Friuli Venezia Giulia

Le rocce sulla viabilità di passo Monte Croce

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Sono oltre 5.800 i fronti di crisi legati a frane in Friuli Venezia Giulia: nei giorni di Pasqua si è dovuto chiudere al traffico in entrambi i sensi di marcia anche l’autostrada A23. Fra gli eventi registrati anche quello che ha cancellato la strada che collega il Friuli alla Carinzia e distrutto molte vie di arrampicata, l’1 e il 2 dicembre scorso, lungo la strada che sale da Timau, in Friuli, al Passo Monte Croce Carnico, e scende sul versante austriaco verso Kötschach-Mauthen. Il distacco di roccia ha provocato gravi danni alla strada statale 52 lungo i tornanti finali del versante italiano, danneggiando anche le gallerie. E ora si discute che cosa fare: la situazione della strada statale 52 bis riguarda il Comune di Paluzza e la Comunità montana della Carnia, ma anche l’intera Val del But e l’Austria. Un progetto di Anas e Regione punta alla riapertura della statale entro la fine del 2024, ma sulle modalità c’è un acceso dibattito con il territorio deciso a porre l’esigenza anche di un tracciato alternativo, che metta in sicurezza la viabilità anche nell’immediato futuro. La Direzione regionale Attività produttive e la Camera di Commercio di Pordenone Udine si sono attivate per il monitoraggio delle imprese coinvolte e del relativo danno economico legato alla chiusura del Passo di Monte Croce. Intanto, il buon andamento del turismo invernale ha contribuito a calmierare gli effetti negativi, ma non per tutte le attività, che in alcuni casi lamentano cali dal 30 al 60% degli introiti. Secondo i dati del passato, si sono contati picchi di oltre 5mila attraversamenti giornalieri del passo nei mesi estivi: è comprensibile la preoccupazione per la prossima stagione, che conterà migliaia di passaggi in meno. Oltre al transito delle persone, c’è quello delle merci con l’Austria. Il dibattito in consiglio regionale prosegue: fra le proposte c’è quella di un gruppo di sindaci che hanno sollecitato il Governo austriaco a valutare la costruzione di una galleria, seguendo l’esempio del raddoppio del tunnel sotto le Caravanche fra Slovenia e Austria. Al momento, la priorità è la sicurezza: ci sono altri punti critici lungo altri tratti rocciosi che interessano la stessa statale.

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