Lega e Fdi penalizzati dalla competizione reciproca: centrodestra diviso più che mai
Gli alleati di centrodestra escono dal voto amministrativo divisi e senza una prospettiva di alternativa di Governo. Inevitabilmente il peso della responsabilità ricade sui due principali partiti e leader della coalizione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni.Sorride Forza Italia
di Barbara Fiammeri
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I punti chiave
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Divisi e senza una prospettiva di alternativa di Governo. È il dato politico che emerge in queste ore e di cui portano inevitabilmente il peso i due principali partiti e leader della coalizione: Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
La competizione tra Lega e Fratelli d’Italia per il primato alla fine ha penalizzato entrambi. Si dirà che Meloni, al contrario di Salvini, può rivendicare in termini di consensi ricevuti un risultato positivo, anzi un successo senza precedenti, se raffrontato con qualunque consultazione del passato. Vero ma non basta per conquistare il ruolo di credibile alternativa di Governo che era ed è il principale obiettivo della presidente di Fdi.
Lo spartiacque del risultato romano
Ecco perché da questo punto di vista il risultato di Roma può essere letto come uno spartiacque. Lo sapremo tra due settimane, all’esito del ballottaggio. Qualcosa però si può dire. Ad esempio, se come sembra Enrico Michetti, il candidato sponsorizzato da Meloni e accolto dai suoi alleati senza troppo entusiasmo, dovesse ottenere meno voti dei partiti che lo sostengono, sarebbe evidente che una parte dell’elettorato non ha apprezzato la scelta.
Così la distanza esigua con lo sfidante del centrosinistra Roberto Gualtieri che doveva fronteggiare la concorrenza di Raggi e Calenda. A Meloni non basterà evocare il complotto, la “polpetta avvelenata” a seguito dell’inchiesta sulla destra neofascista in cui è rimasto coinvolto il suo capodelegazione a Bruxelles Carlo Fidanza.
Così come per Salvini, il risultato deludente della sua Lega, non può essere giustificato dal caso Morisi, il suo spin doctor finito in mezzo a un’inchiesta per droga, a una settimana dal voto.

