La leadership mondiale fra Usa e Cina? Si gioca sulla Luna
di Patrizia Caraveo
di Andrea Chimento
3' min read
3' min read
Quello delle festività pasquali è un weekend all'insegna del cinema impegnato: questa settimana escono nelle nostre sale diversi film profondi e adatti a un pubblico di veri e propri cinefili, amanti delle pellicole capaci di far riflettere e di non semplice lettura.
Tra le novità, seguendo proprio questo versante, si segnala subito il film iraniano “Leila e i suoi fratelli”, terzo lungometraggio del regista Saeed Roustayi.
Presentato in concorso al Festival di Cannes, il film vede protagonista Leila, una donna quarantenne che ha passato tutta la sua esistenza a prendersi cura dei suoi genitori e dei suoi fratelli.In una famiglia schiacciata da debiti, dovuti alle sanzioni economiche contro l'Iran, e perennemente in preda a litigi e discussioni, Leila prova a cambiare vita, stanca di doversi dedicare completamente alla sua famiglia.La donna, infatti, ha escogitato un piano, che potrebbe aiutarli a uscire dalla miseria in cui vivono: vorrebbe avviare un’impresa, ma la sua idea viene ostacolata dalla figura paterna, portando i già di per sé fragili equilibri familiari a frantumarsi, forse per sempre.
Intenso dramma famigliare, “Leila e i suoi fratelli” è un film che parla di una donna che prova a salvare i suoi affetti più cari, nonostante sia circondata da una società profondamente maschilista e patriarcale che non vuole proprio darle la fiducia che meriterebbe.
Aperto da uno splendido incipit che gioca su un efficace montaggio alternato, “Leila e i suoi fratelli” inizia fortissimo, riuscendo subito a toccare corde particolarmente profonde e a lanciare spunti su cui riflettere al termine della visione.La durata eccessiva (circa 2 ore e 45 minuti) genera qualche prolissità e l'attenzione rischia di subire qualche calo, ma la sceneggiatura è talmente intelligente e stratificata da rimanere sempre interessante: a colpire sono soprattutto i dialoghi tra i vari personaggi, ben interpretati da un cast credibile e ottimamente amalgamato.Svettano in particolare la sorprendente protagonista Taraneh Alidoosti e l'attore che interpreta la figura paterna, Saeed Poursamini.
Vincitore del premio FIPRESCI al Festival di Cannes, “Leila e i suoi fratelli” è l'ennesima conferma dello straordinario momento che sta vivendo la cinematografia iraniana e di quanto i messaggi che questa industria inserisce nei suoi film siano dettati da un'urgenza sempre più impellente.