Le radici in Gallura valgono premi a Siddùra
Cannonau e Vermentino
di Davide Madeddu
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La ricerca della qualità e un costante controllo dei processi di produzione, e poi attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Sono i punti di forza, in cui passato e futuro si uniscono in una sola azione della cantina Siddùra con sede a Luogosanto in Gallura. Non a caso, questo percorso è stato caratterizzato da una serie di premi. L’ultimo riconoscimento è stato assegnato al Cannonau riserva di Siddùra, inserito tra i «migliori Cannonau dell’isola da Vinous». Il più recente di una lista che vede, per le 10 etichette della cantina sarda della Gallura, ben 729 medaglie.
Tutto merito di vento, sole, aria che arriva dal mare, e di un sistema di lavorazione che punta sulla qualità e permette di conseguire risultati eccellenti. «I terreni delle vigne sono un misto di granito, sabbia e argilla. Sono terreni sciolti, spesso aridi, ideali per la viticoltura – raccontano i responsabili dell’azienda –. In queste condizioni la vite, ovvero una pianta abituata a soffrire “la fame e la sete”, riesce a dare i prodotti migliori». C’è poi il valore aggiunto della cantina, al centro della tenuta: «Qui si svolge l’intero ciclo produttivo, dall’uva alla bottiglia, privilegiando le fermentazioni spontanee e utilizzando i più diversi tipi di contenitori - raccontano in azienda – dalle vasche in cemento, alle botti. Il nostro compito è rispettare ed esaltare la qualità del prodotto».
«La scelta di Siddùra di sottoporsi alle sfide con autorevoli palati risponde all’esigenza di capire l’evoluzione del gusto e al desiderio di vedere riconosciuta a livello mondiale la qualità dei vini sardi - sottolinea Raffaele Cani, direttore commerciale di Siddùra -. Giudizi autorevoli che attestano il valore del lavoro della nostra cantina e di tutti coloro che con impegno ogni giorno portano avanti il progetto Siddùra».
La collezione dei vini può giovarsi dei riconoscimenti e premi che arrivano dalle guide più importanti del settore, come sottolineano in azienda. Tra queste c’è anche il miglior punteggio, attribuito dalla pubblicazione Vitae, al passito Nùali, «un riconoscimento di prestigio assegnato dai 900 degustatori Ais che ogni anno, per la guida dell’associazione, recensiscono migliaia di vini». E poi i Vermentino, Cannonau, Carignano, e Tìros, prodotto con «uvaggi internazionali coltivati in Gallura». «Crediamo che il nostro territorio sia una zona vocata al Vermentino, ma anche alla produzione di grandi rossi con un carattere internazionale - spiega Mattia Piludu, direttore tecnico di Siddùra -. I riconoscimenti ottenuti sono il risultato della ricerca della qualità che quotidianamente perseguiamo».
