Leadership inclusiva e visione del futuro: le nuove forme dei Cda aziendali
Un punto di vista distaccato consente di osservare ed interpretare senza pregiudizi la rotta seguita, i risultati ottenuti e i processi decisionali
di Gianni Rusconi
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Professionalità esterne per sostenere trasparenza e visione e rafforzare il business: non sono pochi, ormai, gli esempi di aziende che sposano l’idea di un consiglio di amministrazione “atipico”, in cui siedono figure che non appartengono all’organizzazione perché ricoprono anche altri incarichi. Nuo, per esempio, il fondo della famiglia Pao Cheng di HK ed Exor, specializzato negli investimenti in eccellenze “made in Italy”, si è affidato a uno “shadow board” a cui concorrono sei studenti (con differenti livelli di seniority) dell'Università Bocconi.
A detta di Tommaso Paoli, il Ceo di Nuo, i benefici che una “vista” dall’esterno può portare in dote sono di diversa natura e rimandano sostanzialmente a una lettura più ampia e realistica dell’attività aziendale. “Lo sguardo di un valutatore esterno rispetto a una qualsiasi realtà aziendale, sia essa grande e articolata o piccola e snella”, spiega infatti il manager, “fornisce una fotografia imparziale e un punto di vista distaccato al Consiglio di Amministrazione: consente, per esempio, di osservare ed interpretare senza pregiudizi la rotta e i risultati ottenuti nonché il funzionamento dei processi decisionali all'interno dell'organizzazione. La nostra convinzione è che tale figura sia fondante perché la compensazione dall’esterno è necessaria per acquisire competenze specifiche che permettano la creazione di un nuovo cruscotto di “navigazione” da implementare in un rinnovato modo di fare impresa”.
La competenza e l'indipendenza che questi professionisti possono mettere in campo, secondo Paoli, sono anche di estremo supporto al top management o all’imprenditore nel processo decisionale ed evitano che, in assenza di confronto, si sviluppino dinamiche di autoreferenzialità. In un modello multi stakeholder, il ruolo dei valutatori esterni è dunque quello di facilitare la comprensione di variabili che possono impattare sul modo in cui l'azienda si muoverà in futuro.
Per costituire un “consiglio ombra” che funzioni non esiste una ricetta perfetta. Nou promuove da una parte l’adozione di una governance che include la nomina nei board di direttori non esecutivi e di consulenti strategici esperti di settore o ancora di top executive di grandi aziende e dell'altra, come nel caso del proprio Cda, apre al coinvolgimento di figure che prestano il loro contributo al raggiungimento delle strategie apicali e che permettono di poter prendere decisioni con gli occhi dei giovani talenti.
“Nel corso del primo anno di attività - conferma in proposito Paoli - è emerso il potenziale di questo nuovo organo a supporto di una governance inclusiva aperta a nuove prospettive e alla delicata tematica generazionale che molto impatta sulle piccole e medie aziende. E anche la leadership, alla luce dei cambiamenti dello scenario in cui viviamo, richiede una naturale evoluzione adattiva verso un modello più inclusivo e purpose driven”.

