Le professioni del futuro fra competenze digitali e capacità di cambiare
di Barbara Ganz
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Una indagine su 1.082 imprese venete in otto settori particolarmente significativi per il tessuto produttivo regionale, fortemente voluta da Confindustria Veneto e curata da Fondazione Nord Est.
Obiettivo, guardare alle professioni del futuro, senza limitarsi alle esigenze attuali - che sono note in tutta la loro difficoltà - per un’analisi prospettica che va oltre gli effetti dell’emergenza Covid, a partire dai grandi trend di trasformazione trasversali a tutte le imprese.
A prescindere dalla dimensione, le imprese sono estremamente consapevoli di quanto i grand trend in atto (digitale, industria 4.0, sostenibilità e internazionalizzazione) siano destinati a influire sulla loro competitività, con un impatto trasversale a tutti gli ambiti aziendali, poiché cambieranno il paradigma produttivo. Le aziende, ad esempio, dovranno adottare strategie per favorire l’economia circolare che richiedono nuovi processi, prodotti, approcci al mercato, relazioni di filiera, professionalità e competenze.
In questo scenario diventa indispensabile un aggiornamento e miglioramento delle competenze, poiché quelle presenti in azienda sono solo in parte adeguate a rispondere alle future esigenze di cambiamento. Secondo il 31,2% degli imprenditori non vi sono competenze interne adeguate per far fronte all’internazionalizzazione, seguite da quelle necessarie per industria 4.0 (25,8%) e sostenibilità (21,6%).
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