibili.

  • Afghanistan annuncia scambio di prigionieri con Usa

    Il governo talebano dell’Afghanistan ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero rilasciato un detenuto afghano in cambio di prigionieri americani, in seguito a “lunghe discussioni” facilitate dal Qatar e il giorno dopo l’insediamento di Donald Trump. “Un ’combattente’ afghano, Khan Mohammed, imprigionato in America è stato rilasciato in cambio di cittadini americani e rimpatriato nel Paese”, ha affermato il ministero degli Affari Esteri afghano su X, specificando che l’uomo stava scontando una condanna all’ergastolo in California dopo essere stato arrestato “quasi due decenni fa”.

  • Assalto al Campidoglio, Trump grazia circa 1.500 imputati

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha concesso la grazia a circa 1.500 imputati per l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. È “un perdono totale, completo e incondizionato a tutti gli altri individui condannati per reati correlati a eventi accaduti presso o nelle vicinanze del Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021”, ha dichiarato Trump riferendosi anche a chi aveva aggredito le forze dell’ordine. “È una questione importante’’, ha commentato Trump dallo Studio Ovale. A essere in procinto di rilascio anche il leader dei Proud Boys, Enrique Tarrio, che sta scontando una condanna a 22 anni di carcere in Louisiana per cospirazione sedizione. Lo ha dichiarato il suo avvocato, Nayib Hassan, alla Nbc News. È “un insulto scandaloso al nostro sistema giudiziario” e agli agenti delle forze dell’ordine che quel giorno hanno protetto il Campidoglio, ha commentato Nancy Pelosi.

  • Trump annuncia licenziamento di un migliaio di uomini di Biden

    Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato oggi sul suo social network Truth Social che il suo team sta licenziando più di un migliaio di persone nominate dall’amministrazione dell’ex presidente Joe Biden, i quali il famoso chef José Andrés e dell’ex generale di alto rango Mark Milley.

    Trump ha annunciato di aver rimosso Mark Milley, che aveva ricevuto una grazia preventiva da Joe Biden lunedì, dal Consiglio consultivo nazionale per le infrastrutture. José Andrés è stato rimosso dal Consiglio presidenziale per lo sport, la forma fisica e la nutrizione.

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